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sabato 7 febbraio 2026

Lettera aperta alla dott.ssa De Perini, assessore all'ambiente di Chioggia

Gentile Assessore dott.ssa De Perini,

a quasi due settimane dall'abbattimento del platano secolare di fronte alla stazione di Chioggia l'ufficio ambiente non ha ancora provveduto a farci pervenire alcuna relazione tecnica a giustificazione. Eppure questa relazione tecnica esiste ed è stata citata più volte, però non viene pubblicata o almeno inviata a noi che abbiano chiesto accesso agli atti. Incomprensibilmente il sindaco di Chioggia interviene continuamente sulla questione e pare quasi che a tagliarlo, motosega in mano, sia stato lui, dato il fervore con cui difende la decisione e i suoi esecutori. Non so nemmeno se il sindaco sappia usarne una: per le seghe a mano non c'è bisogno di particolare qualifica ma per quelle a motore è scattato l'obbligo della formazione di sicurezza. Non capisco perchè anche in occasione dello sversamento di gasolio nel canale di San Domenico a Natale, come con questi sciagurati cantieri di abbattimento, il primo cittadino scavalchi le sue competenze e le releghi al ruolo di Cenerentola su questioni che riguardano espressamente le sue competenze. Si ricorda quando ha patrocinato il concorso Scopriamo le Barene dell'associazione Amico Giardiniere (nella foto): allora sì che era lei l'Assessore! Era la primavera del 2024 ed io avevo ancora fiducia che potesse fare bene.

Nell'incontro che abbiamo lungamente sollecitato da novembre 2024 e che si è tenuto nel gennaio 2025, noi di Amico Giardiniere avevamo già posto sul tavolo numerose violazioni del Regolamento del Verde, che spero nel frattempo abbia accuratamente studiato (clicchi per scaricarlo eventualmente). In quell'occasione lei si era dichiarata non competente in materia, cosa che leggendo il suo curriculum è coerente dato che lei ha conseguito la maturità classica e poi si è laureata, al contrario del sindaco uscente che dopo il diploma da perito delle telecomunicazioni ha iniziato subito a lavorare. Da una donna di buona cultura come lei, che ha studiato diritto anche all'università nell'ambito della laurea in Relazioni internazionali (come leggo nel suo cv pubblico, con una valutazione di 90/110) mi aspettavo almeno una citazione , articolo per articolo, del regolamnto che invece sembra essere lettera morta oramai. A gennaio 2025 avevamo portato la questione del ritorno delle capitozzature, espressamente vietate: le 30 tamerici ridotte a pali con precisi colpi di motosega nel giardino della scuola Baldo Morin; poi il gran numero di abbattimenti in corso che poi abbiamo verificato essere solo in parte muniti di autorizzazione; i lavori invasivi nell'area verde di forte san Felice e gli abbattimenti non autorizzati all'Arena Duse. Per ogni cosa lei ha rinnovato la sua fiducia (cieca a mio avviso) all'ing. Napetti, dirigente del settore, che a sua volta l'ha confermata alla "sue" aziende del verde.

Lei in quell'ormai lontano incontro (13 mesi fa appunto) aveva dichiarato che avrebbe vigilato: non ci sembra che questo suo impegno sia stato rispettato. Se fosse intervenuta allora molti dei danni e delle violazioni di legge perpetrate da aziende delegate dal Comune non si sarebbero verificate e centinaia di alberi sarebbero ancora qui con noi a rendere questa città migliore. E' necessario che tutti gli amministratori di bene pubblici ricordino che quei beni non sono di loro proprietà ma devono essere gestiti per arricchire la comunità, ampliandoli e rendendoli disponibili a tutta la comunità. Noi di Amico Giardiniere abbiamo lanciato una petizione per fermare gli abbattimenti, verificare tutte le relazioni tecniche, stilare una lista di alberi da tutelare in maniera particolare che consegneremo in Comune lunedì. Se lei è ancora l'Assessore all'Ambiente al Comune di Chioggia la prego di risponderci e premere sugli uffici per accelerare i tempi dell'invio degli atti. Se invece ha deciso di prendere questa delega come una sinecura, restituisca la delega al sindaco che non vede l'ora di avere sempre nuovi argomenti su cui fare esternazioni poco fondate o pubblicare foto alterate con l'IA, invece di pubblicare i documenti integrali ufficiali.

