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mercoledì 4 febbraio 2026
Completata la formazione con AF Sicurezza ora inizia la fase operativa
Dopo aver lasciato il Servizio Pubblico, deluso dalle esperienze maturate a Chioggia con la relativa mancanza di vigilanza dell'USR Veneto, ho deciso di avviare una attività autonoma come insegnante e scrittore. Però a novembre si è presentato un incontro inaspettato: AF Sicurezza di Malonno. Il titolare Alfio Fanetti stava selezionando un collaboratore per sviluppare ulteriormente il suo studio di consulenza sulla sicurezza (www.afsicurezza.it), dopo un mese mi ha ricontattato e mi ha comunicato che voleva che fossi io il futuro referente dell'Alta Valcamonica. Sono lusingato di aver superato candidati molto più giovani e di bella presenza. Credo che la mia esperienza decennale come insegnante ma anche come formatore abbia pesato, ma anche la mia storia lavorativa. Avrei dovuto formarmi con 4 settimana ma sono arrivato ai livelli attesi in sole 2 settimane, perchè?
Non è infatti la prima volta che mi occupo di sicurezza e relativi adempimenti. Come socio titolare dell'azienda Florovivaisitica Amare la Terra sono stato io a fare tutti i corsi come imprenditore agricolo inclusi quelli sulla sicurezza nel 2013. In precedenza avevo ottenuto il brevetto per i lavori in fune su alberi (tree climbing) alla Scuola di Monza nel lontano 2007, che mi pare lontanissimo.... soprattutto era 20 kg fa! Oggi non avrei nè il coraggio nè la forma fisica per rimettermi su quella strada. Infatti poi ho conseguito l'abiliazione all'uso delle PLS (piattaforme aeree autocarrate e cingolate). Ho anche ottenuto il patentino per l'utlizzo dei fitofarmaci nel 2014 che poi ho lasciato scadere per la transizione al giorardinaggio naturale. In seno all'associazione Giardinieri Bioetici ci siamo dedicato alla sicurezza in questo settore ed io ho organizzato l'incontro presso i Vivai Aggio per condividere le statistiche di infortunio e le buone pratiche di utilizzo di attrezzature e delle motoseghe, quando ancora non era stato istituito il corso obbligatorio abilitante.
Ma se passo ancora qualche passo indietro mi ritrovo all'infanzia nei cantieri di grandi opere che mio padre, prima minatore ed esperto di esplosivi, dirigeva: Brasile, Ecuador, Libia e poi in giro per l'Italia, come al passo della Cisa. Antonio Panteghini, mio padre, ha dedicato la vita al lavoro. Classe 1934 dopo la guerra e la licenza elementare ha fatto prima il pastore e il contadino di montagna in famiglia, poi a 14 anni col libretto di lavoro muratore e infine minatore nelle Alpi italiane e in Svizzera. Poi i contratti con le grandi aziende di costruzione: i fratelli Lodigiani, l'Impregilo. Caposquadra, Direttore di cava e infine Capo cantiere. 12-13 ore al giorno di lavoro con 3 pacchetti di sigarette, le domeniche per un po' di riposo se non c'erano urgenze. Un piglio duro, nervi saldi, esigente sul lavoro e con una voce capace di far tremare i cuori più saldi: eppure rispettato per la sua competenza, per l'attenzione alla sicurezza delle molte gallerie che ha diretto. Generoso poi nel chiedere contratti e premi per la "sua" squadra che cercava di portarsi nei nuovi cantieri.
Le morti sul lavoro purtroppo sono una tragica realtà ancora presente, lo scorso anno in Italia oltre 1400 nel 2025. Tra questi una storia che mi aveva colpito moltissimo: in un cantiere edile di Sottomarina un ragazzo di 21, arrivato da Vicenza con altri esterni, è morto schiacciato da un pannello metallico di 200 kg usato epr gettare i muri. I soccorsi non lo hanno raggiunto in tempo. Quella storia mi aveva offeso, andando in classe ne avevo dovuto parlare con i miei studenti. La formazione sulla sicurezza è un obbligo di legge, spesso eluso, visto come un costo e spesso troppo teorico. Noi di AF Sicurezza mettiamo invece ogni energia perchè la didattica parta da casi veri, illustrando in particolare la parte normativa relativa al settore di apparteneneza, organizzando corsi anche presso le aziende per venire incontro alle esigenze di tempo e con corsi a richiesta invece che a calendario. Se hai un'attività in Media o Alta Valcamonica non esitare a contattarmi per un incontro in cui valutiamo se possiamo esserti utili. Chiamami sul numero aziendale 375 9729363, oppure al mio numero privato se già ci conosciamo. Buon Cammino, in sicurezza, a tutti.
