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Visualizzazione post con etichetta Laguna sud. Mostra tutti i post
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lunedì 29 dicembre 2025

Un altro sversamento di gasolio nella laguna di Chioggia

Ancora sversamenti in laguna: Amico Giardiniere associazione promozione sociale interviene

A 9 mesi dalla chiazza che ha lodato il Lusenzo e dopo 2 mesi dalla conferenza Giunta contro Natura, organizzata da Amico Giardiniere con Verde Europa, ecco una nuova dispersione di gasolio nella laguna di Chioggia. Ancora una volta le autorità restano a guardare e a farsi i selfie dalla riva. Infatti gli interventi sono stati anche questa volta inefficaci. A 3 giorni di distanza dall'allarme ieri i nostri volontari hanno individuato e soccorso 4 svassi immersi nel gasolio, 1 morto. L'ornitologo Pietro Scarpa ha coordinato l'azione e mobilitato il centro recupero fauna selvatica. Ancora una volta, come abbiamo denunciato due mesi fa, le procedure di contenimento ma soprattutto di aspirazione del gasolio disperso sono quasi nulle, giusto il necessario per potersi fare una fotografia col nostro caro signor sindaco. Ma dov'è finita l'assessore all'ambiente? Secondo farebbe bene a restituire la delega, tanto non segue nessun tema ambientale e lavora solo per mantenere la sua traballante reputazione quando viene presa in causa dai mezzi di informazione. Nella conferenza Giunta contro Natura abbiamo dimostrato come le procedure adottate al Porto di Marghera e nella città di Venezia in caso di fuoriuscita di carburanti o di dispersione di immondizia in acqua, messe in atto rispettivamente dalla guardia di fuochi e dalla Capitaneria di Porto, siano completamente diverse e migliori di quelle in uso nella nostra città che è tutta un porto! Perché oggi a nove mesi dal disastro di marzo ancora non è stata migliorata la catena dell'allarme e dell'intervento?

Il sindaco ha ringraziato La Darsena Mosella per aver prestato le panne per arginare una macchia di gasolio e anche noi possiamo anche ringraziare: ma vorremmo che gli enti preposti non dovessero ricorrere alla generosità dei privati per fare il loro dovere. Se qui a Chioggia queste capacità non ci sono il sindaco dovrebbe telefonare a Venezia e umilmente chiedere che ci mandino qualche tecnico e tutta l'attrezzatura necessaria. Non è sufficiente arginare con le panne perché, se il gasolio non viene aspirato, filtra attraverso e si disperde ulteriormente. Infine speriamo che questa volta vengano fatte davvero le indagini e che non si arenino come a marzo, tanto da non diffondere i risultati delle analisi ARPAV che il signor sindaco ben conosceva ma si è guardato bene dal pubblicare integralmente come invece abbiamo fatto noi durante la conferenza. Abbiamo la netta impressione che quando i danni ambientali li fa qualcuno di un certo settore produttivo della città non si arrivi mai a capo di nulla.

venerdì 31 ottobre 2025

Giunta contro Natura: 2 anni di danni ambientali nel territorio di Chioggia

Ca' Pasqua di Chioggia + Dopo mesi di studio l'associazione Amico Giardiniere, presieduta dal prof. Francisco Panteghini, presenta la sua relazione sulla gestione del verde pubblico di competenza del Comune di Chioggia con dati che partono da novembre 2024 fino al luglio 2025. Un anno record per numero di abbattimenti e per il ritorno della barbara pratica della capitozzatura, come ha denunciato la stessa associazione nel febbraio 2025. Oltre a questa corposa relazione, che getta molte ombre sull'operato degli uffici preposti, l'Associazione Amico Giardiniere ha organizzato per domani 1° Novembre ore 17.30 presso la sede in via Rebosola 3 a Ca' Pasqua di Chioggia, una conferenza per diffondere informazioni chiave raccolte grazie alla collaborazione con Europa Verde che ha provveduto a ottenere dati dall'Arpav sullo sversamento di idrocarburi in laguna sud e nel Lusenzo nel marzo 2025. Dato che lo spazio è limitato si consiglia vivamente la prenotazione al 328 7021253.
Inoltre si è fatta una indagine congiunta sulla normativa e le responsabilità della lotta alle immondizie disperse nelle acque della laguna veneta di cui verranno presentati i risultati. Relatori oltre al prof. Panteghini sarà il consigliere comunale di Venezia di Europa Verde Gianfranco Bettin, la candidata alle regionali Franca Marcomin e il consigliere comunale di Cavarzere Andrea Fumana che ci permetteranno un confronto con le realtà circostanti. La relazione dei soci di Amico Giardiniere è molto corposa e può essere richiesta in formato digitale col pagamento di un contributo di 10,00 euro da versare con bonifico o direttamente ai membri del direttivo dell'associazione. Include i documenti ufficiali del Comune di Chioggia, autorizzazioni di abbattimento, schede degli alberi, materiale fotografico, relazione elaborata dai soci di Amico Giardiniere con i conteggi, le criticità, i riferimenti normativi. Basta scrivere a amicogiardinierelaguna@gmail.com o chiamare al 328 7021253.