Le faccio i miei auguri, anche per il suo incarico di vicesindaco, perchè credo che in questa fine di mandato ne avrà veramente bisogno.

prof. Francisco Panteghini

venerdì 6 febbraio 2026

E' online CamuniCando.it: il calendario eventi della Valcamonica

Breno + Il 30 gennaio ha ripreso le pubblicazioni CamuniCando: sito dedicato agli eventi culturali, sportivi, enogastronomici della Valcamonica. Ideato e gestito dal consulente di marketing e vulcano creativo Francesco Bonomelli aveva esordito nel 2002: “In Valcamonica stavano fiorendo eventi, feste, iniziative culturali, momenti di comunità. Però avevo sempre la sensazione che tutto restasse molto chiuso dentro ai singoli paesi. Se non eri del posto molte cose semplicemente non le scoprivi. Da lì è nata l’idea. Molto semplice: provare a creare un posto online dove raccontare la valle tutta insieme.” Ma i tempi non erano ancora maturi e il primo portale nonostante la buona visibilità non riuscì a consolidarsi. Ora tutti abbiamo internet in tasca nel nostro telefonino la situazione è completamente diversa.

Bonomelli ci ha spiegato: “Quando ho deciso di rimettere CamuniCando.it online, ho scelto di semplificare: non un portale che prova a fare tutto, ma un calendario condiviso degli eventi dell'intera Valle Camonica. Un posto dove chi organizza può pubblicare facilmente e chi vive o visita la valle può trovare cosa succede, tutto insieme”. CamuniCando non vuole sostituire i social o i siti delle associazioni. Vuole solo affiancarli e renderli più visibili. L’idea è che un territorio è più vivo quando le persone sanno cosa succede nel territorio. “Per me CamuniCando non è solo un sito. È un modo per rendere più visibile la vita reale della valle, valorizzare chi organizza iniziative e aiutare chi vive o visita il territorio a integrasi con quello che succede intorno a lui.”

L'inserimento degli eventi è semplice e gratuito: dopo una rapida procedura di iscrizione si accede all'area dedicata del sito e si possono inserire uno o più eventi che si collocano nel calendario nel giro di pochi minuti. Francesco Bonomelli su questo è categorico: “Pubblicare e scoprire eventi è completamente gratuito, per tutti e lo resterà per sempre”. E' disponibile anche il servizio newsletter: Camunicando invia via mail il calendario eventi dei comuni selezionati, tenendoti settimanalmente aggiornato. Non ti resta che visitare il sito e accreditarti: www.CamuniCando.it

(Bonomelli e Panteghini dopo l'intervista al bar City di Breno, diritti riservati)

