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lunedì 3 luglio 2017

Con l'energia di S.Giovanni il Battista

Il 24 giugno abbiamo festeggiato la ricorrenza di S.Giovanni il Battista, un giorno particolare quest'anno perchè coincideva con la luna nuova (inizio di nuovi cicli) in cancro con sole in cancro. Una occasione di portare il massimo di ordine e chiarezza (è l'impulso di Giovanni, ispirato all'adesione profonda alle Leggi Universali) nei propri retaggi, nella propria sensitività, nel rapporto con la Madre, per ritrovare il senso profondo del compito con cui siamo nati, la nostra peculiare vocazione. Dobbiamo continuamente ricordare che siamo Esseri Spirituali che fanno esperienze Materiali per evolvere, fino a che "saremo come gli angeli", ovvero pura energia d'amore e potere creativo in accordo con le Leggi Universali.
La festa di S.Giovanni, subito dopo il Solstizio d'Estate, si collega con la festa di Giovanni evangelista in autunno, anch'essa poco dopo l'appuntamento astronomico dell'equinozio (e anticipano e preparano col loro ritmo il Natale, pochi giorni dopo il Solstizio d'Inverno). Una corrispondenza tra i due Giovanni è quindi inserita nel ciclo dell'anno. Giovanni proveniva da un retaggio sacerdotale elevato del popolo ebraico, suo padre Zaccaria celebrava periodicamente nel tempio di Gerusalemme. La sua nascita, in modo simile a quella di Gesù, arrivò inaspettata e annunciata da un angelo all'anziana madre Elisabetta che non aveva concepito figli. Sua madre è cugina di Maria, dunque Giovanni è cugino di Gesù, la cui genealogia (o meglio 2 genealogie discordanti a dire il vero) è riportata nel vangelo collegandolo a re Davide. Il nome Giovanni significa "dono del Signore", arrivando inaspettato.
Il padre venne avvisato da un angelo dell'avvenimento miracoloso ma restò incredulo e venne punito perdendo la voce fino alla nascita. Al vecchio gran sacerdote le guide del popolo ebraico tolgono la parola e si preparano a darla, affilata come una spada, a suo figlio. Giovanni viene istruito per prendere un giorno il ruolo di gran sacerdote ma ad un certo punto sente questa vita insoddisfacente, si libera di tutte le convenzioni e i compromessi della vita sociale, rinuncia a sposarsi come previso e si ritira nel deserto come un asceta (Matteo scrive "portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico"). Lì matura forze nuove e sente di avere un compito: di preparare la strada alla venuta del Messia, di offrire agli ebrei l'occasione di convertirsi, di tornare a vivere profondamente in armonia con la Legge Divina, cosa che più di ogni altra Giovanni aspira a incarnare, a costo di mortificare il suo corpo, la sua posizione, la sua stessa vita. Su questa profonda convinzione costruisce la sua predicazione pacifica ma dai toni apocalittici, ricollegandosi alla migliore tradizione profetica ebraica.
Seguiamo la presentazione che l'evangelista Giovanni, l'Aquila dei quattro canonici, offre del Battista. Lo troviamo già al versetto 6 del famoso Prologo ("In Principio era il Verbo-Logos..."), subito dopo la descrizione del Logos, il Pensiero Amorevole Creativo che si manifesterà in Gesù quando coprenderà di essere il Cristo. "[6]Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni.". Dunque Giovanni ha una missione divina, legata alla venuta del Logos, se non capiamo Giovanni sarà arduo capire e seguire Gesù. "[7]Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui" Lui è il mezzo per arrivare alla vera fede, alla luce del Logos la cui manifestazione visibile, come ci ricorda s.Francesco nel Cantico di Frate Sole, è proprio il Sole con la luce e il calore che generano la vita sul nostro pianeta. E poi l'aquila Giovanni precisa che "[8]Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce." Dunque non bisogna confondere tra Giovanni, emblema della migliore tradizione sacra ebraica, con il messaggio nuovo e universale portato da Gesù. Lui aveva il compito di rendere evidente il riconoscimento del Messia per chi fosse pronto ad accoglierlo.
