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giovedì 8 gennaio 2026

Avatar fuoco e cenere: cultura a difesa della Natura?

Avatar è tornato ancora nelle sale con la terza pellicola "fuoco e cenere". Torniamo nella galassia di Pandora, dove gli umani arrivano con aziende private ipertecnologiche a rubare le preziose risorse del pianeta coperto da Natura Vergine ma aliena. Il nome del pianeta è già un programma: nel mito greco si chiamava Pandora la donna che per curiosità liberò dal fatidico vaso le peggiori catastrofi contro l'umanità, spargendo poi la speranza che cessassero. La bella trovata del primo Avatar era quella di presentare gli umani e la loro sete di guadagno come qualcosa di innaturale e propriamente alieno a quel mondo, che invece premiava le specie animali e senzienti capaci di fondersi con la natura e di coltivare rapporti sinceri, anche se non sempre Pacifici, tra i propri componenti. I Na'vi, popoli nativi, sono una stirpe guerriera che deve sopravvivere a mille insidie di una natura che ricorda quella della Terra ai tempi dei dinosauri: pericoli ad ogni piè sospinto che vanno conosciuti e superati con audacia, con forza ma soprattutto con una profonda connessione alla natura del luogo e ai vari animali. Infatti nella loro crescita i nativi imparano a collegare in una rete neurale con la propria persona diverse cavalcature, piante e i luoghi sacri al pianeta-divinità Pandora.
Per inventare questo film gli sceneggiatori hanno saccheggiato mitologie, antropologia e storia con una vena di critica al modello ipercapitalistico americano, basato sul dominio delle corporation e sul profitto ad ogni costo. Questo terzo episodio comincia a risentire un po' della tipica stanchezza dei sequel nati per cavalcare il successo del botteghino e non per una profonda struttura trinitaria, come potrebbe essere stato nella trilogia originaria del Signore degli Anelli per fare un paragone veramente ben riuscito. Ho visto il film in lingua originale inglese, con sottotitoli in francese, perché ero in ferie a Parigi. Questo mi ha dato un'interessante opportunità: da un lato c'era l'inglese semplice e anche ripetitivo, dall'altra i sottotitoli in francese con la traduzione direi culturale dei concetti espressi dai personaggi e chissà quale sarà stata poi la traduzione in lingua italiana. Gli scenari fantastici creati per questa nuova avventura sono sicuramente meravigliosi e sanno stupire, anche se la trama è piena di aspetti prevedibili e di richiami ad altri film. Il tema centrale è ancora una volta il ritorno degli avidi e crudeli terrestri che questa volta riescono grazie al colonnello Quaritch, imprigionato in un avatar Na'vi, a portare dalla propria parte alcuni nativi e, pur disprezzandoli, riescono a usarli come guide esperte per travolgere i difensori di Pandora. Questa volta il ruolo dei personaggi femminili è cruciale: il triangolo tra la madre guerriera Neytiri, la seduttrice sciamana spietata Varang e la sensitiva che cederà all'ira funesta di chiamare e guidare le forze di natura del pianeta all'uccisione di tutti i terrestri invasori.
Questa "lotta per salvare il pianeta" sicuramente invita ad immedesimarsi gli ambientalisti che ritengono che la civiltà occidentale abbia varcato soglie che sarebbe stato meglio non traversare. Ciò che ne risulta come inevitabile conseguenza sembra essere una guerra fratricida sanguinosa. Chi oggi vuole salvare la natura (che ha tutta la mia stima) deve prima di tutto immergersi nella Natura e ammettere che non c'è furore o vendetta in essa, ma una saggia e continua necessità. Sicuramente c'è bisogno di dare ali e corpo a una nuova identità dei terrestri che però dovrà, necessariamente, immergersi nella natura e nei suoi cicli per trovare ispirazione su come invertire la rotta dell'autodistruzione della razza umana. Ne nascerà, sta già nascendo ora, una nuova cultura umana che semplicemente si adatterà più velocemente ai nuovi scenari e imparerà a collaborare con altri umani affratellati per lasciare nel loro brodo coloro che ancora affogano in una visione egoistica e distruttiva, basata sul potere anche quello di piegare alla propria volontà un intero popolo. Magari rapendone i rappresentanti legittimi e facendo uso di grandi arsenali militari per dimostrare la propria superiorità. Sicuramente sarà una umanità capace di lottare ma che ripudia la guerra come sistema, perché nella guerra tutti perdono: la spirale di odio e distruzione provoca risentimenti e vendette continue e la prima vittima di una qualsiasi guerra moderna è proprio la natura.
Nell'ennesimo momento disperato del film Avatar fuoco e cenere, l'indecisa sensitiva nativa Kiri varca i propri limiti ed ha una visione in cui vede il volto di una gigantesca donna, che ricorda molto un'impassibile Vergine Maria con poco della nativa genetica del pianeta. La invoca come "madre guerriera", scatenando gli animali di Pandora contro gli invasori terrestri. Io credo che chi ama la natura e la osserva, con passione e partercipazione, la perfezione dei cicli naturali possa farsi beffe di questa visione perché non c'è alcuna guerra nella natura, non come l'hanno inventata poi gli esseri umani circa 6000 anni fa. Certo ci sono predatori e ci sono scontri e ci sono morti che però vengono divorati e vengono usati per il ciclo della vita in cui la morte ha uno spazio. Non c'è un'industria della morte e non c'è una sete di possesso senza limite che inventa moltiplicatori, le macchine, delle proprie forze per assurgere al rango di semidei.