mercoledì 4 febbraio 2026

Completata la formazione con AF Sicurezza ora inizia la fase operativa

Dopo aver lasciato il Servizio Pubblico, deluso dalle esperienze maturate a Chioggia con la relativa mancanza di vigilanza dell'USR Veneto, ho deciso di avviare una attività autonoma come insegnante e scrittore. Però a novembre si è presentato un incontro inaspettato: AF Sicurezza di Malonno. Il titolare Alfio Fanetti stava selezionando un collaboratore per sviluppare ulteriormente il suo studio di consulenza sulla sicurezza (www.afsicurezza.it), dopo un mese mi ha ricontattato e mi ha comunicato che voleva che fossi io il futuro referente dell'Alta Valcamonica. Sono lusingato di aver superato candidati molto più giovani e di bella presenza. Credo che la mia esperienza decennale come insegnante ma anche come formatore abbia pesato, ma anche la mia storia lavorativa. Avrei dovuto formarmi con 4 settimana ma sono arrivato ai livelli attesi in sole 2 settimane, perchè?
Non è infatti la prima volta che mi occupo di sicurezza e relativi adempimenti. Come socio titolare dell'azienda Florovivaisitica Amare la Terra sono stato io a fare tutti i corsi come imprenditore agricolo inclusi quelli sulla sicurezza nel 2013. In precedenza avevo ottenuto il brevetto per i lavori in fune su alberi (tree climbing) alla Scuola di Monza nel lontano 2007, che mi pare lontanissimo.... soprattutto era 20 kg fa! Oggi non avrei nè il coraggio nè la forma fisica per rimettermi su quella strada. Infatti poi ho conseguito l'abiliazione all'uso delle PLS (piattaforme aeree autocarrate e cingolate). Ho anche ottenuto il patentino per l'utlizzo dei fitofarmaci nel 2014 che poi ho lasciato scadere per la transizione al giorardinaggio naturale. In seno all'associazione Giardinieri Bioetici ci siamo dedicato alla sicurezza in questo settore ed io ho organizzato l'incontro presso i Vivai Aggio per condividere le statistiche di infortunio e le buone pratiche di utilizzo di attrezzature e delle motoseghe, quando ancora non era stato istituito il corso obbligatorio abilitante.
Ma se passo ancora qualche passo indietro mi ritrovo all'infanzia nei cantieri di grandi opere che mio padre, prima minatore ed esperto di esplosivi, dirigeva: Brasile, Ecuador, Libia e poi in giro per l'Italia, come al passo della Cisa. Antonio Panteghini, mio padre, ha dedicato la vita al lavoro. Classe 1934 dopo la guerra e la licenza elementare ha fatto prima il pastore e il contadino di montagna in famiglia, poi a 14 anni col libretto di lavoro muratore e infine minatore nelle Alpi italiane e in Svizzera. Poi i contratti con le grandi aziende di costruzione: i fratelli Lodigiani, l'Impregilo. Caposquadra, Direttore di cava e infine Capo cantiere. 12-13 ore al giorno di lavoro con 3 pacchetti di sigarette, le domeniche per un po' di riposo se non c'erano urgenze. Un piglio duro, nervi saldi, esigente sul lavoro e con una voce capace di far tremare i cuori più saldi: eppure rispettato per la sua competenza, per l'attenzione alla sicurezza delle molte gallerie che ha diretto. Generoso poi nel chiedere contratti e premi per la "sua" squadra che cercava di portarsi nei nuovi cantieri.
Le morti sul lavoro purtroppo sono una tragica realtà ancora presente, lo scorso anno in Italia oltre 1400 nel 2025. Tra questi una storia che mi aveva colpito moltissimo: in un cantiere edile di Sottomarina un ragazzo di 21, arrivato da Vicenza con altri esterni, è morto schiacciato da un pannello metallico di 200 kg usato epr gettare i muri. I soccorsi non lo hanno raggiunto in tempo. Quella storia mi aveva offeso, andando in classe ne avevo dovuto parlare con i miei studenti. La formazione sulla sicurezza è un obbligo di legge, spesso eluso, visto come un costo e spesso troppo teorico. Noi di AF Sicurezza mettiamo invece ogni energia perchè la didattica parta da casi veri, illustrando in particolare la parte normativa relativa al settore di apparteneneza, organizzando corsi anche presso le aziende per venire incontro alle esigenze di tempo e con corsi a richiesta invece che a calendario. Se hai un'attività in Media o Alta Valcamonica non esitare a contattarmi per un incontro in cui valutiamo se possiamo esserti utili. Chiamami sul numero aziendale 375 9729363, oppure al mio numero privato se già ci conosciamo. Buon Cammino, in sicurezza, a tutti.

venerdì 30 gennaio 2026

Incontro pubblico sabato 31 gennaio 2026 dopo l'abbattimento del platano secolare

