sabato 17 marzo 2012

Le tue acque, cara Piave, sono acque di libertà

Certe notti ti riempiono il cuore e capisci solo dopo di aver ricevuto una carica tale di energia da rendere tutto possibile. Dopo esserci persi mezzora nelle stradelle a ridosso della Piave siamo arrivati alla festa di Legambiente a Maserada. Una casa di campagna tra vigneti a ridosso dell'Oasi del Codibugnolo. Nell'aria fresca sottili lingue di vapore, la Piave respira piano piano ridotta a ben poca cosa in questi giorni siccitosi. E in quelle nebbie sussurri e richiami ai suoi figli perché la aiutino a rinascere, rinascendo insieme a lei. Sorridente e appassionato Fausto Pozzobon ha raccolto attorno a sé poeti, musicisti, attivisti e amanti della Piave. Una serata magica, vellutata di blues e ritmata da poesie recitate ad arte, tra tutte quelle di Gian Pietro Barbieri. E buon cibo, un intero menù vegetariano e carni alla brace e vino e dolci e il sapore della cordiale ospitalità familiare di una volta. Di questa volta.


( "Anguana" di Elisabetta Trevisan )


E' ancora possibile un'umanità sorridente, cordiale, amichevole, che sa godersi lo stare insieme, i disegni dei bambini, le curve delle ragazze, i discorsi degli uomini, l'ironia sugli acciacchi dell'età. Darsi il tempo di rallentare e godere tutto ciò che di bello nasce dall'amore che l'uomo offre alla terra. Un amore concreto, sudato e sapiente che porta delizia al palato ristoro all'anima. Sapore di Piave, di gente della Piave, dal carattere forte ma cordiale. Ed è stata lei, la sinuosa signora della Piave a ispirare tanta bellezza. Spero potrò pubblicare un giorno alcune delle poesie, ma ridonarvi l'incanto dell'interpretazione a due voci, con accattivante blues di chitarra e percussioni in una casa di sassi lungo fiume non posso. Fausto ha presentato le iniziative di Rivers 2012, la festa che si terrà dal 21 al 24 giugno per tessere di nuovo l'alleanza tra le persone e il loro paesaggio.



Anch'io ho presentato la Forma dell'Acqua, i viaggio e la festa che intraprenderò il 20 maggio prossimi. In un momento di ispirazione ho capito meglio cosa desidero fare in quei giorni: “ogni sera racconterò una leggenda antica, legata a re Artù, quella del Re pescatore dove si parla di una terra malata e insterilita perché il suo re è malato dentro: così noi oggi vediamo un paesaggio naturale agonizzante ma sono le malattie dell'anima dell'uomo ad averlo generato. Guariamo l'egoismo, la fretta, l'avidità e le forze di guarigione della terra potranno agire, insieme creeremo un paesaggio ancora più ricco e bello.”


Buone note:

(1) Circolo Legambiente di Maserada: http://home.teletu.it/piavenire/index.htm, numero di telefono di Fausto 347 2628836

(2) La bozza del progetto “Forma dell'Acqua” è qui sul blog nella pagina in alto a destra, La Forma dell'Acqua

martedì 6 marzo 2012

Quando le donne decidono


Quando le donne decidono i figli nascono, gli uomini crescono e le cose cambiano. Resto sempre più affascinato dal potere del femminile, della sua sottile ma pervasiva capacità di indirizzare l'uomo dove c'è bisogno di un'energia differente: concentrata, lineare, tagliente.

Se manca nelle donne la tenace volontà di progredire insieme con i loro uomini, l'energia femminile diventa frenante e vischiosa, come la ragnatela della vecchia Shelob (il mostruoso ragno del Signore degli Anelli). Il femminile che agogna il potere maschile diventa distruttivo.

Spero che le Donne, quelle con la D maiuscola, abbiano capito che la condivisione tra pari e il lavoro di gruppo sono strumenti ancora più potenti per favorire la trasformazione. Se si isolano dentro una coppia o si ritirano in solitudine come potranno tessere la dolce trama della loro vita affettiva?

