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mercoledì 15 settembre 2021

Trovata la cura per le SARS già dal 2005, articolo a cura di Marcello Balbo

A seguito dalla epidemia di SARS del 2003 la Commissione Europea ha finanziato ricerche per a rontare questo tipo di minacce alla salute. Si tratta del progetto SEPSDA (Sino-European Project on SARS Diagnostic and Antivirals), finanziato a titolo del Sesto programma quadro (6PQ). Nel 2005 sono stati pubblicati i risultati di questo progetto, individuando un farmaco già esistente e ben conosciuto, la cinanserina, come farmaco pronto all'uso per curare la SARS.

Il gruppo di scienziati europei e cinesi ha scoperto che un farmaco attualmente utilizzato nel trattamento della schizofrenia inibisce in modo efficace il coronavirus della sindrome respiratoria acuta grave (SARS). La cinanserina è stata utilizzata nelle terapie delle malattie mentali sin dagli anni '70. "La cinanserina potrebbe essere prescritta direttamente per prevenire la SARS o trattare i pazienti affetti da tale sindrome nel caso in cui l'epidemia dovesse ripresentarsi", ha dichiarato Peter Kristensen dell'Università danese di Aarhus.

Il gruppo di scienziati provenienti da Cina, Danimarca, Germania e Polonia ha analizzato 15 farmaci che risultavano efficaci nella prevenzione della SARS, ma dopo attenti studi patologici la cinanserina è stata scelta come unico medicinale pronto all'uso contro il virus. L'attività antivirale della cinanserina è stata valutata in campioni di tessuto contenenti il virus della SARS e ha rivelato una forte inibizione nella replicazione del coronavirus a concentrazioni farmacologiche atossiche. "Questi risultati dimostrano che il vecchio farmaco cinanserina è un inibitore della replicazione del coronavirus della SARS e agisce molto probabilmente inibendo la proteinase 3CL", ha dichiarato il dottor Kristensen. Nel periodo compreso tra febbraio e giugno 2003 la SARS, una polmonite atipica altamente contagiosa, ha colpito 32 paesi. Sono state infettate circa 8.400 persone e più di 800 sono decedute a causa della malattia.

Nel file pdf con l'articolo completo ho evidenziato parti in cui dicono che si tratta di un farmaco:
• conosciuto dagli anni 60’
• che inibisce lo sviluppo dei virus di tipo SARS, quindi anche dei coronavirus del Covid19
• che colpisce l’enzima 3CL, essenziale alla sua replicazione
È un testo tecnico in inglese, rivolto agli addetti ai lavori. Ho preparato un pdf con l'articolo completo che si può scaricare a questo link: https://balbo.it/cura-sars

Ringrazio Franco Trinca per avere segnalato la presenza di questo studio.

Con fiducia nella verità,
dott. Marcello Balbo

sabato 11 settembre 2021

La Chioggia Marina che verrà: dal Lusenzo a via del Boschetto fino al futuro del Parco degli Orti