sabato 13 dicembre 2025

Domani a Boario le esequie del piccolo Tommaso

Domani, domenica 14 dicembre si terranno i funerali del piccolo Tommaso, trapassato a 22 mesi ( leggi l'articolo di Bresciaoggi).

Alle 14.30 alla Madonna della Neve di Boario si celebreranno le esequie. Sarà un'occasione per mostrare concreta vicinanza, nelle comune Fede, alla straziata famiglia.

venerdì 10 ottobre 2025

Cevo e Saviore in festa “Sotto il Castagno”

Cevo – Qualcosa di nuovo arriverà “Sotto il Castagno” nello Spazio feste del Comune di Cevo sabato e domenica prossimi: oltre alla castagnata con vin brulè di sabato e domenica alle 15 (che si ripeterà anche il 19 e il 26 Ottobre), si terrà un mercato contadino con aziende locali, laboratori di educazione naturalistica, cena con prodotti locali e concerti. Sabato sera arriverà da Brescia il quartetto folk, tutto al femminile, Le Cantore che raccolgono e tramandano canti locali e della Resistenza. Tra i promotori un ruolo propulsivo l'hanno avuto alcune realtà collegate al Biodistretto della Valcamonica come l'azienda agricola Shanty Maè.

Domenica mattina per gli amanti del trekking ritrovo alla Chiesetta di San Sisto per scoprire insieme il sentiero Etrusco-Celtico, prenotazione necessaria al 345 4690666. L'iniziativa è stata ideata da un gruppo informale di agricoltori e imprenditori accolti presso la Casa del Parco Adamello che ha cercato di analizzare le criticità della zona (in particolare viabilità, pulizia sentieri, agricoltura di montagna). I produttori locali sono perplessi dall'uso dei loro prodotti come segno di riconoscimento del territorio che poi non si traduce in un sostegno attivo alle aziende agricole di montagna e nel riconoscimento del loro ruolo nella tutela del delicato paesaggio alpino.

Sabato alle 16.00 ci saranno attività per i bambini col Montagna 2000 Junior Lab e Domenica dopo il pranzo intrattenimento per i più piccoli e musica. “Sotto il Castagno: agricoltura di montagna, cibo e territorio in Valsaviore” è stata accolta e supportata dai Comuni di Cevo e Saviore dell'Adamello, dalla Promo Cevo, dalla Proloco Valsaviore, dal Biodistretto di Valcamonica, dal Gruppo Agricoltura e Ambiente di Valsaviore e dal gruppo Alpini. Si potrà cenare Sabato 11 e pranzare Domenica 12 allo Spazio Feste di Cevo, informazioni sul menù e prenotazioni al 347 6494907.