Ciò che fate a mia madre Terra lo fate a me. Questa foto ricorda un gesto antico: le donne sassoni si scagliarono anch'esse in battaglia accanto ai loro uomini nell'ultima resistenza contro i Franchi. Oggi spero cammineranno orgogliose di sé accanto ai loro uomini non più disposti a morire per qualcosa ma a vivere e amare qualcosa!

mercoledì 29 febbraio 2012

Un mediatore elementare a Keltoi Radio


Ho accolto l'invito di Rudi Toffetti, geobiologo e studioso di druidismo, di partecipare alla sua trasmissione "Alla ricerca dei luoghi di potere" su Keltoi Radio. Con Rudi ci siamo conosciuti, o forse riconosciuti. Il cuore ci batte allo stesso ritmo quando parliamo di cambiamento, di amore per la terra, di rispetto per l'acqua. E così è nata questa bella trasmissione, rimontata in suono, video e immagini da keltoi radio. La potere vedere al link http://www.keltoiradio.org/videos.php?lang=ita&canale_id=22&video_id=539. Quale luogo di potere abbiamo visitato insieme in questa puntata? Quello del cuore dell'uomo che ama e desidera il meglio per tutto ciò che lo circonda!

lunedì 27 febbraio 2012

Avanti col Cristo che la procesiòn s'ingruma

Un amico che mi legge si lamenta che tiro fuori il Cristo a ogni piè sospinto. Forse proietta su di me un po' di suoi fantasmi in tonaca nera. Non ha ancora distinto tra interpretazione e sistema di potere cattolico e messaggio liberatorio di Gesù Cristo. Di certo la mia vita degli ultimi anni si è incentrata sulla Ricerca (la Quest, la Cerca del Graal) interiore. Essendo nato in una cultura cristiana (madre trentina, padre camuno) mi sono messo a lavorare sulla tradizione spirituale che conoscevo meglio e cerco di capire il percorso che ha fatto Gesù di Nazareth. Come ha fatto a entrare in contatto con Cristo e da lì a lavorare in comunione col “Padre” (e chi è questo?) per portare avanti il progetto evolutivo dell'intero genoma umano, superando la morte. Da bambino sono stato cattolico, da adolescente animatore dell'Azione Cattolica, poi giovane dubbioso, universitario agnostico e indifferente, en passant anarchico criticapreti e ancora iniziato di una corrente mistica cristiana. Infine libero ricercatore, un po' gnostico ma irresistibilmente panteista. Ho trovato nello sciamanesimo la mia strada di ricerca. Vi ho confuso abbastanza? Con le parole si fa presto a fare confusione.

Cerco di raccontarvi un po' tutti i passaggi della mia Ricerca perché se no vi sembro un nettuniano. Quello che vi scrivo oggi è ovviamente provvisorio perchè l'espansione della coscienza porta a continui cortocircuiti la mente razionale e devo resettare e riprogrammare il mio “sistema operativo” di continuo. Questi sono giorni di Grazia perchè le intuizioni abbondano e discutendo con mia madre ho esclamato, sorpreso di me stesso: “Cristo non è una persona, è uno stato di coscienza!”. Questo concetto mi è sembrato più chiaro in altre tradizioni, prima fra tutte quella buddista. Si racconta infatti che il principe Siddharta abbia intrapreso una profonda ricerca interiore a costo di sacrificare ogni bene e affetto. Ebbe successo, raggiungendo l'Illuminazione e lo stato di Budda, che non è un nome proprio di persona ma appunto uno stato di coscienza. Tutti i suoi seguaci aspirano a conseguire quello stato di consapevolezza, la buddità. Azzardo una traduzione energetica di buddità come apertura del sesto chakra, ovvero il terzo occhio: quiete totale, consapevolezza completa e libertà di scelta rispetto al processo di evoluzione successiva. Diventa certezza e comprensione la nostra natura eterna che affronta una serie di passaggi nella carne per fare esperienze. Dunque l'identificazione con il mio nome e cognome di oggi si smorza, capisco che il panorama è ben più ampio.