A seguito dell'abbattimento del platano centenario, unico albero secolare, ad opera di un'azienda incaricata dal Comune di Chioggia avvenuto lunedì 26 gennaio l'associazione Amico Giardiniere invita tutti i concittadini offesi dall'abbattimento del platano secolare ad un incontro pubblico sabato 31 gennaio ore 16 nel piazzale della stazione ferroviaria di CHioggia, a Borgo S.Giovanni per confrontarci su come difendere gli alberi, le acque e la bellezza di Chioggia. Da mesi segnaliamo numerose violazioni del regolamento del verde comunale e una strage di centinaia di alberi, ignorata dall'assessore De Perini e ora difesa a spada tratta dal sindaco. Abbiamo fatto accesso agli atti e vogliamo vederci più chiaro, ma servono persone coraggiose e risorse. Info 328 702 1253

mercoledì 28 gennaio 2026

Ricordo del maestro Cappellini

LOZIO + Sabato 24 Gennaio si è tenuta la commemorazione del Comandante partigiano delle Fiamme Verdi Giacomo Cappellini, insignito della Medaglia la valore militare alla memoria. L’incontro è stato organizzato da Stefano Sandrinelli, del Comitato permanente per la Celebrazione del 25 Aprile, le Associazioni Fiamme Verdi – ANPI – ANEI – Ecomuseo della Resistenza in Mortirolo, in collaborazione con i Comuni di Lozio, Malegno, Losine e Cerveno. Presenti i sindaci di Lozio Natale Gemmi, di Malegno Matteo Furloni. Si commemora il 21 gennaio 1945, a Laveno di Lozio, quando due squadre di militi fascisti, una proveniente da Cividate e l’altra dai monti di Cerveno, hanno sorpreso il comandante Giacomo Cappellini insieme a Carlo Sandrinelli (Camara) a Laveno di Lozio, che dopo essere stati allertati, cercavano di uscire dall’abitato. Durante lo scontro a fuoco Giacomo viene ferito gravemente e catturato. Tradotto prima alla G.N.R. di Breno, poi nel Castello di Brescia morirà fucilato dopo due mesi di torture durante le quali non svelò nulla. Gli è stata assegnata la Medaglia d’Oro alla Memoria. E' stato annunciato l'incontro per la Festa del 25 Aprile 2026, come tutti gli anni, transitando sul sentiero dedicato alla Resistenza, si terrà sui Monti di Cerveno con il concerto dei “LUF”.

Il Sindaco di Lozio Gemmi Natale, Ospite della cerimonia, in rappresentanza anche dei Colleghi Sindaci presenti: “Cappellini è stato un Uomo che ha saputo trasformare il senso del Dovere in scelte di vita, coraggio, testimonianza per le Generazioni future. Ricordare Giacomo Cappellini significa ricordare un tempo difficile caratterizzato dalla violenza, dalla guerra, dalla sopraffazione della dittatura ma, anche il tempo in cui Donne e Uomini hanno sacrificato la propria esistenza. Oggi, a distanza di tanti anni possiamo chiederci – perché siamo ancora qui a commemorare? - Secondo me è importante fermarsi, è importante ricordare, è importante commemorare perché la Memoria non è un esercizio del passato ma è un atto di responsabilità verso il presente e il futuro. La Libertà, la Democrazia, la Pace che oggi godiamo sono il frutto di sacrifici concreti, di scelte coraggiose."

L’Avv. Luigi Milani, ha portato una originale riflessione su quel periodo della guerra di Liberazione: "Giacomo nasce a Cerveno il 24 gennaio 1909 come oggi ma, 117 anni fa. Il 24 marzo 1945 sarà fucilato a Brescia. La guerra presenta ben presto il conto, Giacomo è richiamato alle armi nel marzo del 1943. L’8 settembre l’armistizio lo sorprende a Verona, diserta, sfugge alla cattura e non riassume il servizio scolastico per maturata avversione al fascismo e alla Repubblica Sociale Italiana. E proprio questo sarà il primo degli addebiti del capo di imputazione e della condanna alla fucilazione. Il disastro bellico riapre gli occhi a Giacomo e alla fidanzata e maestra Vittoria, come pure a gran parte della gioventù in precedenza sedotta dalle fanfaluche del regime e cresciuta nel culto dell’obbedienza. Il Maestro Giacomo divenne disertore, resistente e Comandante del Gruppo C8 delle Fiamme Verdi. La Maestra Vittoria divenne sua intima confidente e veicolo delle direttive di Don Carlo Comensoli, di cui quest'anno ricade il cinquantesimo dalla scomparsa, effettivo leader delle Fiamme Verdi camune. Nella loro disubbidienza c’era il germe di quella che sarebbe diventata, o almeno volevano diventasse, la Nuova Italia dove, al patriottismo cinico e xenofobo sarebbe dovuto subentrare un patriottismo nuovo, solidale e pacifico, pacifista; dove il modello statuale dispotico e pervasivo del fascismo sarebbe stato rimpiazzato da un altro modello plurale, democratico, sociale.