FP

martedì 27 maggio 2025

Dati sul calo demografico nelle scuole primarie e di primo grado a Chioggia

Da cittadino, genitore e insegnante da anni seguo l'evoluzione della nostra comunità attraverso le generazioni che si susseguono. Lo scorso anno scolastico sono stato rappresentante di una lista di genitori che volevano garanzie nel processo di riduzione degli Istituti Comprensivi ma la giunta comunale e molti dirigenti si sono schierati compatti con l'Ufficio Scolastico Regionale per portare ad una drastica riduzione dei comprensivi cittadini che si è già tramutata in una riduzione di servizi e posti di lavoro. L'argomento principe è stato il calo demografico della popolazione in età scolare, che discende in maniera diretta con l'espulsione delle giovani coppie dalla città di Chioggia dovuta ai costi delle case e alla scarsità di opportunità di lavoro qualificato che fanno guardare altrove i nostri giovani. Queste dinamiche sociali ed economiche possono e devono essere affrontate e trasformate per il bene della comunità chioggiotta. Come si può anche solo pensare di fare Chioggia senza i Chioggiotti?

NOTA BENE: i dati presentati sono tratti da fonti pubbliche dell'Ufficio scolastico regionale, della Città metropolitana di Venezia e altri enti. Ma l'elaborazione e la presente pubblicazione e commento sono proprietà intellettuale del prof. Francisco Panteghini. L'utilizzo non commerciale è gratuito ma con obbligo di citare l'autore. Se vuoi richiedere i dati statistici completi scrivi a storiacorsara@gmail.com

Vediamo i dati sull'evoluzione demografica dei nostri studenti delle scuole primarie (= scuole elementari):

Sintetizzando i dati del Comune di Chioggia notiamo che c'è una dimunuzione costante degli allievi delle nostre scuole primarie: nel 2021/22 erano 1493 e sono scesi costantemente di anno in anno fino ai 1419 del 2024/25, quindi ci sono 74 bimbi in meno. Le classi sono l'unità di misura per definire i posti di lavoro in termini di insegnanti e altro personale. A Chioggia sono passate da 80 a 78. Non c'è stato ancora un tracollo ma piuttosto una costante diminuzione, riuscire a mantenere le classi richiede molto impegno e abilità da parte della dirigente. In questa partita giocano una parte importante le certificazioni di disabilità, dislessia e discalculia (DSA) o in misura minore bisogni educativi speciali (Bes). Di certo il calo demografico visto con le statistiche sembra costante ma relativamente piccolo. Ma se pensate che 74 studenti in meno nelle scuole medie sono dalle 3 alle 4 classi in meno con relativi insegnanti e personale.

Purtroppo nei dati pubblicati dall'Ufficio scolastico regionale e dalla Città metropolitana mancano i dati delle iscrizioni per classe, e mancano anche le istituzioni private del territorio. Probabilmente questi dati li ha il Comune di Chioggia che non mi risulta pubblichi questi dati on line. La loro acquisizione e attento studio ci permetterebbe di fare una predizione molto accurata del futuro, in particolare del numero di studenti che arriveranno a iscriversi nelle scuole superiori. Questi studi che sto pubblicando sono nati da questa esigenza speicifica in quanto insegno all'istituto Cestari Righi e rischio di entrare in ruolo... per poi non trovare la cattedra di Storia e Italiano! Infatti ogni 3 classi perse salta una cattedra di Italiano, quasi una di matematica e fisica ecc. ecc. Credo che questi dati dovrebbero essere resi pubblici, come fa egregiamente la Città metropolitana di Venezia, però in maggior quantità e dettaglio, sia classe per classe che per uno periodo di tempo maggiore. Ho potuto reperire dati solo fino al 2018/19 e non sono ancora pubblicati i dati del prossimo anno, che sono già noti agli uffici dalla preiscrizioni.

Vediamo ora i dati degli stessi anni della scuole primarie di primo grado (=scuole medie):

Nelle nostre scuole medie siamo passati da 1107 studenti nel 2021-22 a 1019 nel 2024-25. Qui la diminuzione profgressiva inizia ad apprezzarsi maggiormente e l'accorpamento dei comprensivi ha leggermente attutito la dimunuzione, per ora, delle classi che però ha iniziato a preoccupare seriamente il personale scolastico, docenti in testa. Se portiamo questi dati alle iscrizioni del primo anno delle superiori si comincia a poter calcolare quante classi perderemo nelle nostre scuole, innescando una lotta al coltello per guadagnare i pochi iscritti. Sulle proposte per evitare un tale aspro scenario rimando al mio articolo dedicato alle scuole superiori (clicca). Alla scuola media ex Pellico quest'anno gli studenti delle 2 seconde (ben 51) sono stati divisi in 3 classi, separando, finalmente, l'indirizzo musicale dagli altri, cosa che avrebbe potuto fare anche la dirigente precedente con gli stessi numeri.

