Il sindaco ha ringraziato La Darsena Mosella per aver prestato le panne per arginare una macchia di gasolio e anche noi possiamo anche ringraziare: ma vorremmo che gli enti preposti non dovessero ricorrere alla generosità dei privati per fare il loro dovere. Se qui a Chioggia queste capacità non ci sono il sindaco dovrebbe telefonare a Venezia e umilmente chiedere che ci mandino qualche tecnico e tutta l'attrezzatura necessaria. Non è sufficiente arginare con le panne perché, se il gasolio non viene aspirato, filtra attraverso e si disperde ulteriormente. Infine speriamo che questa volta vengano fatte davvero le indagini e che non si arenino come a marzo, tanto da non diffondere i risultati delle analisi ARPAV che il signor sindaco ben conosceva ma si è guardato bene dal pubblicare integralmente come invece abbiamo fatto noi durante la conferenza. Abbiamo la netta impressione che quando i danni ambientali li fa qualcuno di un certo settore produttivo della città non si arrivi mai a capo di nulla.
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lunedì 29 dicembre 2025
Un altro sversamento di gasolio nella laguna di Chioggia
venerdì 31 ottobre 2025
Giunta contro Natura: 2 anni di danni ambientali nel territorio di Chioggia
Link all'evento facebook: https://www.facebook.com/events/1472430184019732/
mercoledì 14 dicembre 2022
Lettera a maestre e genitori sull'utilità educativa delle fiabe modello e bussola sicura
ho deciso di scrivere questo volume di fiabe(La Bella del Bosco Addormentato e altre Meraviglie, Anguana Edizioni) perchè mi sono accorto che i nostri ragazzi e le nostre ragazze fanno fatica a immaginare storie che finiscano bene. Non è una questione di fantasia, loro replicano i modelli che hanno imparato dall'ambiente circostante: storie, cartoni animati, videogiochi, serie tv, film, video frammentari da tik tok o youtube. Quando qualcuno inventa una storia fa appello sia alla sua abilità di narratore che ai modelli profondi che ha nel cuore, potremmo definirli archetipi che proverà ad incarnare nella vita. In giovane età, specialmente tra i 7 e i 12 anni, si formano le strutture portanti della personalità e più precisamente il modo di vivere i sentimenti. Se un bimbo non impara a gestire a quest'età la paura, ad esempio, farà molta più fatica a fronteggiarla in modo maturo crescendo.
La cultura materialista che si respira in ogni dove oggi lancia messaggi inquietanti, dove la tragedia, la violenza, l'orrore, la mancanza di senso, la noia, la depressione e l'esaltazione egoistica la fanno da padrone, insinuandosi soprattutto nelle anime giovani. Immergersi a giocare per ore ad un videogioco in cui devo uccidere tutti gli altri giocatori lascia un segno potente nella mia psiche: non è vero che non ha alcuna conseguenza. Imparo ad esempio che ciò che conta nella vita è battere gli altri, che non posso fidarmi di nessuno e che devo trovare ogni trucco per vincere, costi quel che costi, che la violenza è lecita.
Le fiabe invece vengono in aiuto dei nostri bimbi con una secolare esperienza nell'insegnare i rudimenti di come vivere bene la propria vita. I protagonisti infatti sono proprio bambini e ragazzi allontanati da casa che intraprendono un percorso di crescita costellato di sfide, fallimenti e successi che li porterà con certezza a trionfare. Generazioni di narratrici e narratori hanno tramandato oralmente e adattato le fiabe ai loro nipoti e nipotine e in ogni vera fiaba il lieto fine è sempre garantito, proprio per insegnare a ogni bimbo chesicuramente riuscirà a realizzarsi al meglio, anche se tutto sembra contro di lui, anche se mostri terribili e incantesimi lo ostacoleranno. Le fiabe sono quindi modelli di successo nella vita che ciascuno può adattare alla propria situazione. Pensate a Cappuccetto Rosso: apparentemente sbaglia tutto sia nel bosco che a casa della nonna ma fa del suo meglio per portare a termine il compito che le è stato affidato e alla fine le forze benefiche la strappano dal lupo vorace prima che sia troppo tardi ,facendole vivere un processo di rinascita.
Questi sono modelli positivi e intrisi di una visione spirituale della vita: infatti in ogni fiaba tutto ciò che viene narrato è indispensabile, succede esattamente ciò che deve succedere in un dato momento, fa tutto parte di un destino. Un destino che ogni piccolo eroe affronta dimostrando le sue qualità e che lo incoronerà al termine della storia. Le fiabe ci aiutano a capire quanto sia importante trasmettere fiducia sia nelle proprie capacità che nella Vita, intesa come una meravigliosa manifestazione di coincidenze e opportunità mai casuali. In una fiaba non puoi cambiare l'ordine in cui si svolgono i fatti, altrimenti si disfa. Così nella vita puoi imparare ad accolgiere ogni esperienza per trarne un insegnamento che ti permetta di migliorarti sempre più.