Link all'evento facebook: https://www.facebook.com/events/1472430184019732/

mercoledì 14 dicembre 2022

Lettera a maestre e genitori sull'utilità educativa delle fiabe modello e bussola sicura

Carissime Maestre, carissimi Genitori,

ho deciso di scrivere questo volume di fiabe(La Bella del Bosco Addormentato e altre Meraviglie, Anguana Edizioni) perchè mi sono accorto che i nostri ragazzi e le nostre ragazze fanno fatica a immaginare storie che finiscano bene. Non è una questione di fantasia, loro replicano i modelli che hanno imparato dall'ambiente circostante: storie, cartoni animati, videogiochi, serie tv, film, video frammentari da tik tok o youtube. Quando qualcuno inventa una storia fa appello sia alla sua abilità di narratore che ai modelli profondi che ha nel cuore, potremmo definirli archetipi che proverà ad incarnare nella vita. In giovane età, specialmente tra i 7 e i 12 anni, si formano le strutture portanti della personalità e più precisamente il modo di vivere i sentimenti. Se un bimbo non impara a gestire a quest'età la paura, ad esempio, farà molta più fatica a fronteggiarla in modo maturo crescendo.

La cultura materialista che si respira in ogni dove oggi lancia messaggi inquietanti, dove la tragedia, la violenza, l'orrore, la mancanza di senso, la noia, la depressione e l'esaltazione egoistica la fanno da padrone, insinuandosi soprattutto nelle anime giovani. Immergersi a giocare per ore ad un videogioco in cui devo uccidere tutti gli altri giocatori lascia un segno potente nella mia psiche: non è vero che non ha alcuna conseguenza. Imparo ad esempio che ciò che conta nella vita è battere gli altri, che non posso fidarmi di nessuno e che devo trovare ogni trucco per vincere, costi quel che costi, che la violenza è lecita.

Le fiabe invece vengono in aiuto dei nostri bimbi con una secolare esperienza nell'insegnare i rudimenti di come vivere bene la propria vita. I protagonisti infatti sono proprio bambini e ragazzi allontanati da casa che intraprendono un percorso di crescita costellato di sfide, fallimenti e successi che li porterà con certezza a trionfare. Generazioni di narratrici e narratori hanno tramandato oralmente e adattato le fiabe ai loro nipoti e nipotine e in ogni vera fiaba il lieto fine è sempre garantito, proprio per insegnare a ogni bimbo chesicuramente riuscirà a realizzarsi al meglio, anche se tutto sembra contro di lui, anche se mostri terribili e incantesimi lo ostacoleranno. Le fiabe sono quindi modelli di successo nella vita che ciascuno può adattare alla propria situazione. Pensate a Cappuccetto Rosso: apparentemente sbaglia tutto sia nel bosco che a casa della nonna ma fa del suo meglio per portare a termine il compito che le è stato affidato e alla fine le forze benefiche la strappano dal lupo vorace prima che sia troppo tardi ,facendole vivere un processo di rinascita.

Questi sono modelli positivi e intrisi di una visione spirituale della vita: infatti in ogni fiaba tutto ciò che viene narrato è indispensabile, succede esattamente ciò che deve succedere in un dato momento, fa tutto parte di un destino. Un destino che ogni piccolo eroe affronta dimostrando le sue qualità e che lo incoronerà al termine della storia. Le fiabe ci aiutano a capire quanto sia importante trasmettere fiducia sia nelle proprie capacità che nella Vita, intesa come una meravigliosa manifestazione di coincidenze e opportunità mai casuali. In una fiaba non puoi cambiare l'ordine in cui si svolgono i fatti, altrimenti si disfa. Così nella vita puoi imparare ad accolgiere ogni esperienza per trarne un insegnamento che ti permetta di migliorarti sempre più.