Questo è un episodio che fa capire che ci sia una certa discrezionalità nel creare gli organici che può essere usata dai singoli dirigenti e approvata dall'Usr. I sindacati lo scorso anno hanno fatto alcune proteste di maniera ma non si è provveduto ad una forte mobilitazione degli iscritti che hanno finora accettato senza grosse proteste la logica dominante aziendalita per cui la scuola è solo un servizio che deve commisurarsi alla "clientela". Su questo punto io, e il sindacato che ho scelto (FISI, vedi il sito se sei curioso) dal 2021, abbiamo idee diverse da quelli confederali perchè riteniamo che sia un diritto costituzionale, come la libertà di insegnamento, quindi non si possono vendere i diritti, anzi si potrebbe usare la riorganizzazione per alzare la qualità dell'offerta, ridurre il rapporto numerico studenti /docenti e molto altro. Si può e si deve inventare un futuro migliore.

Come ho scritto sopra i genitori della scuola Pellico che avevano scelto la settimana di 6 giorni sono stati costretti a uniformarsi alla settimana di 5 giorni, che certo permette di ridurre i costi del personale e del riscaldamento, ma per esigenze familiare. Ad esempio io lavoro il sabato mattina purtroppo, anche se come insegnante e vedovo con figlio a carico ho chiesto di averlo come giorno libero per stare con mio figlio. Questi sono sintomi di una riduzione dei servizi alle famiglie. Ma se riduciamo l'educazione pubblica ad un prodotto di tipo aziendale, io credo che ci discostiamo dallo Spirito e dalla Missione del Servizio Pubblico come è stato rifondato con la Costituzione repubblicana e come si è riformato negli anni Sessanta e Settanta. Certamente l'Istituto comprensivo 1 di Chioggia centro era da anni destinato ad essere sacrificato, infatti è stato dato in reggenza a dirigenti in servizio in altre scuole e questo ha inevitabilmente indebolito l'isituto. Se l'Italia declina io credo che sia innanzitutto per atteggiamenti di questo genere, non vogliamo guardare in faccia la realtà dei fatti e questo ci impedisce di agire in modo efficace a tutti i livelli.

Il centro storico di Venezia presenta situazioni comparabili o peggiori della nostra città di Chioggia ma non ha subito riduzioni altrettando draconiane, e questo ci deve far riflettere sulla debolezza della politica cittadina rispetto a decisioni prese nella, tuttora, Dominante. Rinunciare alle proprie scuole significa condannare la comunità, bisognerebbe piuttosto cercare di inveritre le dinamiche demografiche che sono fluide e non assolute. Perchè da noi la popolazione cala? Perchè giovani coppie fuggono con i figli a Conche e oltre? Il mercato immobiliare è gonfiato dalla speculazione e dal successo turistico della nostra "destinazione", progetti di edilizia convenziata mancano, servizi sempre minori, tasse dei rifiuti sempre in aumento ecc. Speriamo che la prossima amministrazione comunale affronti seriamente questi temi chiave, dato che questa ormai ha chiarito le sue priorità e le sue capacità. Credo che sia stato significativo che l'Assessore all'istruzione Tiozzo Brasiola, forse anche per questo motivo, abbia perso il posto perchè la sua riduzione da 5 a 3, invece di quella possibile da 5 a 4, ha creato un diffuso malcontento che però non è riuscito a trovare stare costruttive per manifestarsi, almeno finora.

Questo contributo allo studio e dibattito sulla scuola a Chioggia proseguirà in settimana con contributi su altri aspetti cruciali come il ruolo delle dirigenti (femminile d'obbligo visto la loro schiacciante maggioranza) e gli spazi a disposizione e il loro futuro riutilizzo e riqualificazione.

domenica 25 maggio 2025

Studio sulle dinamiche demografiche e sulle scelte degli studenti chioggiotti di 14-19 anni

Introduzione

Chioggia ha subito lo scorso anno, quasi senza reagire, la riduzione da 5 a 3 istituti comprensivi, e anche alcune scuole superiori si presentano in gravi difficoltà. Il calo degli iscritti sembra collegato al calo demografico, fenomeno complesso che va studiato con attenzione e che una classe politica seria e preparata potrebbe cercare di governare, invece di che subirlo passivamente. Un panorama desolante ed in costante declino sembra affacciarsi quindi nelle nostre scuole superiori, ma se si studiano i dati si nota che il fenomeno non è omogeneo e che molto resta da capire. Si potrebbero sviluppare strategie scolastiche e scelte politiche differenti da quelle attuali. Attualmente insegno proprio in uno di questi istituti superiori in difficoltà ed è quindi mio dovere e mio interesse partecipare al loro rilancio stimolando un ampio dibattito.