venerdì 23 gennaio 2026

Apertivo col "Prof": è iniziato mercoledì al bar City di Breno

Il prof. Francisco Panteghini sarà a disposizione presso il bar City il prossimo mercoledì tra le 17 e le 19 per offrire consigli e consulenze gratuite su come migliorare il profitto scolastico o approfondire certe conoscenze storiche e letterarie. Saranno inoltre disponibili le sue pubblicazioni. Venite con voglia di condividere! Se non mi trovate basta una chiamata al 328 7021253. Potete visitare il suo sito www.storiacorsara.it
Mercoledì scorso il primo Aperitivo col "Prof" ha raccolto una bella tavolata di insegnanti e curiosi. Il prossimo mercoledì si affronterà l'impegnativo tema della violenza giovanile. E' intervenuto anche Il presidente della società storica antropologica della Valcamonica, dott. Ivan Faiferri, a presenta l'iniziativa che si è tenuta a Ponte di Legno sulla ricostruzione urbanistica dopo i bombardamenti della Prima Guerra Mondiale.

giovedì 22 gennaio 2026

Aggredirono un barista di Bienno: tre identificati e denunciati

Bienno – E' tornato al lavoro il barista cinquantenne aggredito il 2 gennaio scorso a Bienno da tre uomini. I Carabinieri della Compagnia di Breno li hanno identificati e denunciati d'ufficio per l'aggressione e le lesioni. Si tratta di cittadini stranieri, residenti nella zona di Breno, alcuni già noti alle forze dell'ordine per minacce e atteggiamenti violenti. La dinamica pare ormai essere accertata: un minore di 14 anni avrebbe preteso da bere un alcolico, il barista si sarebbe rifiutato, il giovane avrebbe protestato arrivando a sputare addosso al biennese che lo ha spinto fuori dal locale energicamente.

Dopo alcune ore sono entrati nel locale tre maggiorenni, di età compresa tra i 31 e i 34 anni, albanesi, e hanno aggredito il barista con calci e pugni per poi dileguarsi nella notte. Sul posto è arrivato il personale del 118. I medici del pronto soccorso hanno dato 30 giorni di prognosi all'aggredito per le lesioni al volto ed alla testa. Subito sono partite le indagini dei Carabinieri che, in poco più di una settimana, sono riusciti a identificare gli aggressori, che risultato avere già precedenti penali e familiari del minore.

Anche l'estate scorsa i Carabinieri erano dovuti intervenire per identificare e quietare alcune liti, spesso degenerate in risse, che avevano coinvolto due compagnie di giovani di Bienno e Breno. Le due bande risultarono composte sia da italiani che da stranieri, con persone, sia minorenni che giovani e adulti. E' importante vigilare tutti e denunciare prontamente questi fenomeni affinchè non si ripresentino.

venerdì 16 gennaio 2026

A Bienno funzione commemorativa per il partigiano Fiamma Verde Luigi Ercoli

Bienno - Giovedì 15 gennaio si è svolta la sacra funzione annuale a ricordo di Luigi Ercoli, il partigiano organizzatore delle Fiamme Verdi camune, nell’anniversario della morte, avvenuta nel 1945 nel campo di concentramento di Melk, collegato a Mauthausen. Presenti il presidente della sezione Fiamme Verdi di Bienno Luigi Mastaglia e i rappresentanti di Anpi, Anei e Ana. Ha celebrato il cappellano delle Fiamme Verdi monsignor Tino Clementi, assistito da don Claudo Laffranchini, direttore dell'Eremo di Bienno. Ha celebrato il cappellano L'avvocata Gabriella Ercoli ha letto, pronipote del partigiano, ha condiviso un breve ricordo e la sorella Chiara ha letto la Preghiera del Ribelle di Teresio Olivelli.

