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mercoledì 28 gennaio 2026

Ricordo del maestro Cappellini

LOZIO + Sabato 24 Gennaio si è tenuta la commemorazione del Comandante partigiano delle Fiamme Verdi Giacomo Cappellini, insignito della Medaglia la valore militare alla memoria. L’incontro è stato organizzato da Stefano Sandrinelli, del Comitato permanente per la Celebrazione del 25 Aprile, le Associazioni Fiamme Verdi – ANPI – ANEI – Ecomuseo della Resistenza in Mortirolo, in collaborazione con i Comuni di Lozio, Malegno, Losine e Cerveno. Presenti i sindaci di Lozio Natale Gemmi, di Malegno Matteo Furloni. Si commemora il 21 gennaio 1945, a Laveno di Lozio, quando due squadre di militi fascisti, una proveniente da Cividate e l’altra dai monti di Cerveno, hanno sorpreso il comandante Giacomo Cappellini insieme a Carlo Sandrinelli (Camara) a Laveno di Lozio, che dopo essere stati allertati, cercavano di uscire dall’abitato. Durante lo scontro a fuoco Giacomo viene ferito gravemente e catturato. Tradotto prima alla G.N.R. di Breno, poi nel Castello di Brescia morirà fucilato dopo due mesi di torture durante le quali non svelò nulla. Gli è stata assegnata la Medaglia d’Oro alla Memoria. E' stato annunciato l'incontro per la Festa del 25 Aprile 2026, come tutti gli anni, transitando sul sentiero dedicato alla Resistenza, si terrà sui Monti di Cerveno con il concerto dei “LUF”.

Il Sindaco di Lozio Gemmi Natale, Ospite della cerimonia, in rappresentanza anche dei Colleghi Sindaci presenti: “Cappellini è stato un Uomo che ha saputo trasformare il senso del Dovere in scelte di vita, coraggio, testimonianza per le Generazioni future. Ricordare Giacomo Cappellini significa ricordare un tempo difficile caratterizzato dalla violenza, dalla guerra, dalla sopraffazione della dittatura ma, anche il tempo in cui Donne e Uomini hanno sacrificato la propria esistenza. Oggi, a distanza di tanti anni possiamo chiederci – perché siamo ancora qui a commemorare? - Secondo me è importante fermarsi, è importante ricordare, è importante commemorare perché la Memoria non è un esercizio del passato ma è un atto di responsabilità verso il presente e il futuro. La Libertà, la Democrazia, la Pace che oggi godiamo sono il frutto di sacrifici concreti, di scelte coraggiose."

L’Avv. Luigi Milani, ha portato una originale riflessione su quel periodo della guerra di Liberazione: "Giacomo nasce a Cerveno il 24 gennaio 1909 come oggi ma, 117 anni fa. Il 24 marzo 1945 sarà fucilato a Brescia. La guerra presenta ben presto il conto, Giacomo è richiamato alle armi nel marzo del 1943. L’8 settembre l’armistizio lo sorprende a Verona, diserta, sfugge alla cattura e non riassume il servizio scolastico per maturata avversione al fascismo e alla Repubblica Sociale Italiana. E proprio questo sarà il primo degli addebiti del capo di imputazione e della condanna alla fucilazione. Il disastro bellico riapre gli occhi a Giacomo e alla fidanzata e maestra Vittoria, come pure a gran parte della gioventù in precedenza sedotta dalle fanfaluche del regime e cresciuta nel culto dell’obbedienza. Il Maestro Giacomo divenne disertore, resistente e Comandante del Gruppo C8 delle Fiamme Verdi. La Maestra Vittoria divenne sua intima confidente e veicolo delle direttive di Don Carlo Comensoli, di cui quest'anno ricade il cinquantesimo dalla scomparsa, effettivo leader delle Fiamme Verdi camune. Nella loro disubbidienza c’era il germe di quella che sarebbe diventata, o almeno volevano diventasse, la Nuova Italia dove, al patriottismo cinico e xenofobo sarebbe dovuto subentrare un patriottismo nuovo, solidale e pacifico, pacifista; dove il modello statuale dispotico e pervasivo del fascismo sarebbe stato rimpiazzato da un altro modello plurale, democratico, sociale.

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