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mercoledì 22 aprile 2026
Festa della Liberazione e ricordo di don Carlo Comensoli a Cividate sabato scorso
SABATO 18 APRILE 2026 a Cividate Camuno si è svolto il ritrovo in Piazza Fiamme Verdi, dove è stato posato un omaggio floreale sulla scultura in
memoria delle Fiamme Verdi e di Don Carlo Comensoli. Gli Studenti dell’Istituto Comprensivo Giovanni Bonafini di Cividate Camuno della Sec. di I grado e da 5 A – 5
B di Primaria, con mano sul cuore, guidati dalla prof.ssa Andreoli Sabrina, hanno cantato l’INNO D’ITALIA. Successivamente, durante la
cerimonia, hanno presentato il frutto delle loro ricerche ed i loro lavori fatti in classe con le Insegnanti,
coordinate dalle prof.sse Manuela Sanzogni e Cristina Chiudinelli con la collaborazione della Commissione
Scuola e Cultura “Ermes Gatti” di Vallecamonica.
Ha fatto seguito il saluto del Sindaco Alessandro Francesetti e del Sindaco dei Ragazzi Anna Troletti
Il discorso ufficiale è stato tenuto dal Presidente della Federazione Nazionale Volontari della Libertà
Roberto Tagliani.
A seguire si è formato il corteo con prima tappa al monumento ai Caduti con Alza bandiera e posa di una
Corona d’alloro. Ripresa della sfilata, verso la Chiesa Parrocchiale dove è stata celebrata la S. Messa di suffragio, dal
Cappellano delle Fiamme Verdi Mons. Tino Clementi, condecorata dal Coro “Rupe di Santo Stefano”.
Ha allietato la giornata la Banda Musicale “Angelo Canossi” di Malegno. Ha prestato servizio la “Protezione Civile di Cividate Camuno”.
Introduce Lino Zanoletti: "La festa della Liberazione, dal nazifascismo, segna l’inizio del cammino della nuova Italia Democratica, non
vogliamo dimenticare le lapidi, i monumenti, i cippi, le stazioni di un’infinita via crucis laica che segnano le
strade, le piazze, come promemoria e monito per la violenza del nazifascismo e testimoniano quanto alti
siano stati, in termini di sacrifici umani, i costi per recuperare una vita dignitosa per tutti. Furono gli operai
nella primavera del 1943 a Torino, a Milano, i militari che come a Cefalonia e Corfù si ribellarono ai
tedeschi, i giovani prima renitenti e poi partigiani che rifiutarono il richiamo della repubblica sociale
italiana di Salò, poi le Donne combattenti e Staffette, come la nostra Salva Gelfi e i partigiani, i civili, i
militari che finirono, non come prigionieri di guerra ma come schiavi, nei lager e nelle fabbriche dei nazisti; i
contadini che aiutarono gli sbandati, i renitenti, i partigiani, i sacerdoti che cercarono di difendere, pagando
spesso con la loro vita, le popolazioni martoriate da violenze e brutalità. Siamo qui di fronte al busto di Don
Carlo Comensoli e al monumento che ricorda le Fiamme Verdi, nel 50° della sua morte infatti, Don Carlo ci
lasciò il 4 marzo 1976. Fu soldato nella prima guerra mondiale, prese parte alla Resistenza fondando e
guidando spiritualmente le formazioni partigiane, ospitò il Comando delle Fiamme Verdi nella Canonica,
fino al suo arresto e carcerazione. In carcere subiva maltrattamenti e torture perché rivelasse nomi e
strutture dell’Organizzazione, le sofferenze subite non piegarono il suo animo indomito e sorretto dalla
Fede riuscì a sopportare le sevizie e a non parlare. Luminoso esempio di fervente cristiano, dotato di spirito
di sacrificio e di grande amore per il prossimo. Fu il primo Sindaco di Cividate Camuno.
Alessandro Francesetti – Sindaco di Cividate Camuno: Oggi ci ritroviamo qui, in anticipo rispetto al 25
Aprile per celebrare la festa della liberazione, la giornata in cui l’Italia, ha ritrovato la propria libertà, la
propria unità e la Dignità di nazione.
Siamo qui insieme per rendere omaggio a una Figura che ha segnato profondamente la storia morale e
civile del nostro territorio Don Carlo Comensoli nel 50° anniversario della sua scomparsa. Saluto con
particolare riconoscenza il Presidente della Federazione Italiana Volontari della Libertà Roberto Tagliani che
con la sua presenza onora questa commemorazione. Un saluto sentito al nipote di Don Carlo, Paolo Franco
Comensoli qui con noi a testimoniare una memoria che è insieme familiare e collettiva. Rivolgo inoltre, un
caloroso ringraziamento allo speaker Lino Zanoletti, ai colleghi Sindaci dei Comuni vicini, ai rappresentanti
delle Istituzioni, delle Forze dell’Ordine e delle Associazioni, alla Banda Musicale di Malegno e alla
Protezione civile e, un saluto speciale ai Ragazzi delle scuole, la Vostra presenza da significato e futuro a
questa giornata.
Il 25 Aprile, rappresenta una tappa fondamentale della nostra storia, il ritorno alla Libertà e la scelta di
costruire un paese fondato sulla Democrazia, sul rispetto delle Istituzioni e sulla centralità della persona.
Ricordarlo oggi significa farlo con rispetto e senso di responsabilità, riconoscendo il sacrificio di quanti
contribuirono alla fine della guerra e alla rinascita dell’Italia. In un tempo difficile. Don Carlo Comensoli,
seppe essere guida concreta per la sua comunità, accogliendo nella canonica di Cividate Camuno, le
Fiamme Verdi della Divisione Tito Speri. Trasformando un luogo di fede in uno spazio di protezione e di
accoglienza.
Una scelta coraggiosa, nata da Valori profondi, di senso del dovere, di solidarietà e per la difesa della
dignità umana. Il suo esempio ci ricorda che la Libertà non è mai qualcosa di astratto ma vive nelle scelte
quotidiane delle persone, nella capacità di fare la propria parte anche nei momenti più difficili. La memoria
di quegli anni deve restare un patrimonio comune capace di unire e non di dividere rafforzando sempre il
nostro senso di appartenenza alla nostra comunità e alla nostra nazione.
Oggi più che mai abbiamo bisogno di scoprire ciò che ci unisce: il senso civico,
l’amore per la propria terra e l’impegno quotidiano per i bene comune. Ai giovani voglio dire: custodite
questa memoria con spirito libero e critico. Non consideratela qualcosa di lontano ma una radice da cui
trarre forza per coltivare il vostro futuro. La libertà che oggi viviamo è frutto di scelte coraggiose, sta a voi
renderla viva ogni giorno con impegno e rispetto.
Grazie a Luigi Mastaglia per le immagini e le trascrizioni dei discorsi, che seguiranno in un ulteriore articolo
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