"Un grazie particolare a chi da sempre ricorda e fa memoria della Resistenza e con essa di Luigi e dei ribelli per amore (come li ha denominati il beato Teresio Olivelli. Erano giovani, pieni di progetti per il futuro, erano di estrazione sociale diversa ed hanno messo a disposizione la loro gioventù, le loro conoscenze, le loro vite perché l’Italia fosse libera! Vi trasmetto cosa è per me, pro nipote di un RIBELLE PER AMORE, la Resistenza. Per me lo zio Luigi da sempre è stato modello di vita ed esempio. Anche se irraggiungibile… La nostra Italia libera e democratica e la nostra Costituzione sono nate dal loro sacrificio." Cresciuto nell’Azione Cattolica di Bienno, Ercoli fu attivo nel favorire l’espatrio in Svizzera di ebrei ed ex prigionieri alleati, poi venne associato alla direzione della Divisione Tito Speri delle Fiamme Verdi di Brescia. Venne infine arrestato e sottoposto nelle carceri bresciane a feroci torture del capitano Erich Priebke, ma non svelerà nulla che potesse danneggiare i suoi compagni.

“Dio, patria e famiglia – scriveva Luigi Ercoli – devono essere accompagnate da fede, libertà e pace, sei cose che noi vogliamo ed avremo: costi quello che costi!”. A Bienno gli è stata intitolata una delle principali vie del paese e una targa in suo onore è posta sul muro della casa di famiglia. Nel settembre 2019 è stata inaugurata un’opera di Edoardo Nonelli posta sulla torretta dell’Oratorio che Luigi Ercoli aveva progettato e realizzato. Presenti alla funzione una sessantina di biennesi, i consiglieri Lara Fanti e Massimo Maugeri, assente l'attuale sindaco.

Articolo scritto dal prof. Francisco Panteghini, tutti i diritti riservati, www.storiacorsara.it.
Si ringrazia la famiglia Ercoli e il presidente Mastaglia per la gentile collaborazione.

La Preghiera del Ribelle

di Teresio Olivelli e Carlo Bianchi

Signore, che fra gli uomini drizzasti la Tua Croce segno di contraddizione, che predicasti e soffristi la rivolta dello spirito contro le perfidie e gli interessi dominanti, la sordità inerte della massa, a noi, oppressi da un giogo numeroso e crudele che in noi e prima di noi ha calpestato Te fonte di libera vita, dà la forza della ribellione.

Dio che sei Verità e Libertà, facci liberi e intensi: alita nel nostro proposito, tendi la nostra volontà, moltiplica le nostre forze, vestici della Tua armatura.

Noi ti preghiamo, Signore.

Tu che fosti respinto, vituperato, tradito, perseguitato, crocifisso, nell'ora delle tenebre ci sostenti la Tua vittoria: sii nell'indigenza viatico, nel pericolo sostegno, conforto nell'amarezza.

Quanto piú s'addensa e incupisce l'avversario, facci limpidi e diritti.

Nella tortura serra le nostre labbra. Spezzaci, non lasciarci piegare.

Se cadremo fa' che il nostro sangue si unisca al Tuo innocente e a quello dei nostri Morti a crescere al mondo giustizia e carità. Tu che dicesti: ``Io sono la resurrezione e la vita'' rendi nel dolore all'Italia una vita generosa e severa.

Liberaci dalla tentazione degli affetti: veglia Tu sulle nostre famiglie.

Sui monti ventosi e nelle catacombe della città, dal fondo delle prigioni, noi Ti preghiamo: sia in noi la pace che Tu solo sai dare.