Possiamo usare le fiabe come una bussola per orientarci nella enorme quantità di prodotti culturali chiedendoci che effetto producono nei nostri allievi, nei nostri figli. Trasmettono convinzioni, modelli, sentimenti utili a realizzarsi nella vita? Oppure sono diseducativi e fuorvianti? Non dobbiamo avere paura di valutare e, se necessario, vietare o allontanare, materiali ed esperienze negative.
Un caro augurio di Buon Natale e buon lavoro maestre e genitori!
Francisco Panteghini
mediatorelementare@gmail.com
sabato 22 ottobre 2022
Riflessioni sulla mostra Appropriation di Matteo Vanzan
L'ultimo nome celeberrimo della mostra è il writer inglese contemporaneo Banksy, di cui riporto alcune opere per preparare la riflessione sull'opera esposta.
Il muraless sopra è una citazione contemporanea in piena epidemia Covid della Ragazza con l'orecchino di perla di Vermeer (XVI secolo). Banksy rielabora moltissime opere d'arte e simboli del pop mondiale a cui però offre sempre nuovi significati e graffianti critiche al sistema sociale, politico ed economico dominante. Nella mostra è visibile un suo lavoro su un dollaro americano dove compare un soldato armato e, dall'altra parte dell'effigie di G.Washington, la scritta "Dismaland, amusement park - BANKSY". Dunque il potere mondiale americano viene svelato da un lato e viene anche sbeffeggiato con l'equivalenza che il mondo del consumo di stile americano è un grande parco dei divertimenti in cui rimanere distratti mentre il potere opera indisturbato. Tra le opere c'è anche una locandina del noto film Matrix, più precisamente del sequel Matrix Reloaded. Quel film ha segnato un'epoca ed era stato capace di mandare potenti suggestioni al movimento di contestazione del "sistema". Nel secodno film il messaggio sovversivo del primo viene in gran parte smontato, deludendo molto le aspettative del pubblico più attento: restano uguali e esasperati gli effetti speciali e i personaggi amati ma i messaggi profondi vanno perduti. NEll'opera in mostra la locandina del film è oscurata da strisce di carta che coprono gli occhi dei personaggi e parte del titolo, quasi che questo secondo film mutilasse, prendesse in ostaggio il primo. Perchè non rivedersi alcune scene del film? Inizio https://www.youtube.com/watch?v=tsvYSzdL97w Scena chiave Matrix primo allenamento pillola rossa: https://www.youtube.com/watch?v=Emk1xjv_y_M Neo è l'eletto: https://www.youtube.com/watch?v=RV4sgZ3qkK8mercoledì 7 luglio 2021
La provocatoria installazione InonDant3 in canal Vena a Chioggia
"Guardaci, siamo le anime dei pescatori morti tragicamente in mare. Il nostro cuore è sepolto negli abissi, ma le nostre anime ai cieli anelano..."
Varagnolo e compagni hanno colto nel segno, hanno saputo dialogare con gli archetipi di riferimento della nostra comunità, coniugandoli con echi danteschi senza senso di inferiorità o accademico rigore che probabilmente avrebbe nuociuto all'efficacia dell'opera che colpisce vivamente, suscitando emozioni che vanno dal disgusto alla curiosità, dall'emozione al desiderio di scoprire di più. Come scrivevo all'inizio dovete completare la visita con la piccola galleria d'arte in calle Cipriotto, dove potrete procurarvi gratuitamente l'opuscolo che spiega e arricchisce tutto il progetto. Altrimenti correte il rischio di portare a casa un'emozione futile e non comprendere il libero percorso, la vera e propria reinterpretazione dell'impulso dantesco.
In calle Cipriotto potrete vedere ancora per qualche giorno (poi partirà per una mostra collettiva) una tela di Varagnolo intitolata "Beatrice" che ritrae una seducente figura femminile che si tuffa nelle profondità dove mani levate sembrano chiamarla. Il coinvolgente erotismo, di cui sappiamo essere ispirato maestro il pittore chioggiotto, tinge addirittura di rosso la figura della ipotetica salvatrice. L'opera è ambigua e provocatoria perchè il personaggio è completamente in antitesi con la Beatrice salvatrice di Dante. La scelta del nudo è assolutamente in contrasto con la descrizione del XXX canto del Purgatorio quando Beatrice compare al poeta nel giardino terrestre, accomiata bruscamente Virgilio e gli si impone come autorevole guida spirituale. Dante in quei versi descrive l'apparizione di una donna su un carro trainato da un pegaso, coperta dalla nuvola di fiori e la paragona a quella del sole. La donna indossa un velo bianco e una ghirlanda di ulivo, nonché un mantello verde e una veste color rosso vivo: anche se Dante non l'ha ancora vista in volto in quanto velata, il suo spirito avverte la potenza d'amore ed egli riconosce quella figura come la donna amata in vita, Beatrice.
