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martedì 6 ottobre 2026

Napetti nega ancora l'accesso agli atti a Panteghini

Dopo il drammatico caso del platano secolare abbattuto il 26 Gennaio 2026 ho deciso di andare a fondo sulle irregolarità della gestione del verde a Chioggia. Quasi 3 anni fa segnalammo all'Assessore De Perini un aumento delle violazioni del Regolamento del Verde che, puntualmente segnalate all'Ufficio comunale del Verde Pubblico, non venivano mai perseguite. Mai una multa in tre anni alle aziende colpevoli di innumerevoli danni al patrimonio arboreo di cui il platano secolare della stazione è stata la vittima più illustre. Mai una risposta alle mie innumerevoli segnalazioni.

Come può un ufficio pubblico definirsi tale se non prende in carico e non risponde nemmeno alle telefonate dirette, quando capisce che a telefonare è il professor Panteghini? Molti cittadini si rivolgono a noi dell'associazione di Amico Giardiniere per chiedere aiuto e chiarimenti! Quindi ho iniziato a cercarmi le risposte da solo, con una serie di accessi agli atti, che ha incontrato una fiera resistenza. Ad onore del vero ho incontrato spesso questo atteggiamento nella pubblica amministrazione: a Chioggia oltre al dirigente comunale Lucio Napetti, mi sono visto negare atti del mio contrastato servizio dalla dirigente scolastica Antonella Zennaro e dal direttore dell'USR Veneto Marco Bussetti e persino la cartella clinica della mia defunta moglie Giulia Gennari dal dott. Longato, direttore del distretto sanitario.

A mio avviso questi sono tutti sintomi di un grave malessere della burocrazia della Repubblica Italiana che oblia di essere un servizio pubblico. Inoltre il rifiuto dell'accesso alla documentazione amministrativa o riguardante me ed i miei familiari alimenta i miei sospetti: che si stia usando la funzione pubblica per nascondere mancanze o illeciti propri o dei propri sottoposti. Dire che manca la trasparenza è dire poco. Dopo numerose richieste estive di accesso alle schede del censimento arboreo e solleciti, il dirigente Napetti non ha trovato di meglio che attaccarsi ad un cavillo e chiedere di sostenere la sua traballante posizione al segretario generale, all'assessore De Perini e al Sindaco con una pec condivisa con me il 15 Settembre scorso.

Ho chiesto chiarimenti a questa amministrazione comunale, ma nessuna risposta è arrivata: nemmeno il parere tecnico del segretario generale sulla inammissibilità di questa ennesima barricata che Napetti tenta di innalzare davanti agli illeciti emersi in seguito alla mia analisi della documentazione faticosamente ottenuta e allo sdegno popolare per i continui danni perpetrati al patrimonio arboreo cittadino, col pieno appoggio del sindaco Armelao. Fu questo sindaco a nominarlo in tale incarico. Ritengo anche colpevole il silenzio dell'assessore De Perini che già nel gennaio 2024 avevamo informato delle prime avvisaglie di questa marea montante. Ho dovuto fare ricorso alle vie legali ed io proseguirò su questa strada con fermezza e determinazione per sviscerare tutte le complicità e le false dichiarazioni che con tanta sicumera vengono diffuse.

Ho chiesto al sindaco Armelao di sospendere l'ing. Napetti per evitare che inquini le prove rispetto alle indagini in corso, ma il legame e l'intesa tra i due deve essere talmente forte che nessun provvedimento è arrivato e nemmeno una presa di posizione che ora pubblicamente pretendo. Il sindaco si è, di fatto, ripreso la delega all'Ambiente e da un anno interviene in prima persona su questi temi. Chioggia dovrebbe essere una città cristallina e ordinata date le capacità professionali del sindaco e dell'assessore alla polizia municipale, spero che, con l'intercessione di san Michele Arcangelo, possano davvero incarnare il motto “Sub Lege Libertas”.

Vuoi aiutarmi a rinnovare Chioggia? Scrivimi su StoriaCorsara@gmail.com

prof. Francisco Panteghini

lunedì 5 ottobre 2026

Bienno: il sindaco Bettoni: "BPER addio!"

Bienno + Nel corso dell'ultimo consiglio comunale, svoltosi il 18 Settembre scorso, il sindaco uscente Ottavio Bettoni ha inserito all'ordine del giorno lo spostamento della tesoreria comunale dalla filiale Bper di via Fantoni alle Poste Italiane. Nella breve motivazione, il consiglio infatti è durato appena 14 minuti in tutto, il Bettoni ha riportato numerose lamentele sul servizio della banca, in particolare a chi dovesse svolgere versamenti di tesoreria ma non fosse un correntista Bper. La consigliera di opposizione dott.ssa Lara Fanti ha chiesto alcune delucidazioni e ha paventato che la banca, l'unica rimasta in paese, potrebbe ridurre o chiudere gli sportelli.
Il sindaco ha replicato deciso, come sempre, che non accadrà nulla di tutto questo e poi ha presentato la proposta economica, migliorativa, di Poste Italiane: Bper esigeva un canone mensile di circa 10mila euro per il servizio di tesoreria, la nuova offerta è un rimbasso del 30%. La consigliera Fanti ha chiesto se non sarebbe stato meglio ampliare la ricerca di offerte invece da limitarsi ad una sola, per poter valutare con più agio ad es. la Banca Padana di Esine, la Valsabbina o una nuova offerta Bper. Ha chiesto inoltre al segretario comunale il perchè la proposta della nuova gestione non sia passata prima tramite l'ufficio protocollo, come la legge prevede, ma direttamente agli uffici e poi condivisa con l'opposizione a ridosso del consiglio comunale.
Sindaco e segretario hanno abbozzato una bonaria difesa, senza di fatto entrare nel merito dell'errore e di un suo potenziale ripetersi, con evidenti rischi alla trasparenza degli atti di questa amministrazione. Resta però il sospetto che, a spingere verso la rottura, sia stato il contenzioso con la banca in merito alle bollette dell'illuminazione pubblica pagate in ritardo quest'inverno. Della questione si era accennato con superficiolità nel Consiglio Comunale di Agosto: la Bper avrebbe chiesto un risarcimento per aver anticipato più volte le cifre necessarie a saldare le bollette in scadenza pari a 20mila euro, il sindaco Bettoni avrebbe aperto un contenzioso proponendo 5000 euro di risarcimento. Come ciò sia accaduto, chi sia il resposabile di questo danno economico non è stato divulgato.
La trattativa è ancora in corso e forse è questo il motivo dell'accelerazione per spostare da gennaio la tesoreria. Il consigliere dott. Massimo Maugeri, due volte sindaco, solitamente prodigo di interventi sui temi economici, è rimasto in silenzio. Raggiunti da un cronista locale alcuni giorni dopo, i dipendenti della filiale Bper di Bienno non hanno voluto rilasciare dichiarazioni, oltre a quella che non erano ancora a conoscenza della recente delibera proposta dal primo cittadino biennese e che avrebbero interessato l'ufficio stampa per una possibile replica sui presunti disservizi che vengono imputati loro. Di certo la Bper si sarebbe aspettata una gara pubblica, anche se l'importo ridotto consente l'affidamento diretto ad una azienda senza confronti con altre offerte.