Allo stesso modo Gesù di Nazareth raggiunse e manifestò lo stato di coscienza cristica, cioè la sintonizzazione completa con le energie più evolute del nostro cosmo terrestre, il livello del "Dio onnisciente". Non se fu il primo ad arrivare a questa consapevolezza, ma di certo lo fece pubblicamente e non voleva rimanere l'unico. Infatti incitava i suoi discepoli a fare cose ancora più ammirevoli di quelle che faceva lui, non voleva essere adorato ma capito! Disse che era finito il tempo delle religioni e dei riti perchè ciascuno avrebbe potuto proseguire la sua Ricerca in Spirito e Verità nel suo cuore (discorso alla samaritana), sviluppando la sua propria individualità. Questo stato di coscienza potrebbe corrispondere con l'apertura del settimo chakra.

E chi è il Padre che invoca continuamente? Uno stato di coscienza ancora superiore? Uno stato di coscienza cristica del sistema solare o forse universale e non solo limitata al piccolo pianeta Terra. Quello che si scopre indagando la spiritualità è che l'evoluzione continua sempre. Gesù-Cristo (Gesù in perfetto stato di coscienza cristica) era riuscito a conservare la piena consapevolezza attraverso la soglia della morte ed era riuscito a costituire un corpo energetico allo stesso tempo "spirituale" ma capace di agire nel "fisico" (può mangiare ed essere toccato, ma passa attraverso le porte se vuole). Questa sì che è evoluzione genetica: poter modulare la propria energia per variare frequenza, ha ben capito la fisica quantistica e controlla la materia! Ma il suo lavoro continua: deve “salire al Padre” a preparare un posto per i suoi amici nei cieli, forse nella dimensione energetica sottile (eterica) della Terra. Questo stadio potrebbe corrispondere con la piena attivazione dell'ottavo chakra, posto al di sopra della testa nel corpo eterico di ogni persona.

Oggi questo Gesù-Cristo ha completato questo lavoro eterico e sta chiamando i suoi amici, cioè tutti quelli che desiderano partecipare a un progetto evolutivo dell'umanità. Parla tramite gli alberi, i monti, i venti. E' il cuore dell'Umanità, l'energia creativa e positiva che si manifesta in tutte le tradizioni e religioni con nomi diversi per stimolare l'evoluzione umana verso l'uso del nostro potere creativo consapevole. Il sensibile Marko Pogacnick lo presenta fuso con il Dio Pan, cioè a dire che è diventato lo Spirito della Terra. Cosa vuole da noi questo essere? Chiede a tutti di portare avanti il proprio percorso evolutivo, emanciparsi da paure, dipendenze, superbia e aprire il cuore, capire cos'è l'Amore e come si usa per trasformare la propria vita in un'opera d'arte sublime pervasa di Bellezza e tensione alla Verità. Chiama con forza perchè ogni evoluzione ha dei passaggi indispensabili, certo flessibili ma non cancellabili. E' ora che una parte consistente dell'Umanità apra il cuore e cominci una radicale trasformazione dell'intera civiltà attuale. Ci sono altri esseri che devono sviluppare lo stato di coscienza che noi ci stiamo faticosamente lasciando alle spalle. Se noi non evolviamo e magari sfasciamo pure questo bel pianetino blu impediamo l'evoluzione di altri che ci seguono. E' una grossa responsabilità: non siamo autonomi al punto da poterci “autodistruggere in pace”, che è una contraddizione in sé ovviamente.