Possiamo usare le fiabe come una bussola per orientarci nella enorme quantità di prodotti culturali chiedendoci che effetto producono nei nostri allievi, nei nostri figli. Trasmettono convinzioni, modelli, sentimenti utili a realizzarsi nella vita? Oppure sono diseducativi e fuorvianti? Non dobbiamo avere paura di valutare e, se necessario, vietare o allontanare, materiali ed esperienze negative.

Un caro augurio di Buon Natale e buon lavoro maestre e genitori!
Francisco Panteghini mediatorelementare@gmail.com

sabato 22 ottobre 2022

Riflessioni sulla mostra Appropriation di Matteo Vanzan

Mi ha sorpreso la mostra Appropriation a due passi da casa: il Museo civico della Laguna Sud ha aperto una porta sul mondo dell'arte cotemporanea grazie alla caparbia intuizione del curatore Matteo Vanzan. In mostra opere di autori italiani e stranieri di rilievo anche internazionale dalla pop art ad oggi (ci sono Warhol, se lo possiamo definire artista, Schifano, il writer Banksy e molti altri).“L’esposizione”, racconta il curatore Matteo Vanzan, “è pensata come un ricco percorso fatto di riferimenti e allusioni per comprendere come l’ispirazione artistica possa spesso provenire da un bagaglio culturale precedente. L’immaginario collettivo diventa pretesto per la riappropriazione di immagini conosciute non solo dagli addetti del panorama culturale, ma soprattutto dal pubblico più vasto: chi non conosce L’ultima Cena di Leonardo o il Giudizio Universale di Michelangelo? Queste opere sono state riprese e contemporaneizzate dagli artisti del Novecento, Andy Warhol e Tano Festa in testa, trasformandosi in nuove icone ed iconografie che appartengono alla nostra società.” Una sorta di “citazionismo” sarà dunque fil rouge di Appropriation con le opere dei protagonisti in mostra affiancate alle riproduzioni digitali delle originali: i Gigli d’acqua di Mario Schifano a riferimento delle Ninfee di Monet, Hans Christian Andersen e Andy Warhol, Il Giudizio Universale di Michelangelo e quello di Tano Festa; e ancora la celebre Venere di Arman ripresa dalla statuaria greca, Giosetta Fioroni che riprende Tiziano, Franca Pisani e Sandro Botticelli fino a Banksy che cita Andy Warhol e Roy Lichtenstein che crea un riferimento con l’evoluzione dell’Albero Rosso di Piet Mondrian. Qui trovi un breve video di presentazione della Rai regionale
Partiamo dal nome forse più famoso della mostra: l'americano Andy Warhol. E' stato probabilmente l'inventore della Pop Art, un'arte americana che si staccava da tutta la tradizione artistica antica ed europea per trasformare in arte, o sedicente tale, gli oggetti del consumo e le celebrità trasformate in icone e moltiplicate attraverso i mass media e opere seriali. Faccio fatica a considerarlo un artista originale, di certo un grande comunicatore che ha fatto della provocazione e dell'egocentrismo sfrenato il centro della sua produzione. In mostra una suo opera dedicata alla fiaba Hansel e Gretel: per l'inventore della pop art ogni cosa può diventare oggetto di produzione artistica e riproduzione in serie, quindi l'artista può divorare e rigurgitare qualsiasi contenuto e qualsiasi forma senza alcun obbligo. Sarà la strada che seguierà, con maggiore raffinatezza, Mario Schifano in Italia.
Commentiamo alcune opere in dettaglio: partiamo dalla rivisitazione grottesca e soffocante della Nascita di Venere di Botticelli. Proviamo a gustare a pieno il capolavoro rinascimentale. La dipinge nel 1485 Sandro Botticelli su commissione della famiglia De Medici, che sappiamo essere tra i grandi ispiratori del nostro Rinascimento. Secondo la lettura ufficiale Venere avanza leggera fluttuando su una conchiglia lungo la superficie del mare increspata dalle onde, in tutta la sua grazia e ineguagliabile bellezza, nuda e distante come una splendida statua antica (pare infatti che Botticelli si fosse ispirato ad una Venus pudica (cioè che si copriva seno e ventre) di proprietà dei committenti. Il volto pare che si ispirasse alle fattezze