Signore della pace e degli eserciti, Signore che porti la spada e la gioia, ascolta la preghiera di noi ribelli per amore.

sabato 10 gennaio 2026

Disagi nei trasporti per gli abitanti della val Grigna

Valgrigna + Da quasi 2 mesi via Alessandro Manzoni, l'arteria principale che congiunge il comune di Berzo Inferiore a quello di Esine, é oggetto di importanti lavori per la posa dei tubi fognario di cemento, per la messa in sicurezza del Vaso Re, di oltre 600 mila euro. Purtroppo il cantiere si sta prolungando ben oltre la data termine della consegna lavori, prevista per novembre 2025, e in questo momento sta interessando il delicato snodo tra la via Manzoni e la variante esterna a Berzo verso la zona artigianale, portando ritardi al traffico da Bienno e Berzo verso il fondovalle e viceversa. Le code al semaforo intermittente sono continue e allungano i tempi di percorrenza in direzione nord-sud di 5/10 minuti. Particolarmente penalizzato è il traffico pesante legato alle aziende come le vicine Trafilix e Scalvinoni Legnami e a tutte le altre dei comuni di Berzo e Bienno che dipendono completamente dai trasporti su gomma.
Le proteste sono state contenute, però ci si chiede se non fosse possibile dividere diversamente i lotti di cantiere in modo da liberare la rotatoria in un senso o nell'altro verso il centro di verso o verso la zona industriale, invece di bloccarla con un semaforo a senso unico alternato. Doppiamente sfavoriti da ritardi e lungaggini nei lavori stradali sono gli abitanti del Borgo di Prestine e della zona industriale adiacente che da mesi devono sopportare sia gli effetti della frana, verificatosi alla fine dell'estate, che il rischio di ulteriori cedimenti. Infatti sono stati messi in opera dei cubi di cemento di protezione che hanno ridotto ad una sola corsia, nella prossimità dell'abitato di Prestine, la strada provinciale.
La medesima Provinciale è stata oggetto di un contenzioso tra il comune di Bienno e la provincia per la pulizia della vegetazione. Infatti per oltre un anno la pulizia del verde a bordo strada era stata completamente abbandonata, permettendo la crescita di vigorosi arbusti di budleia in fiore ed erbacee a grande sviluppo, creando ingombro per i pedoni ed un certo malcontento tra i prestinesi. In quell'occasione la lista civica Viviamo i Borghi si era offerta di organizzare una squadra operativa per provvedere alla rimozione della vegetazione spontanea, iniziative subito frenate dal sindaco Ottavio Bettoni, che sollecitò con successo gli enti competenti. Speriamo che il primo cittadino di Bienno possa, ancora una volta, intervenire, vista la sintonia politica di cui gode, tanto da sbandierarla anche nell'ultimo consiglio comunale, per accelerare i lavori di messa in sicurezza della Provinciale tra Bienno e Prestine.

giovedì 8 gennaio 2026

Avatar fuoco e cenere: cultura a difesa della Natura?