venerdì 24 febbraio 2012

L'intelligenza del Cuore

Quante volte ho trovato riferimenti e poetiche citazione sulla capacità di ascoltare il proprio cuore. Era di volta in volta sdolcinato romanticismo, ispirata spiritualità, metafora di una visione più ampia della nostra proiezione razionale. Comunque sempre una immagine, difficilmente traducibile in pratiche concrete. Fino a ora. In verità già alcuni anni fa, 5 mi pare, avevo trovato riferimenti alla possibilità di interrogare il proprio cuore su cosa era bene per se stessi: prendere l'oggetto o il cibo da esaminare e tenerlo vicino al cuore, chiedere a un amico di fare pressione sull'altro braccio teso per vedere se il tono muscolare cambiava, con o senza l'oggetto. Se era positivo la forza nel braccio aumentava, se era nocivo la forza diminuiva. Sperimentai poco ma non avendo capito a cosa si collegassero i cambi di tensione muscolare lasciai perdere.


Approfondendo la floriterapia (terapia basata sull'uso delle essenze floreali studiato da Edward Bach) ho studiato test più raffinati basati sulle conosceze kinesiologiche e sulla relazione tra tensione muscolare e organi interni analizzato dettagliatamente dalla medicina tradizionale cinese. Il test kinesiologico può essere utilmente usato per verificare l'efficacia delle essenze floreali scelte a seguito di un colloquio. E' una verifica che esclude il livello mentale lasciando spazio alla reazione del corpo ed in particolare proprio del sistema magnetico del cuore. E' dimostrato che ogni organo del nostro corpo emette una specifica frequenza elettromagnetica. Cominciano ad esserci macchinari in grado di misurare queste emissioini e valutare anche le variazioni, se un organo è sofferente la rilevazione cambia.


L'organo che produce il campo magnetico più forte in assoluto, di gran lunga maggiore di ogni altro organo, più del cervello e del sistema nervoso, è il cuore. Se avvicino qualcosa al cuore il sistema si trasforma immediatamente, indebolendo o rafforzando l'emissione che si ripercuote sulla tensione muscolare. Ovvero se il campo magnetico della sostanza viene riconosciuto dalla “intelligenza del cuore” come benefico il tono muscolare aumenta (“sono più forte”), se invece è inutile o dannosa il tono resta inalterato o addirittura cala (“sono più debole”). Per cominciare a sperimentare è meglio essere in due, con una forza equivalente. Rilassatevi e respirate, sciogliete i muscoli, fate il test sulla mano o sul braccio con cui scrivete e usate l'altra mano per portare al cuore la sostanza. Prima chiedete al vostra partner di provare la vostra forza senza nessuna sostanza in modo da mettere a punto il riferimento di base: tenete il braccio teso e il partner lo spinge con decisione e forza crescente verso il basso. Poi provate con la sostanza e annotate su un foglio le impressioni. Più sensibile ma forse più delicato il test sulle dita chiuse ad anello (o-ring). Provate più sostanze. Meglio se voi tenete gli occhi chiusi. Utile che il partner esprima ad alta voce la domanda “questa sostanza fa bene a (vostro nome)” prima di ogni test. Potete testare cibi, medicine, bevande ma potreste anche azzardare qualcosa di più: io ho provato anche con libri e cellulari. Diversi libri mi hanno dato differenti risposte di tensione.


Ma com'è possibile che il test reagisca anche ai contenuti di un libro? Intanto sperimentate poi cercate la vostra risposta. Ho trovato molto utile ascoltare le conferenze di Greg Braden sulla Matrix Divina (cercate su YouTube o leggete il suo libro a riguardo), in particolare sulla capacità di un osservatore (di un essere dotato di coscienza potremmo specificare), documentata dalla fisica quantistica, su un qualsiasi fenomeno. Infatti la materia è composta di energie “dense” ma discontinue, che pulsano continuamente e che possone venire radicalmente modificate da un opportuno utilizzo di campi magnetici. Al di là delle risposte che possiamo elaborare fate i vostri esperimenti. C'è veramente la possibilità di avere velocemente una risposta efficace dal nostro organismo su ciò che ci fa stare bene, conoscenza è potere: afferrate il vostro e non delegatelo a qualcun altro!