di Simonetta Vespucci, la donna dalla breve esistenza (morì a soli 23 anni) e dalla bellezza "senza paragoni" cantata da artisti e da poeti fiorentini. Venere viene sospinta e riscaldata dal soffio di Zefiro, il vento fecondatore, abbracciato a un personaggio femminile con cui si potrebbe simboleggiare la fisicità dell'atto d'amore, che muove Venere col vento della passione. Forse la figura femminile è la ninfa Clori, forse il vento Aura o Bora. Sulla riva una fanciulla, forse una delle Ore che presiede al mutare delle stagioni, in particolare la Primavera, porge alla dea un magnifico manto rosa ricamato di fiori per proteggerla (mirti, primule e rose).
Se però indaghiamo più a fondo, grazie anche ai contributi sull'arte sacra di Fausto Carotenuto, possiamo sovrapporre anche una lettura spirituale e universale all'opera. Non dimentichiamo che Lorenzo de Medici aveva avviato e protetto l'accademia Neoplatonica del filosofo Marsilio Ficino in quegli anni a FIrenze. Inoltre gli artisti medievali e poi rinascimentali dovendo rappresentare temi sacri adottavano uno specifico gergo e degli obiettivi educativi: le loro opere cioè avevano il fine di elevare la consapevolezza di chi osservava e "leggeva" l'opera. Secondo la teoria della triarticolazione dell'anima, ripresa fino ad oggi anche dal filosofo Rudolf Steiner questo quadro potrebbe rappresentare il processo di incarnazione: lo Spirito - angelo spinge l'anima cosciente (la donna abbracciata strettamente a lui) agitando il mare delle emozioni umane fino alla nascita dell'anima che sente, quella legata al cuore. Sulla terraferma invece si appresta a vestire le anime con la fisicità e la parte mentale che decifra, cataloga, moltiplica proprio ciò che è materiale. Sparsi per il quadro ci sono fiori che vengono sparsi dallo spirito: sono i pensieri luminosi, le intuizioni che vengono regalati alla mente umana. L'opera che troverete alla mostra è un colpo allo stomaco: tutto viene stravolto, sporcato, inquinato a rappresentare il momento presente dove sia da un punto di vista ambientale che culturale la bellezza, l'armonia e i messaggi positivi vengono meno.
C'è un'opera dedicata alla Nike di Samotracia (museo del Louvre). L'originale "Vittoria" (=Nike in greco) fu scolpita per celebrare la vittoria navale degli abitanti di Rodi alleati con i ROmani contro i Siriani guidati dal cartaginese Annibale in fuga dalla terra natia e braccato dai nemici giurati romani. La statia rappresenta quindi la dea della vittoria che scende sul campo di battaglia a sancire a chi spetterà il successo. Nella mostra troviamo una piccola opera che presenta un riproduzione della nike tagliata a metà dai piedi alle spalle. A queste due metà sono state accoppiate le sezioni di un'altra statua, presumibilmente una copia dell'imperatore Augusto.
C'è anche una citazione del famossissimo gesto creativo di Michelangelo in cui Dio crea Abramo protendendosi verso la terra. L'originale è un affresco commissionato nel 1511 dal papa Giulio II sulla volta della cappella Sistina. Il profondo senso spirituale della visione giudaico-cristiana è qui riassunta in un gesto: l'uomo è fatto a somiglianza del suo creatore e quindi ne è figlio, che deve evolvere, crescere, moltiplicare le sue forze fino a ritornare alla Casa del Padre! E' una delle opere simbolo del Rinascimento che era un movimento profondamente cristiano e desideroso di innalzare l'uomo dai suoi istinti e basse emozioni al senso elevato di essere al centro di un universo creato per la sua crescita. L'opera in mostra di Tano Festa (altro artista della pop art italiana anni 60-70) mostra le due mani separate da cornici viola e tra loro un nuovo quadro dal sereno motivo. Quel che resta è la separazione tra umano e divino, con un senso di serena accettazione, come qualcosa che deve essere così.

L'ultimo nome celeberrimo della mostra è il writer inglese contemporaneo Banksy, di cui riporto alcune opere per preparare la riflessione sull'opera esposta.