Negli ultimi due mesi mi sono lasciato coinvolgere dal dibattito elettorale che porterà al rinnovo del Consiglio Comunale di Chioggia. Mi sono reso conto di quanto avessi ancor da imparare su argomenti che sento di grandi rilevanza. E così, grazie anche al lavoro della lista Energia Civica che sostengo, ho potuto iniziare ad approfondire la gestione del territorio comunale in particolare attraverso tre fronti aperti della pianificazione di nuova urbanizzazione. Ma cominciamo con ordine: ormai il mio nome a Chioggia è collegato con la tutela degli alberi, e quando gli alberi soffrono più di qualcuno pensa a me. Ne sono onorato e spero di poter ricambiare la fiducia. Ebbene sono stato sollecitato a visitare una nuova antenna di telefonia mobile in via Barbarigo, un impianto "temporaneo" recita il cartello, però l'abbattimento di un boschetto pre-esistente è stato definitivo così come il basamento di cemento armato della struttura. E' sorta improvvisamente, senza quasi dar tempo ai residenti di capire cosa stava accadendo, in pochi giorni dal boschetto si è passati all'antenna, con il suo carico di invisibile inquinamento elettromagnetico. Così è iniziata una serie di incontri e ricordi relativi all'area definita come "parco degli orti" dove, accanto a rari orti coltivati fanno bella mostra discariche abusive, casoni incendiati, boschetti, canneti, incolti, canali e strade sterrate. Ho avuto modo di conoscer alcuni proprietari che curano e coltivano i loro lotti circondati dal degrado. Che futuro avrà l'area nel suo complesso? Sarà rispettata la sua vocazione agricola e naturalistica o sarà, come sembra, progressivamente lottizzata? Questa non è un piano all'ordine del giorno ma dopodomani si teme che gli appetiti dei costruttori possano fare breccia se non sorge un progetto altrettanto forte e vitale. Questo sarà la sfida del futuro, entro una decina di anni.
Molto più vicino a noi invece ci sono i comparti di cui il Comune ha già decretato la lottizzazione accogliendo con poche modifiche i progetti dei privati. Questa secondo me è una dinamica pericolosa: i costruttori convincono i propietari a formare un comparto, commissionano un progetto e lo presentano al Comune che lo fa suo, senza un'analisi indipendente del territorio e soprattutto senza rapportarsi con gli effettivi bisogni dei nostri concittadini. In via del Boschetto sono stato coinvolto perchè il parcheggio alberato Padova verrà espropriato e si teme per la fine degli alberi. Il vice sindaco tranquillizza sostenendo che il parcheggio resterà tale, solo che sarà pubblico. Nel frattempo però nuove strade verranno tracciate anche attraverso l'area attuale e la via Perseo sterrata a fianco verrà asfaltata e raddoppiata con la fine di tutto il filare di olmi e aceri adiacente. Ho avuto il piacere di lavorare in quell'area a più riprese, sia la vecchia collaborazione con la UILDM, poi l'orto biologico della scuola Caccin ed ora immaginare una nuova strada a traffico intenso, intesa come alternativa al Lungomare, che parte da via viale Torino, attraversa il park Padova e si incunea tra la batteria Penzo e l'Arena Duse fino ad arrivare in viale Tirreno. Sarà la fine di un'area verde naturalizzata di grande pregio che conserva la storia e la biologia delle terre di retroduna. Nel terreno privato accanto al parco pubblico sorgeranno 3 nuovi condomini e ampi parcheggi asfaltatati, con quale equilibrio idrogeologico non so. Quello che mi sconforta è che di là della strada c'è l'area enorme della ex discoteca piena di eternit e altri inquinanti che resta lì a far bella mostra nel cuore di Sottomarina. Buttiamo via aree di pregio e ci teniamo quelle degradate. Scelte urbanistiche incomprensibili figlie dell'asservimento del nostro ufficio urbanistico alle proposte dei privati. Ma ci servono tre nuovi palazzoni? Ci serve buttare per aria mezzo parcheggio del Park Padova e dell'Arena Duce, condannando quel manufatto al degrado completo invece di immaginare un suo possibile recupero? Perchè la popolazione di Chioggia cala inesorabilmente? Non è solo una questione demografica ma di costi e aspettative delle giovani coppie. Conosco decine di emigrati chioggiotto a Conche di Codevigo che preferiscono la tranquillità della campagna ai servizi della città... o forse questi servizi per le famiglie sono scadenti? Queste sono le domande che dovrebbe farsi l'urbanista e con lui il politico di turno, e questo promette di fare la lista Energia Civica di Roberto Rossi Sindaco.
Io resto coi miei dubbi, i miei alberi e tutta la vita selvatica che ospitano queste aree. Una volta che urbanizziamo non si potrà più tornare indietro e intanto noi continuiamo a ragionare in modo meccanicistico e obsoleto. Tutti ci riempiamo la bocca con l'ambiente e la necessità di ridurre l'inquinamento però poi continuiamo a lottizzare come negli anni Settanta. Sulla mappa si vede qualche giovane albero in più che chissà poi se verrà piantanto, e come vivrà in mezzo ad aree completamente cementificate? Non voglio arrivare a teorizzare "l'opzione zero consumo di suolo" ma di certo credo che sia necessario fare un salto di qualità nella pianificazione partendo dalle richieste inespresse della popolazione residente (il turismo viene dopo) e non dando retta semre ai grossi costruttori che continuano a replicare vecchi schemi.Basti vedere cosa è sorto di fronte alla Parrocchia del Buon Pastore a Sottomarina: sembra il racconto della via Gluck di Celentano. Altro fronte aperto e caldo, andato in approvazione alla commissione VAS regionale è la nuova strada dei Ghezzi, ovvero quella fascia incolta tra il Lusenzo e l'abitato che insiste sulla strada Madonna Marina. Una strada, mal collegata ad oggi, con la zona di campo Cannoni, parallela a Madonna Marina, che sbuca all'ospedale, nelle intenzioni. Come si vede dal progetto i costruttori hanno formato un comparto e hanno fatto redigere un progetto di lottizzazione con tanti bei condomini dai 3 ai 5 piani e parcheggi asfaltati . Il Comune ancora una volta ha fatto suo il progetto con poche variazioni. Di nuovo l'amministrazione pubblica si fa imboccare dai privati, invece di condurli con mano decisa verso il bene dell'intera comunità. Ve lo immaginate il nuovo desolante panorama mentre passeggiate sul Lusenzo? Piccola perla in controtendenza: il ristorante la Lepre ha preso in concessione uno spazio demaniale di 4000 metri che adibirà a boschetto percorribile, e che io avrò l'onore di progettare e piantare insieme all'ing. Pregnolato e all'associazione Amico Giardiniere. Caro lettore se qualcosa in te ha vibrato mentre leggevi forse è ora che ti impegni di più per la tua comunità, entra nella nostra associazione, pluralista e ambientalista chiamandomi al 328 7021253. Ma soprattutto fatti domande, prova a immaginare una città più verde, con più ciclabili, attrezzature sportive, parchi, aree relax, maneggi, orti. Al di là del risultato elettorale di ottobre, qualunque sia il vincitore, noi continueremo a lavorare per un territorio più bello e vitale collaborando con chi governa se lo desidera ma opponendoci allo sfregio del nostro bellissimo territorio. Buona vita!
Fonti:

Sopralluoghi sulle aree

Chioggia.org sez. amministrazione trasparente, ricercando (con fatica) le pubblicazioni che interessano. Vedi ad es. https://www.chioggia.org/index.php?area=84&menu=243&page=1147&lingua=4&idnotizia=2075

https://www.stradivarie.it/parco-degli-orti-chioggia

Documenti forniti dal comitato Strada dei Ghezzi