Ecco che si compie la missione "[15]Giovanni gli rende testimonianza (a Gesù Cristo) e grida: «Ecco l'uomo di cui io dissi: Colui che viene dopo di me mi è passato avanti, perché era prima di me». Qui Giovanni fa riferimento non alla nascita nella carne, dato che lui è di pochi mesi più vecchio di Gesù, ma al ruolo spirituale dello Spirito che si incarnò in Gesù Cristo e che aveva partecipato alla creazione fin dall'inizio. Giovanni raccoglie un gran seguito di persone che prepara con un aspro battesimo nel Giordano per fare ricordare a più persone possibile la propria essenza spirituale. I sacerdoti di Gerusalemme, preoccupati dal suo successo gli chiedono se sia lui il Messia: "[20]«Io non sono il Cristo».[23] «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, come disse il profeta Isaia». [24]Essi erano stati mandati da parte dei farisei. [25]Lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?»." Per i seguaci del Tempio vale solo il principio di autorità gerarchica umana, vogliono sapere quanto in alto è Giovanni. Ma lui parla un linguaggio nuovo, profetico e sempre coerente con la sua missione.
"[26]Giovanni rispose loro: «Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, [27]uno che viene dopo di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio del sandalo». [28]Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando." Dire ai sacerdoti del suo tempo che non conoscono la loro origine nè i fondamenti della natura umana, il principio spirituale che ha partecipato alla creazione suona come una profonda delegittimazione, che Gesù portrà avanti in modo ancora più chiaro definendoli "ciechi che guidano altri ciechi". Giovanni usa le qualità dell'elemento acqua, espressione della vita, per togliere la durezza dai cuori degli ebrei, seguaci di una religione sempre più esteriore e piena di precetti ormai lontana delle verità che molti profetti e lo stesso Mosè riuscirono a carpire al Divino per trasmetterle ad un intero popolo e non a un gruppo ristretto di iniziati.
Matteo (cap. 3) chiarisce meglio la predicazione di Giovanni Battista: [2] «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!».[7]Vedendo però molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha suggerito di sottrarvi all'ira imminente? [8]Fate dunque frutti degni di conversione, [9]e non crediate di poter dire fra voi: Abbiamo Abramo per padre. Vi dico che Dio può far sorgere figli di Abramo da queste pietre. [10]Già la scure è posta alla radice degli alberi: ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. [11]Io vi battezzo con acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più potente di me e io non son degno neanche di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito santo e fuoco». E Luca (cap. 3)spiega ancora "la parola di Dio scese su Giovanni nel deserto. [3]Ed egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati (...)[10]Le folle lo interrogavano: «Che cosa dobbiamo fare?». [11]Rispondeva: «Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto». [12]Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare, e gli chiesero: «Maestro, che dobbiamo fare?». [13]Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». [14]Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi che dobbiamo fare?». Rispose: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno, contentatevi delle vostre paghe». [18]Con molte altre esortazioni annunziava al popolo la buona novella.
La predicazione di Giovanni è basata sulla Giustizia, sullo sforzo personale a essere giusti, a rispettare gli accordi presi, a non farsi deviare dal proprio interesse personale o dalle proprie passioni. Luca cita il profeta Isaia per spiegare la sua funzione "Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore,raddrizzate i suoi sentieri! [5]Ogni burrone sia riempito, ogni monte e ogni colle sia abbassato; i passi tortuosi siano diritti; i luoghi impervi spianati. [6]Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!" Se ci addentriamo in una doverosa lettura interiore di questi passi e riportiamo dentro ciascuno l'impulso all'ordine troviamo i burroni delle passioni insane, i monti dell'orgoglio, le colline del compromesso e pensieri deviati dal nostro personale interesse o errate convinzioni. Tutti possono accogliere la salvezza divina, racchiusa nella relazione col proprio Io profondo, spirituale ma devono prepararsi: Giovanni, il precursore, rappresenta proprio questa possibilità di cambiare se stessi, di forgiare nuovi pensieri e abitudini, lavorare sulla propria personalità seguendo il senso di giustizia e accrescendolo con azioni conseguenti.