Il muraless sopra è una citazione contemporanea in piena epidemia Covid della Ragazza con l'orecchino di perla di Vermeer (XVI secolo). Banksy rielabora moltissime opere d'arte e simboli del pop mondiale a cui però offre sempre nuovi significati e graffianti critiche al sistema sociale, politico ed economico dominante. Nella mostra è visibile un suo lavoro su un dollaro americano dove compare un soldato armato e, dall'altra parte dell'effigie di G.Washington, la scritta "Dismaland, amusement park - BANKSY". Dunque il potere mondiale americano viene svelato da un lato e viene anche sbeffeggiato con l'equivalenza che il mondo del consumo di stile americano è un grande parco dei divertimenti in cui rimanere distratti mentre il potere opera indisturbato.
Tra le opere c'è anche una locandina del noto film Matrix, più precisamente del sequel Matrix Reloaded. Quel film ha segnato un'epoca ed era stato capace di mandare potenti suggestioni al movimento di contestazione del "sistema". Nel secodno film il messaggio sovversivo del primo viene in gran parte smontato, deludendo molto le aspettative del pubblico più attento: restano uguali e esasperati gli effetti speciali e i personaggi amati ma i messaggi profondi vanno perduti. NEll'opera in mostra la locandina del film è oscurata da strisce di carta che coprono gli occhi dei personaggi e parte del titolo, quasi che questo secondo film mutilasse, prendesse in ostaggio il primo.
Perchè non rivedersi alcune scene del film? Inizio https://www.youtube.com/watch?v=tsvYSzdL97w Scena chiave Matrix primo allenamento pillola rossa: https://www.youtube.com/watch?v=Emk1xjv_y_M Neo è l'eletto: https://www.youtube.com/watch?v=RV4sgZ3qkK8

mercoledì 7 luglio 2021

La provocatoria installazione InonDant3 in canal Vena a Chioggia

Da fine giugno il Canal Vena ospita una coraggiosa intallazione: decine di braccia emergono galleggiando dall'acqua e in due punti una testa coronata di alloro plastico porta l'inconfondibile timbro di un omaggio al sommo poeta Dante. Ideatori e costruttori di questa opera acquatica sono Sandro Varagnolo, Roberto Doria e Emilio Pregnolato che hanno parallelamente inaugurato una mostra con intrecci danteschi in calle Cipriotto, aperta la sera dalle 21. Senza visitare la mostra e il bel volumetto illustrativo coi testi dei professori Cristina Pappalardo e Franco Fabris l'intera installazione rischia di essere poco capita e goduta. Infatti il colore giallastro delle braccia, il sempre rinnovato dolore dei morti in mare della nostra città e un peculiare rapporto che lega Chioggia ai suoi defunti emergono prepontemente.E anche in questa ambiguità sta secondo me la forza dell'opera. Tanto è vero che gli stessi curatori in un testo poetico inserito nell'opuscolo scrivono :

"Guardaci, siamo le anime dei pescatori morti tragicamente in mare. Il nostro cuore è sepolto negli abissi, ma le nostre anime ai cieli anelano..."

Varagnolo e compagni hanno colto nel segno, hanno saputo dialogare con gli archetipi di riferimento della nostra comunità, coniugandoli con echi danteschi senza senso di inferiorità o accademico rigore che probabilmente avrebbe nuociuto all'efficacia dell'opera che colpisce vivamente, suscitando emozioni che vanno dal disgusto alla curiosità, dall'emozione al desiderio di scoprire di più. Come scrivevo all'inizio dovete completare la visita con la piccola galleria d'arte in calle Cipriotto, dove potrete procurarvi gratuitamente l'opuscolo che spiega e arricchisce tutto il progetto. Altrimenti correte il rischio di portare a casa un'emozione futile e non comprendere il libero percorso, la vera e propria reinterpretazione dell'impulso dantesco.

In calle Cipriotto potrete vedere ancora per qualche giorno (poi partirà per una mostra collettiva) una tela di Varagnolo intitolata "Beatrice" che ritrae una seducente figura femminile che si tuffa nelle profondità dove mani levate sembrano chiamarla. Il coinvolgente erotismo, di cui sappiamo essere ispirato maestro il pittore chioggiotto, tinge addirittura di rosso la figura della ipotetica salvatrice. L'opera è ambigua e provocatoria perchè il personaggio è completamente in antitesi con la Beatrice salvatrice di Dante. La scelta del nudo è assolutamente in contrasto con la descrizione del XXX canto del Purgatorio quando Beatrice compare al poeta nel giardino terrestre, accomiata bruscamente Virgilio e gli si impone come autorevole guida spirituale. Dante in quei versi descrive l'apparizione di una donna su un carro trainato da un pegaso, coperta dalla nuvola di fiori e la paragona a quella del sole. La donna indossa un velo bianco e una ghirlanda di ulivo, nonché un mantello verde e una veste color rosso vivo: anche se Dante non l'ha ancora vista in volto in quanto velata, il suo spirito avverte la potenza d'amore ed egli riconosce quella figura come la donna amata in vita, Beatrice.