NOTA BENE: i dati presentati sono tratti da fonti pubbliche dell'Ufficio scolastico regionale, della Città metropolitana di Venezia e altri enti. Ma l'elaborazione e la presente pubblicazione e commento sono proprietà intellettuale del prof. Francisco Panteghini. L'utilizzo non commerciale è gratuito ma con obbligo di citare l'autore. Se vuoi richiedere i dati statistici completi scrivi a storiacorsara@gmail.com

Ecco come sono suddivise in distretti le scuole della Provincia

La specificità geografica di Chioggia è quella di trovarsi al confine con le province di Padova e Rovigo, cone le relative scuole. Onde per cui una famiglia potrebbe scegliere di iscrivere il figlio alle superiori fuori provincia senza mandarlo a ben 40 km di distanza verso Mestre. Ma ora iniziamo a illustrare i dati.

Dati variazione popolazione scolastica per distretto della Provincia di Venezia, confronto iscritti 2018-19 fino al 2023-24

Questi dati indicano cone una certa chiarezza che il tracollo demografico non è ancora arrivato a ridurre pesantemente sulla popolazione scolastica degli istituti superiori, con l'eccezione della Venezia Insulare (passata da 7570 a 6882 studenti delle superiori). Altri distretti crescono (Mestre) mentre S.Donà, Dolo, e Mirano reggono. Il distretto di Chioggia (include Cavarzere e Cona) è passato dal 2018/19 al 2024/25 da 2070 a 2169 iscritti, quindi il numero di studenti è paradossalmente AUMENTATO alle superiori in questi anni, mentre diminuirà dal prossimo anno. Restano escluse da queste statistiche le istituzioni private come il Cfp Cavanis e Enaip Veneto. Sarebbe interessante poter disporre di dati sulle loro iscrizioni in questi anni per completare il quadro. Nonostante questo inaspettato aumento della popolazione scolastica alcune scuole del territorio vivono una grave crisi. Proviamo ad analizzare altri dati.

Numero di allievi e classi degli istituti superiori dal 2020/21 al 2024/25

Se confrontiamo i distretti meridionali della Provincia di Venezia possiamo notare che a Chioggia ci sono molte variazioni negative, con il record assoluto dell'istituto alberghiero Sandonà di Chioggia (-23,9%), che precede l'ITE Gritti di Mestre (-20,3%). In generale possiamo notare come i licei crescano e aumentino l'offerta, mentre l'istruzione tecnica cali leggermente (però lo storico ist. Luzzatti di Mestre ha chiuso) mentre quella professionale sembri in forte difficoltà (anche il Musatti di Dolo incassa un -7%). Gravissimo anche a paragone degli altri isituti professionali della provincia è proprio il tracollo del nostro Sandonà. L’Istituto fu inaugurato a Borgo San Giovanni nell’ottobre del 2015 e presenta corsi che prevedono due indirizzi: quello enogastronomico e quello dei servizi di sala e vendita, entrambi della durata di 5 anni. Furono fatti grossi investimenti per ambienti rinnovati, cucine, celle frigo e tutto il necessario per un istuto alberghiero di ottimo livello, che doveva essere la scommessa sul futuro della Dirigente Antonella Zennaro.

Purtroppo oggi il Sandonà vive un momento di grave difficicoltà con perdita di iscritti e di posti di lavoro, con professionalità difficilmente sostituibili che non riescono a completare la cattedra qui e devono quindi valutare di trasferirsi altrove. Nel 2019/20 questo stesso istituto aveva raggiunto i 170 iscritti distribuiti in ben 10 classi. Cosa è accaduto in questi 10 anni? Come abbiamo dimostrato con i dati alla mano il calo demografico che avanza nelle scuole di grado inferiore non è ancora arrivato nelle scuole superiori e chi si nasconde dietro questa semplicistica spiegazione, come molte sigle sindacali con cui di recente mi sono scontrato apertamente, non fa un buon servizio verso le famiglie e di certo non difende i posti di lavoro di insegnanti, tecnici, segretarie e personale Ata.