Il fatto che Beatrice, come tutte le anime del Paradiso, sia rappresentata vestita e splendente di luce propria non è un dettaglio. Le anime dei dannati e dei penitenti sono nude, ridotte all'identificarsi col loro corpo per aver soddisfatto i piaceri carnali, senza volgersi alla divina sapienza e sviluppare i doni superiori e divini che ogni essere umano può manifestare. I beati invece sono vestiti: ciò rappresenta figurativamente che in vita sono stati in grado di trascendere la loro fisicità volgendosi ai beni supremi e alle virtù mettendosi in contrasto col mondo dominato dal peccato finanche a sopportare il martirio o il completo sacrificio di sè. Beatrice è la rappresentazione potente di un'anima infiammata d'amore spirituale, quella che risuona in ogni persona come Anima Cosciente, capace di avveritre i sottili ma poderosi moti dello Spirito. Il quadro di Varagnolo invece sembra più rispecchiare l'Anima Senziente, quella che ci connette alla nostra natura corporea e che costantemente rischia di "affondare nelle acque", le acque dei desideri e del peccato. In questo senso le mani che chiamano dal fondo potrebbero simboleggiare gli impulsi carnali non ancora superati. Al contrario Beatrice vola sopra tutte le dimensioni infernali fino a farsi strada nel limbo per inviare Virgilio in soccorso di Dante, come un angelo splendente e inarrestabile porta a compimento la sua missione: redimere il poeta e accompagnarlo poi a visitare i Cieli, risvegliando in lui costantemente le verità superiori (questo uno dei sensi del "riveder le Stelle" con cui si conclude ogni cantica).
Pur esprimendo queste critiche ho trovato veramente innovativo e fecondo questo percorso che i tre artisti hanno proposto alla città. Capaci di tirare in ballo Dante, svecchiarlo e incuriosire ad approfondire uno dei nostri retaggi nazionali. Spero vivamente che i tre moschettieri dell'arte chioggiotta non si fermino qui, ma risalendo di canto in canto lungo il testo potente della Divina Commedia si spingano alle più alte vette, confrontandosi sinceramente col salvifico e cristiano messaggio dantesco.
#Dante #dantealighieri #inondant3 #mostra #installazione #canalvena #defunti #sandrovaragnolo #divinacommedia
venerdì 10 gennaio 2020
L'avvocato Carlo Goldoni
Da alcuni anni gli avvocati chioggiotti hanno scelto Palazzo Goldoni per riunirsi a convegno e aggiornarsi. Un coincidenza curiosa e che non tutti conoscono è che Carlo Osvaldo Goldoni, il noto commediografo cui è intitolato il Palazzo Goldoni a Chioggia, si laureò il Legge all'università di Padova nel 1731 . In precedenza aveva inoltre ricoperto incarichi di segretario del giudice a Chioggia e a Feltre, esperienza che ispirò direttamente i fatti e lo svolgimento delle Baruffe Chiozzotte in cui il "cogidore", alter ego del giovane segretario Carlo, risolve l'intricata vicenda ricompenendo le coppie da maritare.
Nelle Memorie Goldoni ricorda il suo incarico di cancelliere con queste parole: "Ho fatto anche da cancellier criminale; e per dirle la verità, questo fra tanti mestieri che ho fatto è stato, secondo me, il più bello, il più dilettevole, il più omogeneo alla mia inclinazione. Un mestier civilissimo, che si esercita con nobiltà, con autorità; che porge l’occasione di trattar frequentemente con persone nobili; che dà campo di poter far del bene, delle carità, dei piaceri onesti; che è utile quanto basta, e tiene la persona discretamente e virtuosamente impiegata ".
Affrontare la questione del rapporto tra la cultura e la sensibilità dell’uomo di legge che passa al teatro significa più cose, in un rapporto differenziato e complesso (1). Un primo livello è evidentemente costituito da commedie che mettono direttamente ed esplicitamente in scena tribunali ed avvocati (dal diritto civile dell’Avvocato veneziano al diritto penale e alle più fosche tinte dell’Uomo prudente). Un secondo, di meno facile individuazione, riguarda temi e aspetti di quella storia del costume e della società che trova nella sfera del diritto un solido punto di riferimento, e di cui ora abbiamo detto (ho già avuto modo di insistere sull’interesse che una storia di seduzioni e violenze plurime come quella che si affaccia ne La putta onorata, dietro agli elementi romanzeschi, acquisti interesse e rilievo se letta con l’appoggio delle carte di questa magistratura, che vigilava e ammoniva, senza praticamente pronunciare sentenze). E un terzo livello ancora – quello che con malevola intelligenza, come sempre, Carlo Gozzi rimproverava al suo prediletto idolo polemico – riguarda il montaggio della dialettica delle “parti” nella forma del dibattimento processuale e, soprattutto, del rapporto con la scena madre, nella forma dell'arringa avvocatesca, che si riserva al personaggio che ha la meglio e vince la “causa” della commedia (finzione scoperta, per esempio, e rimarcata dagli altri personaggi dopo le “tirate” di Felice e Marcolina, nei Rusteghi e nel Sior Todero).
Se vuoi soggiornare a palazzo Goldoni o organizzare un meeting di lavoro o un evento conviviale puoi contattarci direttamente al 349 3977697 o scriverci
(1) Studio completo di Piermario Vescovo: Il teatro e il tribunale. Note su Goldoni avvocato e drammaturgo.




