Il fatto che Beatrice, come tutte le anime del Paradiso, sia rappresentata vestita e splendente di luce propria non è un dettaglio. Le anime dei dannati e dei penitenti sono nude, ridotte all'identificarsi col loro corpo per aver soddisfatto i piaceri carnali, senza volgersi alla divina sapienza e sviluppare i doni superiori e divini che ogni essere umano può manifestare. I beati invece sono vestiti: ciò rappresenta figurativamente che in vita sono stati in grado di trascendere la loro fisicità volgendosi ai beni supremi e alle virtù mettendosi in contrasto col mondo dominato dal peccato finanche a sopportare il martirio o il completo sacrificio di sè. Beatrice è la rappresentazione potente di un'anima infiammata d'amore spirituale, quella che risuona in ogni persona come Anima Cosciente, capace di avveritre i sottili ma poderosi moti dello Spirito. Il quadro di Varagnolo invece sembra più rispecchiare l'Anima Senziente, quella che ci connette alla nostra natura corporea e che costantemente rischia di "affondare nelle acque", le acque dei desideri e del peccato. In questo senso le mani che chiamano dal fondo potrebbero simboleggiare gli impulsi carnali non ancora superati. Al contrario Beatrice vola sopra tutte le dimensioni infernali fino a farsi strada nel limbo per inviare Virgilio in soccorso di Dante, come un angelo splendente e inarrestabile porta a compimento la sua missione: redimere il poeta e accompagnarlo poi a visitare i Cieli, risvegliando in lui costantemente le verità superiori (questo uno dei sensi del "riveder le Stelle" con cui si conclude ogni cantica).

Pur esprimendo queste critiche ho trovato veramente innovativo e fecondo questo percorso che i tre artisti hanno proposto alla città. Capaci di tirare in ballo Dante, svecchiarlo e incuriosire ad approfondire uno dei nostri retaggi nazionali. Spero vivamente che i tre moschettieri dell'arte chioggiotta non si fermino qui, ma risalendo di canto in canto lungo il testo potente della Divina Commedia si spingano alle più alte vette, confrontandosi sinceramente col salvifico e cristiano messaggio dantesco.

#Dante #dantealighieri #inondant3 #mostra #installazione #canalvena #defunti #sandrovaragnolo #divinacommedia

venerdì 10 gennaio 2020

L'avvocato Carlo Goldoni

Da alcuni anni gli avvocati chioggiotti hanno scelto Palazzo Goldoni per riunirsi a convegno e aggiornarsi. Un coincidenza curiosa e che non tutti conoscono è che Carlo Osvaldo Goldoni, il noto commediografo cui è intitolato il Palazzo Goldoni a Chioggia, si laureò il Legge all'università di Padova nel 1731 . In precedenza aveva inoltre ricoperto incarichi di segretario del giudice a Chioggia e a Feltre, esperienza che ispirò direttamente i fatti e lo svolgimento delle Baruffe Chiozzotte in cui il "cogidore", alter ego del giovane segretario Carlo, risolve l'intricata vicenda ricompenendo le coppie da maritare.
Nelle Memorie Goldoni ricorda il suo incarico di cancelliere con queste parole: "Ho fatto anche da cancellier criminale; e per dirle la verità, questo fra tanti mestieri che ho fatto è stato, secondo me, il più bello, il più dilettevole, il più omogeneo alla mia inclinazione. Un mestier civilissimo, che si esercita con nobiltà, con autorità; che porge l’occasione di trattar frequentemente con persone nobili; che dà campo di poter far del bene, delle carità, dei piaceri onesti; che è utile quanto basta, e tiene la persona discretamente e virtuosamente impiegata ".