Veniamo all'incontro con Gesù (Giovanni): "[29]Il giorno dopo, Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: «Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! [30]Ecco colui del quale io dissi: Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me. [31]Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare con acqua perché egli fosse fatto conoscere a Israele». [32]Giovanni rese testimonianza dicendo: «Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui. [33]Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua mi aveva detto: L'uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo. [34]E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio»." Ecco realizzata la missione di Giovanni, ai discepoli che ha raccolto attorno a sè offre il senso della sua stessa vita: fare in modo che più persone possibile siano pronte ad accogliere il vero Messia. Se Giovanni ha usato l'acqua per purificare e preparare Gesù userà l'elemento aria-luce, la Parola per elevare le anime di chi lo accoglie e preparare la nuova età dello Spirito che porterà il Fuoco (Pentecoste). Giovanni è stata la "voce" che grida nel deserto, nella mancanza di punti di riferimento certi di una religione ormai lontana dal vero Dio, Gesù è la Parola che nutre e offre in abbondanza comprensione spirituale, libertà e pace interiore.
I primi discepoli di Gesù sono quelli di Giovanni che sono diventati liberi al punto da riuscire a staccarsi dal vecchio maestro per riconoscere il vero Maestro che si presenta e parla in modo completamente diverso. Eppure lo seguono fiduciosi, mossi da un impulso del cuore. "[40]Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e avevano seguito Gesù, era Andrea, fratello di Simon Pietro. [41]Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)»" Anche in questo saper lasciar andare i suoi discepoli verso il nuovo maestro si rivela la grandezza di Giovanni, che però non diventerà discepolo di Gesù. Questo punto mi ha sempre lasciato interdetto: accidenti passi la vita a preparargli la strada e quando arriva porti gli altri a lui e tu te ne vai quando potresti ricevere più degli altri comprensione e amore. Ma Giovanni, il vero Precursore, continua fino alla morte la sua missione, dare testimonianza alla Verità. Un altro Giovanni sarà accanto a Gesù diventnado "il discepolo che lui amava". Per Rudolf Steiner Giovanni Battista e Giovanni Evangelista portano lo stesso Spirito, prima e dopo l'insegnamento pienamente compreso e praticato del Cristo, ipotesi affascinante e ispirativa. Di certo l'apostolo Giovanni ha compreso la grandezza, quasi tragica, del Battista e ha saputo andare oltre, unico apostolo a seguire Gesù fino alla Croce.
Vediamo come porta avanti la sua Missione Divina Giovanni: "[22]Dopo queste cose (le nozze di Cana), Gesù andò con i suoi discepoli nella regione della Giudea; e là si trattenne con loro, e battezzava. [23]Anche Giovanni battezzava a Ennòn, vicino a Salìm, perché c'era là molta acqua; e la gente andava a farsi battezzare. [24]Giovanni, infatti, non era stato ancora imprigionato. [25]Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo la purificazione. [26]Andarono perciò da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall'altra parte del Giordano, e al quale hai reso testimonianza, ecco sta battezzando e tutti accorrono a lui». [27]Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stato dato dal cielo. [28]Voi stessi mi siete testimoni che ho detto: Non sono io il Cristo, ma io sono stato mandato innanzi a lui. [29]Chi possiede la sposa è lo sposo; ma l'amico dello sposo, che è presente e l'ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è compiuta. [30]Egli deve crescere e io invece diminuire." Giovanni non vuole essere elemento di divisione, desidera che i suoi discepoli riconoscano Gesù Cristo e sa che solo ritirandosi in modo definitivo potrà lasciare posto a Gesù evitando pericolosi contrasti tra chi non è ancora capace di discernere liberamente e ha deciso di affidarsi a lui come autorità di riferimento. Ma la sua anima è serena, lui è l'amico dello sposo che gioisce nel sentire, da lontano, la voce dell'amico venuto a reclamare la sua sposa, l'umanità intera. Giovanni ha compreso il nucelo essenziale della missione di Gesù: "[31]Chi viene dall'alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla della terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. [32]Egli attesta ciò che ha visto e udito (...) [34]Infatti colui che Dio ha mandato proferisce le parole di Dio e dà lo Spirito senza misura. [35]Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. [36]Chi crede nel Figlio ha la vita eterna;(...)».