sabato 18 febbraio 2012

Sant'Antonio d'Egitto

Quando in Veneto si parla di S.Antonio non c'è alcun dubbio che si parli di quel frate di origine portoghese che venne in Italia per conoscere Francesco d'Assisi e ne divenne ministro per l'attuale Nord Est. In Lombardia invece persiste nel culto campestre e nella memoria quella di un S.Antonio più antico, detto anche l'abate, il Grande, sant'Antonio d'Egitto o del Fuoco, del Deserto e infine sant'Antonio l'Anacoreta. Già dalla quantità di appellativi si capisce quanto importante e illustre fosse in passato il suo culto. In qualche angolo di Lombardia si celebra ancora nei campi con fuochi di purificazione rituale il 17 gennaio, giorno della sua morte nel deserto della Tebaide in Egitto. Viene riconosciuto santo da quasi tutte le chiese cristiane (cattolica, luterana, ortodossa, copta...). Aveva lasciato la famiglia, donando tutti i suoi beni ai poveri per poi ritirarsi, come si usava allora, in solitario eremitaggio secondo l'uso degli anacoreti del tempo.
Un santino cattolico

Secondo questa tradizione la ricerca della perfezione prevedeva che l'anacoreta vivesse in solitudine, pregasse e intrecciasse un corda come pratica meditativa. Avrebbe dovuto vivere di carità e di ciò che trovava. Dopo anni di rigorosa ma travagliata esperienza in solitudine Antonio. Si ritirò in una profonda grotta sul monte Pispir, tra le rovine di un avamposto romano. Vi rimase vent'anni a lottare contro il demonio e alimentato dalle offerte di sempre numerosi fedeli. Molti volevano stargli vicino e iniziarono a demolire la fortezza per costruirsi degli case finchè gli chiesero di uscire dal suo rifugio. Antonio acconsentì e cominciò a operare guarigioni e offrire consigli per la ricerca spirituale di ciascuno. Il cosiddetto Fuoco di S.Antonio o fuoco sacro è l'ergotismo, un male causato da un fungo della segale mal panificata. Per la sua cura nacque una comunità ospedaliera laica in Francia nel IX secolo con l'arrivo delle reliquie del santo. Riuscivano a curare il fuoco sacro e anche l'herpes zoster usando una pomata a base di grasso di maiale. Per questo avevano il permesso di allevare maiali che potevano girare indisturbati e venivano contraddistinti da una campanella.
Le tentazioni di S.Antonio di Bosch

La comunità crebbe e si decise di dividersi in due gruppi,uno a destra e uno a sinistra del Nilo, nella zona dell'antica Tebe. Quei luoghi erano stati uno dei cuori dell'antica religiosità egizia: sulla riva orientale sorge la valle delle Regine e dei Re, la tomba di Tutankhamon e molti templi; su quella occidentale il Tempio di Luxor e quello di Amon (Karnak). Una particolarità di quest'ultimo tempio è di essere protetto da sfingi con testa d'ariete. I suoi seguaci erano uomini celibi dediti alla ricerca spirituale individuale, riuniti però come una famiglia sotto la guida di un padre spirituale, “abbà” (ebraico per padre), da cui deriva il successivo “abate”. L'innovazione rispetto agli anacoreti precedenti sta nell'accettazione di un rapporto di comunità, seppure la ricerca e le pratiche fossero poi svolte in solitudine per gran parte del tempo. Inoltre veniva praticato il lavoro per il proprio sostentamento senza affidarsi alla carità. Si formavano quindi piccole comunità anche economicamente autonome dove ognuno coltivava il proprio orto.
Una delle sfingi di Karnak