lunedì 21 settembre 2026

Domande senza risposta dall'USR Veneto e dal Ministero dell'Istruzione e del Merito

COMUNICATO STAMPA DI STORIAcorsara di Francisco Panteghini

Domande senza risposta

Un anno fa ho deciso di lasciare il servizio pubblico nella scuola. E' stata una scelta sofferta ma necessaria. Ero entrato in conflitto con la dirigente della scuola dove avevo vinto il ruolo e ricevevo costantemente richiami e interferenze alla mia attività di insegnante e di educatore. Sono ricorso in tribunale, assistito dal mio sindacato FISI (Federazione Intercategoriale Sindacati Italiani): ho vinto contro il MIM e demolito il castello di accuse infondate o tendenziose tessuto da quella dirigente e dai suoi sodali. Eppure la mia posizione in quella scuola, la “sua” scuola, è diventata sempre più insostenibile: ero bersagliato da ogni lato per fermare la mia ricerca della verità. Non era una questione “personale”. Tutto era iniziato da alcune semplici domande: perchè in questo istituto applichiamo una procedura d'esame non prevista dalla legge nazionale? La secca risposta era stata “abbiamo sempre fatto così”.

Per nulla convinto, mentre ero nell'esercizio delle mie funzioni di pubblico ufficiale, ho continuato a fare domande e analizzare aspetti sempre più ampi del funzionamento dell'istituto: certi strani cambiamenti di voto nei consigli di classe, le modalità di attribuzione dei fondi Pnrr e fenomeni di favoritismo che sconfinavano nel nepotismo. Le risposte venivano date solo aumentando il tono della voce e condendole con velate minacce, senza fornire risposte basate sulla normativa. Poi sono arrivati i richiami disciplinari. Ma le mie domande restavano senza risposta. Domande che sfidavano la mia etica professionale e facevano intravedere gravi mancanze o persino illeciti.

Così ho provveduto a inviare all'Ufficio Scolastico Regionale del Veneto una dettagliata relazione. Silenzio per 14 mesi, interrotto solo dalle mie richieste reiterate. Ho contattato poi il MIM, Ministero dell'Istruzione e del Merito: un ulteriore silenzio. Il silenzio di chi deve controllare, o dovrebbe controllare, l'operato dei dirigenti è secondo me inaccettabile come cittadino, insegnante e genitore. Questo silenzio lascia aperti tutti gli scenari più cupi, invece di offrire punti fermi o una possibile mediazione nell'interesse dei nostri ragazzi. Non è mia intenzione affossare il servizio pubblico o diffamarlo, perchè ne ho fatto parte con sincera adesione e desiderio di contribuire al suo inderogabile aggiornamento.

Dopo tutto questo tempo, avendo deciso di avviarmi alla libera professione fondando “Storia Corsara”, ho iniziato a richiedere documenti come privato cittadino e mi sono stati negati ripetutamente: un altro muro di gomma. Così ho provveduto a informare la Procura di Venezia di alcuni illeciti di cui ho prova certa, sperando che si attivino poi ulteriori controlli. Non credo che questo caso sia isolato e nemmeno sia una specificità locale. Di fatto la promozione dei presidi a dirigenti del 1999 ha dato loro poteri enormi, anche disciplinari, e quando si uniscono a lunghe permanenze nello stesso istituto portano ad una sorta di “feudalizzazione” dell'apparato pubblico.

Lo aveva segnalato ANAC, spingendo il Ministero a imporre una rotazione triennale, presto interpretata in “tre trienni” e non retroattivi. Così si sono verificati, non solo a Chioggia, incarichi lunghi fino a 18 anni nello stesso istituto che diventa di fatto “della dirigente”! A volte questo accade in istituti dove la dirigente ha prestato prima servizio come insegnante, magari per altri 19 anni. Cose da far impallidire i “baroni” universitari di vecchia memoria. Sapendo che il rischio di corruzione è altissimo in Italia questa mancanza di avvicendamento richiede attenta valutazione. Io mi auguro che arriverà il tempo in cui potrò avere le risposte che cerco da anni. Viva l'Italia.

Prof. Francisco Panteghini

21 Settembre 2026