Giovanni con la sua predicazione veritiera non risparmia nessuno, nemmeno che governa e infatti fu arrestato per aver osato attaccare pubblicamente Erode per aver sposato la moglie del fratello, l'intraprendnete Erodiade. E qui Gesù capisce che è arrivato il suo momento (vangelo di Marco)"[14]Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: [15]«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo»". Sempre Marco (cap 6) racconta la fine di Giovanni: "[18]Giovanni diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere la moglie di tuo fratello». [19]Per questo Erodìade gli portava rancore e avrebbe voluto farlo uccidere, ma non poteva, [20]perché Erode temeva Giovanni, sapendolo giusto e santo, e vigilava su di lui; e anche se nell'ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri." Erode tentenna, sente che Giovanni dice il vero ma messo alla prova cederà alle seduzioni e astuzie della moglie, ma anche per la paura di perdere la faccia davanti ai potenti del tempo.
"[21]Venne però il giorno propizio, quando Erode per il suo compleanno fece un banchetto per i grandi della sua corte, gli ufficiali e i notabili della Galilea. [22]Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla ragazza: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». [23]E le fece questo giuramento: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». [24]La ragazza uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». [25]Ed entrata di corsa dal re fece la richiesta dicendo: «Voglio che tu mi dia subito su un vassoio la testa di Giovanni il Battista». [26]Il re divenne triste; tuttavia, a motivo del giuramento e dei commensali, non volle opporle un rifiuto. [27]Subito il re mandò una guardia con l'ordine che gli fosse portata la testa. [28]La guardia andò, lo decapitò in prigione e portò la testa su un vassoio, la diede alla ragazza e la ragazza la diede a sua madre."
La morte per decapitazione ha una potente lettura simbolica: Giovanni ha spinto al limite le sue possibilità di comprensione e uso delle sue capacità senza però riempire le sue parole di misericordia. L'unico modo per andare oltre è proprio "perdere la testa" e ricollegarsi al cuore. Il rischio di diventare giudicanti e irrigidirsi è sempre presente. Abbiamo il diritto di analizzare il nostro comportamento e di compararlo a ciò che abbiamo compreso delle leggi universali ma non abbiamo il diritto di giudicare gli altri. Alla morte di Giovanni corrisponde la piena manifestazione della missione di Gesù Cristo, con il suo comandamento nuovo: amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi. Potremmo anche paragonare Giovanni come un maestro nell'uso del III chakra, il plesso solare, della forza di volontà e di magnetismo nelle relazioni con gli altri che prepara il posto al Maestro per eccellenza il IV chakra, il cuore, il punto di equilibrio tra alto e basso e di comprensione intima delle Leggi Universali riscaldate dall'Amore puro e disinteressato.
Matteo rivela come Gesù avesse chiaro il ruolo preparatorio e indispensabile del Battista. Scrive (cap. 11): "Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «(...) che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, anche più di un profeta. [10]Egli è colui, del quale sta scritto: Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero che preparerà la tua via davanti a te." Nel linguaggio ebraico sacro i messaggeri per eccellenza erano gli Angeli. Rudolf Steiner afferma che in Giovanni si manifestasse lo stesso impulso dell'Arcangelo Michele, l'entità che ha il compito di mantenere l'ordine cosmico e riportare in equilibrio le forze oscure e guida particolare del popolo ebraico in quell'epoca, mentre oggi, sempre secondo Steiner, è assurto a guida dell'Umanità per spronarla oltre la sua epoca più oscura. Auguro a tutti una buona estate, piena di energia del Precursore per portare ordine e determinazione in noi stessi a incarnare il compito che siamo venuti a svolgere qui e ora, senza tergiversare. Con queste forze potremo aprirci alla Sapienza e all'Amore.