Anche S. Benedetto da Norcia cominciò il suo percorso spirituale ispirandosi a S.Antonio del Fuoco. Questo è il nome che preferisco. Svela il temperamento fiero dell'uomo ma anche la sua capacità di portare il fuoco spirituale nella vita. E quindi anche di comandare al fuoco visibile, l'elemento trasformatore e, in un certo senso, più vicino alla natura delle realtà più sottili, “spirituali”. Nella teoria dei chakra il fuoco è corrisponde al terzo centro energetico, quello connesso al potere personale, alla volontà: in questo senso Antonio dimostra di poter padroneggiare il proprio fuoco interiore e di voler andare oltre. Dove? Verso la rinascita attraverso l'acqua e il fuoco, come viene descritta nei Vangeli. Una delle frasi celebri di Antonio è: “Io non temo più Dio, lo amo”, in questa frase si sintetizza l'evoluzione dalla spiritualità umana precedente alla predicazione di Gesù Cristo:aprire il IV centro energetico della teoria dei chakra, ovvero il Cuore, esercitando l'amore consapevole.
Arcano dell'eremita di F.Pinter

Diamo ora uno sguardo all'iconografia, quella più verace lo rappresenta in abito monacale (a volte con un Tau rosso disegnato), con un bastone a forma di T cui è legata una campanella, il fuoco nell'altra mano e un maiale vicino. L'iconografia dei santi, quando era fatta da pittori profondamente ispirati, riassumeva l'impulso essenziale l'eredità di quel ricercatore spirituale (=santo). L'abito monacale ricorda la rinuncia ai beni materiali, la corda che lo chiude il celibato. Il bastone è un attributo che indica il suo potere personale, la capacità di mantenersi fedele alle sue convinzioni senza abdicare. La carta dell'eremita nei Tarocchi rappresenta forse proprio Antonio nella sua caverna.


La forma a T (a volte presente anche sull'abito) rimanda alla lettera Tau, dell'alfabeto ebraico, che anche S.Francesco d'Assisi adottò dopo i suoi viaggi in Oriente. La Tau rossa indica la misericordia di Dio Padre per i suoi figli. Il Tau rosso fu anche simbolo di un ordine di frati ospitalieri incaricati di aiutare i pellegrini lungo la via Francigena, alcuni di questi consacrati servivano in armi, allo stesso modo dei Templari. Anche la loro storia finisce con qualche mistero nel XV secolo. Il maiale fa riferimento alla vittoria di Antonio sui sensi e sulle tentazioni corporali. Dell'attributo del fuoco abbiamo già parlato. Il culto di questo Antonio andò declinando dal XV secolo, forse perché legato ad un movimento religioso caduto in disgrazia. La devozione si collegò sempre più alla vita campestre e divenne patrono degli animali domestici e delle stalle. Dalle stelle alle stalle insomma. Ci sono confuse tracce di uno scontro all'interno della cristianità occidentale tra il XIII e il XV secolo tra chi desiderava una struttura religiosa decentrata e autonoma e chi invece asseriva la necessità assoluta di un forte accentramento sotto il Papa di Roma, quello che i suoi detrattori definivano “Tempio Nero”.
S.Antonio affrescato a S.Maria di Bienno (BS)

Vi ricordate che Antonio si ritirò nei ruderi di un forte romano? Il nome Antonio arrivò in Egitto proprio con i Romani, in particolare con quel famoso Marco Antonio, luogotenente di Cesare e avversario del giovane Augusto. E' quel famoso console che soggiogò l'Egitto e poi si alleò con Cleopatra. Egiziana era gran parte della flotta sconfitta ad Azio da quella italica di Augusto. Lo sconfitto si ritirò in Egitto e quando Augusto lo invase vittorioso si suicidò ad Alessandria, secondo la tradizione romana che era meglio darsi la morte che essere catturati e umiliati. Cleopatra lo seguì pochi giorni dopo facendosi mordere da un aspide. Antonio era il nome della Gens ovvero della famiglia allargata di Marco. Probabilmente deriva dall'etrusco e dovrebbe significare “colui che fronteggia i suoi avversari”, quindi a viso aperto e senza paura.
Statua di Marc'Antonio