Avatar è tornato ancora nelle sale con la terza pellicola "fuoco e cenere". Torniamo nella galassia di Pandora, dove gli umani arrivano con aziende private ipertecnologiche a rubare le preziose risorse del pianeta coperto da Natura Vergine ma aliena. Il nome del pianeta è già un programma: nel mito greco si chiamava Pandora la donna che per curiosità liberò dal fatidico vaso le peggiori catastrofi contro l'umanità, spargendo poi la speranza che cessassero. La bella trovata del primo Avatar era quella di presentare gli umani e la loro sete di guadagno come qualcosa di innaturale e propriamente alieno a quel mondo, che invece premiava le specie animali e senzienti capaci di fondersi con la natura e di coltivare rapporti sinceri, anche se non sempre Pacifici, tra i propri componenti. I Na'vi, popoli nativi, sono una stirpe guerriera che deve sopravvivere a mille insidie di una natura che ricorda quella della Terra ai tempi dei dinosauri: pericoli ad ogni piè sospinto che vanno conosciuti e superati con audacia, con forza ma soprattutto con una profonda connessione alla natura del luogo e ai vari animali. Infatti nella loro crescita i nativi imparano a collegare in una rete neurale con la propria persona diverse cavalcature, piante e i luoghi sacri al pianeta-divinità Pandora.
Per inventare questo film gli sceneggiatori hanno saccheggiato mitologie, antropologia e storia con una vena di critica al modello ipercapitalistico americano, basato sul dominio delle corporation e sul profitto ad ogni costo. Questo terzo episodio comincia a risentire un po' della tipica stanchezza dei sequel nati per cavalcare il successo del botteghino e non per una profonda struttura trinitaria, come potrebbe essere stato nella trilogia originaria del Signore degli Anelli per fare un paragone veramente ben riuscito. Ho visto il film in lingua originale inglese, con sottotitoli in francese, perché ero in ferie a Parigi. Questo mi ha dato un'interessante opportunità: da un lato c'era l'inglese semplice e anche ripetitivo, dall'altra i sottotitoli in francese con la traduzione direi culturale dei concetti espressi dai personaggi e chissà quale sarà stata poi la traduzione in lingua italiana. Gli scenari fantastici creati per questa nuova avventura sono sicuramente meravigliosi e sanno stupire, anche se la trama è piena di aspetti prevedibili e di richiami ad altri film. Il tema centrale è ancora una volta il ritorno degli avidi e crudeli terrestri che questa volta riescono grazie al colonnello Quaritch, imprigionato in un avatar Na'vi, a portare dalla propria parte alcuni nativi e, pur disprezzandoli, riescono a usarli come guide esperte per travolgere i difensori di Pandora. Questa volta il ruolo dei personaggi femminili è cruciale: il triangolo tra la madre guerriera Neytiri, la seduttrice sciamana spietata Varang e la sensitiva che cederà all'ira funesta di chiamare e guidare le forze di natura del pianeta all'uccisione di tutti i terrestri invasori.
Questa "lotta per salvare il pianeta" sicuramente invita ad immedesimarsi gli ambientalisti che ritengono che la civiltà occidentale abbia varcato soglie che sarebbe stato meglio non traversare. Ciò che ne risulta come inevitabile conseguenza sembra essere una guerra fratricida sanguinosa. Chi oggi vuole salvare la natura (che ha tutta la mia stima) deve prima di tutto immergersi nella Natura e ammettere che non c'è furore o vendetta in essa, ma una saggia e continua necessità. Sicuramente c'è bisogno di dare ali e corpo a una nuova identità dei terrestri che però dovrà, necessariamente, immergersi nella natura e nei suoi cicli per trovare ispirazione su come invertire la rotta dell'autodistruzione della razza umana. Ne nascerà, sta già nascendo ora, una nuova cultura umana che semplicemente si adatterà più velocemente ai nuovi scenari e imparerà a collaborare con altri umani affratellati per lasciare nel loro brodo coloro che ancora affogano in una visione egoistica e distruttiva, basata sul potere anche quello di piegare alla propria volontà un intero popolo. Magari rapendone i rappresentanti legittimi e facendo uso di grandi arsenali militari per dimostrare la propria superiorità. Sicuramente sarà una umanità capace di lottare ma che ripudia la guerra come sistema, perché nella guerra tutti perdono: la spirale di odio e distruzione provoca risentimenti e vendette continue e la prima vittima di una qualsiasi guerra moderna è proprio la natura.
Nell'ennesimo momento disperato del film Avatar fuoco e cenere, l'indecisa sensitiva nativa Kiri varca i propri limiti ed ha una visione in cui vede il volto di una gigantesca donna, che ricorda molto un'impassibile Vergine Maria con poco della nativa genetica del pianeta. La invoca come "madre guerriera", scatenando gli animali di Pandora contro gli invasori terrestri. Io credo che chi ama la natura e la osserva, con passione e partercipazione, la perfezione dei cicli naturali possa farsi beffe di questa visione perché non c'è alcuna guerra nella natura, non come l'hanno inventata poi gli esseri umani circa 6000 anni fa. Certo ci sono predatori e ci sono scontri e ci sono morti che però vengono divorati e vengono usati per il ciclo della vita in cui la morte ha uno spazio. Non c'è un'industria della morte e non c'è una sete di possesso senza limite che inventa moltiplicatori, le macchine, delle proprie forze per assurgere al rango di semidei.