venerdì 30 gennaio 2026
Incontro pubblico sabato 31 gennaio 2026 dopo l'abbattimento del platano secolare
A seguito dell'abbattimento del platano centenario, unico albero secolare, ad opera di un'azienda incaricata dal Comune di Chioggia avvenuto lunedì 26 gennaio l'associazione Amico Giardiniere invita tutti i concittadini offesi dall'abbattimento del platano secolare ad un incontro pubblico sabato 31 gennaio ore 16 nel piazzale della stazione ferroviaria di CHioggia, a Borgo S.Giovanni per confrontarci su come difendere gli alberi, le acque e la bellezza di Chioggia. Da mesi segnaliamo numerose violazioni del regolamento del verde comunale e una strage di centinaia di alberi, ignorata dall'assessore De Perini e ora difesa a spada tratta dal sindaco. Abbiamo fatto accesso agli atti e vogliamo vederci più chiaro, ma servono persone coraggiose e risorse. Info 328 702 1253
mercoledì 28 gennaio 2026
Ricordo del maestro Cappellini
LOZIO + Sabato 24 Gennaio si è tenuta la commemorazione del Comandante partigiano delle Fiamme Verdi Giacomo Cappellini, insignito della Medaglia la valore militare alla memoria. L’incontro è stato organizzato da Stefano Sandrinelli, del
Comitato permanente per la Celebrazione del 25 Aprile, le Associazioni Fiamme Verdi – ANPI – ANEI –
Ecomuseo della Resistenza in Mortirolo, in collaborazione con i Comuni di Lozio, Malegno, Losine e
Cerveno. Presenti i sindaci di Lozio Natale Gemmi, di Malegno Matteo Furloni. Si commemora il 21 gennaio 1945, a Laveno di Lozio, quando due squadre di militi fascisti, una proveniente da Cividate e l’altra dai monti di Cerveno, hanno sorpreso il comandante Giacomo Cappellini insieme a Carlo Sandrinelli (Camara) a Laveno di Lozio, che dopo essere stati allertati, cercavano di uscire dall’abitato. Durante lo scontro a fuoco Giacomo viene ferito gravemente e catturato. Tradotto prima alla G.N.R. di Breno, poi nel Castello di Brescia morirà fucilato dopo due mesi di torture durante le quali non svelò nulla. Gli è stata assegnata la Medaglia d’Oro alla Memoria.
E' stato annunciato l'incontro per la Festa del 25 Aprile 2026, come tutti gli anni, transitando sul sentiero dedicato alla Resistenza, si terrà sui Monti di Cerveno con il concerto dei “LUF”.
Il Sindaco di Lozio Gemmi Natale, Ospite della cerimonia, in rappresentanza anche dei Colleghi Sindaci
presenti: “Cappellini è stato un Uomo che ha saputo trasformare il senso del Dovere in scelte di vita, coraggio, testimonianza per le Generazioni future. Ricordare
Giacomo Cappellini significa ricordare un tempo difficile caratterizzato dalla violenza, dalla guerra, dalla
sopraffazione della dittatura ma, anche il tempo in cui Donne e Uomini hanno sacrificato la propria
esistenza. Oggi, a distanza di tanti anni possiamo chiederci – perché siamo ancora qui a commemorare? -
Secondo me è importante fermarsi, è importante ricordare, è importante commemorare perché la Memoria
non è un esercizio del passato ma è un atto di responsabilità verso il presente e il futuro. La Libertà, la
Democrazia, la Pace che oggi godiamo sono il frutto di sacrifici concreti, di scelte coraggiose."
L’Avv. Luigi Milani, ha portato una originale riflessione su quel periodo della guerra di Liberazione:
"Giacomo nasce a Cerveno il 24 gennaio 1909 come oggi ma, 117 anni fa. Il 24 marzo 1945 sarà fucilato a Brescia.
La guerra presenta ben presto il conto, Giacomo è richiamato alle armi nel marzo del 1943. L’8
settembre l’armistizio lo sorprende a Verona, diserta, sfugge alla cattura e non riassume il servizio
scolastico per maturata avversione al fascismo e alla Repubblica Sociale Italiana. E proprio questo sarà il
primo degli addebiti del capo di imputazione e della condanna alla fucilazione.
Il disastro bellico riapre gli occhi a Giacomo e alla fidanzata e maestra Vittoria, come pure a gran parte della gioventù in
precedenza sedotta dalle fanfaluche del regime e cresciuta nel culto dell’obbedienza.
Il Maestro Giacomo divenne disertore, resistente e Comandante del Gruppo C8 delle Fiamme Verdi.
La Maestra Vittoria divenne sua intima confidente e veicolo delle direttive di Don Carlo Comensoli, di cui quest'anno ricade il cinquantesimo dalla scomparsa, effettivo
leader delle Fiamme Verdi camune. Nella loro disubbidienza c’era il germe di quella che sarebbe diventata, o almeno volevano diventasse, la
Nuova Italia dove, al patriottismo cinico e xenofobo sarebbe dovuto subentrare un patriottismo nuovo,
solidale e pacifico, pacifista; dove il modello statuale dispotico e pervasivo del fascismo sarebbe stato
rimpiazzato da un altro modello plurale, democratico, sociale.
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