venerdì 17 febbraio 2012

Légami col Sangue

Un caro amico mi invita a raccontare qualcosa della mia famiglia paterna. Colgo oggi l'occasione per farlo, ora che ho pronunciato parole molto forti sulla mia autonomia dal sistema familiare. Ho lavorato per due anni intensamente con un bravo terapeuta (Claudio Conzon di Villorba) a chiarire le mie dinamiche familiari e interiori. Lui mi ha fatto scoprire il lavoro di Bert Hellinger, le “costellazioni familiari”. Le conoscenze che Hellinger ha raccolto e diffuso sono di certo un potente strumento di comprensione e quindi di guarigione di come operano i sistemi familiari e di quanto peso possano avere nella vita dei loro membri. La memoria familiare ha regole e dinamiche e forse anche obiettivi tutti suoi. Il ricercatore delinea il percorso difficile per emanciparsi sempre più dai legami familiari affinchè ogni individuo sviluppi il suo percorso autonomo senza ripetere, irretito in memorie inconsce, la vita di altri familiari.

Hellinger è tedesco e cattolico, è stato missionario ed ha avuto il coraggio di cambiare progressivamente la sua vita per seguire le sue convinzioni. Ha lasciato l'abito, si è messo a fare il terapista e si è sposato. La sua eredità culturale dà comunque una forte coloritura al suo lavoro che analizza proprio quel rapporto profondamente tedesco, e prima ancora germanico, della fedeltà al proprio sangue. Il ricercatore Enrico Ciampoli, che lavora con l'ipnosi regressiva da quandi trent'anni sostiene che i condizionamenti che il sistema familiare ricrea in realtà sono originati da blocchi nelle memorie di incarnazioni precedenti, le cosiddette “reminescenze”. I suoi risultati sono sorprendenti: il 95% dei casi trattati sono stati risolti in due o tre sedute di lavoro. Una metodologia di indagine e lavoro che privilegia quindi l'individuo. Forse è proprio questa la peculiarità culturale italiana: il culto del genio individuale in ogni sfaccettatura.
I miei nonni paterni


Ho da poco proclamato in faccia alle ombre dei miei antenati paterni che non sono più disponibile a collaborare col loro progetto di conservazione del sistema energetico familiare. Li ho messi davanti ad una scelta chiara: trattare con Me da pari a pari o escludermi dal sistema familiare. Non gli è piaciuto essere messi di fronte ad un aut aut, loro che lavorano, di generazione in generazione alla ripetizione e lenta trasformazione del sistema genetico ed emozionale ancorato al mio sangue, al mo DNA. Speravano di potermi integrare e asservire alle dinamiche interne ma Io dico no, anche se so che sarà una dura lotta. Ringrazio i miei antenati per avere accettato il mio spirito nel loro sangue ma lascio a loro il loro destino mentre imparo a forgiare il mio. Sono disponibile a contrattare con loro un nuovo progetto di mutuo interesse che includa lo sviluppo delle singole individualità del sistema. Stelle autonome nella nostra costellazione familiare e non servili pianeti.
Antonio Panteghini, mio padre biologico

I gradini dell'evoluzione verso l'Individualità sono sintetizzati, secondo me in modo mirabile, da quel passaggio del vangelo di Giovanni che recita “Ma a quelli che crederanno nel suo nome ha dato il potere di diventare Figli di Dio (= individualità autoconsapevoli), i quali non dal sangue (= la genetica ereditaria), né da volere di carne (= l'attaccamento emotivo al corpo materiale), né da volere di uomo (= l'ego, la struttura della personalità attuale) ma da Dio sono stati generati (= la scintilla di Coscienza che c'è in ogni cuore umano)”(Gv 1,12-14). In altri passi evangelici Gesù Cristo si interroga su chi sia suo padre, sua madre, i suoi fratelli. Questo testimonia il suo superamento dei legami di sangue. Il centro del messaggio cristico è che in ogni Essere Umano c'è un seme (ovvero il Cuore, il IV Chakra) per sviluppare la propria Umanità fino ad elevare le sue vibrazioni per entrare in comunione con la Divinità e di lì continuare l'evoluzione insieme (ovvero aprire il IV chakra e poi quelli superiori).