Affrontare la questione del rapporto tra la cultura e la sensibilità dell’uomo di legge che passa al teatro significa più cose, in un rapporto differenziato e complesso (1). Un primo livello è evidentemente costituito da commedie che mettono direttamente ed esplicitamente in scena tribunali ed avvocati (dal diritto civile dell’Avvocato veneziano al diritto penale e alle più fosche tinte dell’Uomo prudente). Un secondo, di meno facile individuazione, riguarda temi e aspetti di quella storia del costume e della società che trova nella sfera del diritto un solido punto di riferimento, e di cui ora abbiamo detto (ho già avuto modo di insistere sull’interesse che una storia di seduzioni e violenze plurime come quella che si affaccia ne La putta onorata, dietro agli elementi romanzeschi, acquisti interesse e rilievo se letta con l’appoggio delle carte di questa magistratura, che vigilava e ammoniva, senza praticamente pronunciare sentenze). E un terzo livello ancora – quello che con malevola intelligenza, come sempre, Carlo Gozzi rimproverava al suo prediletto idolo polemico – riguarda il montaggio della dialettica delle “parti” nella forma del dibattimento processuale e, soprattutto, del rapporto con la scena madre, nella forma dell'arringa avvocatesca, che si riserva al personaggio che ha la meglio e vince la “causa” della commedia (finzione scoperta, per esempio, e rimarcata dagli altri personaggi dopo le “tirate” di Felice e Marcolina, nei Rusteghi e nel Sior Todero).

Se vuoi soggiornare a palazzo Goldoni o organizzare un meeting di lavoro o un evento conviviale puoi contattarci direttamente al 349 3977697 o scriverci

(1) Studio completo di Piermario Vescovo: Il teatro e il tribunale. Note su Goldoni avvocato e drammaturgo.

domenica 23 aprile 2017

Dal cuore della nostra città la visione da realizzare

Cosa c'è al centro della nostra città di Chioggia Marina? Qual è il suo nucleo essenziale? Quella nota unica che la fa riconoscere tra mille, su cui uno scrittore come Italo Calvino avrebbe potuto scrivere un capitolo delle sue Città Invisibili? Questo nucleo essenziale è la laguna, fecondata dal mare e dai fiumi. L'isola di Chioggia è la perla e Sottomarina è la preziosa conchiglia. Io sono arrivato qui nel novembre 2011 e sono stato risucchiato dalla Laguna. Ho DOVUTO comprarmi una imbarcazione e l'unica che era alla portata delle mie tasche e delle mie aspirazioni era un kayak. Non uno di quegli affilati kayak da mare o quegli snelli kayak da competizione ma un duttile incrocio tra canoa e kayak che dava stabilità e maneggevolezza.
Con quella piccola imbarcazione, vivendo a pelo d'acqua, faticando sulle scie dei motoscafi, tremando nell'attraversare i grandi canali di navigazione, cupi e freddi ho iniziato ad esplorare la meraviglia della nostra laguna sud: da Riva Vena nel Lusenzo, da lì verso Sottomarina, a nord verso Ca' Roman, o dall'altra riva verso Borgo S.Giovanni, il canal fossetta e poi la chiusa di Brondolo o sotto il ponte Cavanis verso il porto e oltre verso il canale di Montalbano, Valli e Piovini e ancora la Brenta e il Nuovissimo. Meraviglia per questa Bellezza e senso di Armonia. Non ci sono altre parole.
Visto dal pelo dell'acqua il nostro piccolo porto, i suoi canali a 8 metri e le sue infrastrutture sono enormi e quasi sproporzionate alla delicatezza delle barene, all'intrico dei ghebi, all'orizzonte guaivo della laguna. Ora è arrivato il deposito per il Gpl, una mostruosità. L'ho considerato a lungo per valutare con attenzione il suo impatto sulla nostra città. Non è utile alla città, non è un'opera strategica, non aiuta lo sviluppo del porto (anzi col transito bloccato dalle navi gasiere lo rallenterà), porterà altri tir rasenti la città e in una pericolosa Statale Romea, offrirà pochi posti di lavoro e potrà solo alimentare paura di un'esplosione e l'inquinamento.
L'unico che ci guadagna è ASPO che incassa centinaia di migliaia di euro di affitto. Era un impianto da posizionare a Marghera, nella prima martoriata e poi abbandonata area industriale di Porto Marghera, con l'autostrada e la ferrovia già integrate nel sistema di trasporto, canali di navigazione escavati a 14 metri, aree già sfregiate e inquinate. Porto Marghera è il cancro che sta contagiando e uccidendo la laguna, più di ogni altra cosa. Questo impianto GPL è una piccola cosa, una squallida caricatura di quel grandioso progetto della città della chimica e dei cantieri navali, ma è figlio della stessa logica di uno sviluppo basato su combustibili fossili e distruzione del paesaggio, imposizione di logiche e presunti interessi nazionali a comunità locali incapaci di difendersi. La Socogas ha anche provveduto ad abbattere quella ventina di pioppi cipressini che mascheravano leggermente l'impianto dal lato strada, allargando quel bel piazzale di ghiaia. Così quando uno arriva a Chioggia, dopo le discariche abusive sul ponte translagunare, il depuratore e il suo olezzo adesso si gode anche questo bello spettacolo.
Ma Chioggia Marina è un'altra cosa. Noi non siamo la sottomessa Marghera, sacrificata dalla classe dirigente veneziana al boom economico. Noi siamo gente libera, abbiamo ancora il sangue caldo nelle vene, viviamo in simbiosi con la laguna, la vita che ci nasce e prospera dentro, il calore e il salso che la rendono così vitale e capace di nutrirci e ispirarci. Per questo ho aderito, come presidente dell'associazione Amico Giardiniere, al comitato No Gpl, pur senza una attiva partecipazione per il momento. Sia per i molti impegni (nelle scuole, nelle pulizie periodiche, nella festa Lusenzo nel Cuore) ma anche perché questo comitato, secondo me, deve ancora comprendere ed esprimere a pieno che il sì è più forte del no, che per contrastare questo progetto degradante è necessaria una visione d'insieme della nostra comunità che lo emargini e faccia comprendere a tutti noi, come ai suoi sostenitori foresti, che qui non può attecchire, perché sono altri i frutti adatti a questa terra. La bandiera blu della nostra spiaggia vale molto più di un impianto gpl da riscaldamento!
Con l'associazione Amico Giardiniere e molte altre organizziamo dal 2013 la festa Lusenzo nel Cuore: Natura, Sport, Comunità. Non è una trovata pubblicitaria: abbiamo sentito che attorno a queste rive la nostra comunità poteva ritrovare il suo senso, la sua dimensione e la chiarezza necessaria per svilupparsi in armonia col suo ambiente. C'è molto da fare e da guarire. Sottomarina è la parte più popolosa e ricca della città, tanto che gli autobus da Padova recano scritta la destinazione “Sottomarina” e non “Chioggia”, un lotta intestina che deve finire. Ma se Sottomarina volta le spalle alla laguna e vende la sua anima, perde la struttura del vecchio impianto urbanistico e sacrifica la preziosa terra degli orti al miglior offerente si offre indifesa alle logiche speculative edilizie e devastanti del turismo di massa, altra industria pesante che deve essere accuratamente regolamentata e organizzata.
Ma ricordiamoci che Venezia, quella vera, muore per l'assedio dei turisti di tutto il mondo, e proliferano solo ruffiani e topi di fogna mentre chi la ama davvero è spesso costretto ad abbandonarla. Anche noi siamo in calo demografico, abbiamo perso il tribunale perché siamo scesi sotto di 50mila abitanti. Molti se ne vanno per la precarietà del lavoro ma anche per i costi e la mancanza di case spaziose, così che tante giovani coppie hanno scelto di formare una famiglia fuori dal nostro comune, a Conche e oltre. Rifondare Chioggia Marina, questa è la nuova frontiera e gli elementi per ridare identità, dignità e speranza ai suoi cittadini ci sono. La vivacità dell'ultimo confronto elettorale ne è una testimonianza. Quindi andiamo oltre il No Gpl, verso Sì Chioggia Marina armoniosamente inserita nella sua laguna, in dialogo fecondo col suo mare e le sue campagne, capace di attirare un turismo lento, virtuoso, fidelizzato.
Dunque non mi resta che invitarvi a venire sul Lusenzo il 1° maggio a godervi la bellezza che gratuitamente ci viene donata ogni giorno. Se volete correre o camminare forte iscrivetevi alla Caminà che parte dall'isola dell'Unione, se preferite lo yoga, il calcio a 5, la voga, il kayak, ricevere reiki, conoscere nuove associazioni, laboratori per bambini (creatività, disegno coi gessetti, costruzione archi) venite in pista rosa dalle 9 alle 12. Se poi volete esagerare alle 11.00 tutti insieme per l'abbraccio al Lusenzo! Se conoscete qualche bambino ditegli che raccogliamo disegni di alberi (in cambio di un buono merenda di 1 euro) da regalare all'assessore all'ambiente per ricordare che Chioggia non ha mai piantato, come per legge, un albero per ogni bambino nato. E se avete a cuore gli alberi, infine, siglate la petizione on line per una legge nazionale di difesa del patrimonio verde. (clicca)