PROPOSTE

E' difficile ricostruire la mobilità degli studenti verso scuole fuori provincia. Ho raccolto varie storie personali di famiglie e studenti chioggiotti che hanno scelto scuole superiori di Adria o Piove di Sacco. Prima di innescare una competizione tra scuole in crisi, che dovranno affrontare presto un forte calo demografico della popolazione studentesca (a cui dedicherò un prossimo articolo) credo sia importante riflettere pubblicamente nelle scuole e nella politica cittadina su come rendere più attrattive, trasparenti, eque le nostre scuole. Stiamo rispondendo ai bisogni formativi della nostra comunità? Come possiamo agevolare i trasporti degli studenti da fuori, fornire borse di studio e buoni per gli abbonamenti ai mezzi pubblici, buoni pasto? Proviamo ad aprire le scuole, i loro parchi e le biblioteche allo studio pomeridiano per renderle luoghi di socialità e cultura in senso ampio!

Avanziamo proposte in ambito regionale e nazionale per ridurre il numero di studenti per classe. Che senso ha avere classi pollaio da 25 o più allievi, dove si lavora a fatica, quando abbiamo personale e spazi per lavorare benissimo in classi da 12-15 studenti? Perchè dobbiamo tollerare le classi "articolate", ovvero di due indirizzi diversi che vengono unite per alcune materie comuni (italiano, storia, scienze motorie ecc.) con grossi problemi organizzativi e di relazione. La linea dell'USR è chiarissima: tagliare posti di lavoro e risparmiare costi sull'educazione, come fosse un settore secondario. Questa linea politica è stata finora sposata dalla Regione (con la vecchia ass. Donazzan ora perlamentare in Europa) e dalla Giunta comunale attuale di Chioggia. E' vero però che la città di Venezia ha seguito altri percorsi e tutelato molto meglio di Chioggia ad esempio i suoi Istituti Comprensivi, specialmente quelli insulari. Dunque si possono e si debbono proprorre alternative a questo scenario cupo per il nostro territorio, anche a costo di reinventare le nostre scuole come centri di ricerca, formazione degli adulti e, perchè no, centri di istruzione superiore. Usiamo e sviluppiamo l'autonomia scolastica come leva per inventare il futuro. Aprimao laboratori, officine, professionalità con la società civile e i settori produttivi locali con dinamismo e serietà.

Ci ripetiamo spesso che viviamo in una società dell'informazione ma chi veramente dovrebbe operare con onestà intellettuale e dedizione per saperne di più e trasmettere il meglio, ovvero noi insegnanti, pare abbia abdicato al suo ruolo, tutelato persino dall'articolo 33 della Costituzione: "L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi". Che sia il nuovo motto MEMENTO STUDERE SEMPER! che io lancio ai miei studenti di quinta a guidarci.

POST SCRIPTUM

I sindacati in questo processo hanno secondo me una funzione chiave. Dal 2021 ho deciso di lasciarne uno grande e ben organizzato a livello di servizi ma senza prospettive per il nostro Paese per partecipare e formarmi in uno piccolo ma determinato: la FISI del segretario nazionale prof. Ciro Silvestri. Se vuoi contribuire anche tu a cambiare in meglio la scuola italiana (o altri settori) visita il sito del sindacato https://fisisindacato.it/

venerdì 2 febbraio 2024

Lettere Camune I. Caro Babbo Nat@

Caro Babbo Nat@,

ti dispiacerebbe togliere quel tuo grosso culone da Gesù Bambino? Sei diventato così ingombrante e ossessivo coi tuoi sacchi stracolmi di pacchi da occupare tutta la mangiatoia di Betlemme, tutta la Grotta e oltre ed si fa veramente fatica a vedere e sentire il miracolo del Natale di Nostro Signore. Lo so che tu non esisti, che sei una creazione pubblicitaria americana di una nota multinazionale, ma confido che, scrivendo ad un personaggio immaginario, tutti coloro che si sentano a vario titolo coinvolti intervengano per rispedirti da dove sei venuto. Potrebbero intervenire assistenti sociali a tutela dei diritti del Divino Bambino, nazionalisti scandalizzati dall'egemonia culturale del paese dove ti hanno inventato (che non è la Finlandia!) e, perchè no, i cristiani di ogni confessione e orientamento, tutti inclusi. Io non accetto che mio figlio metta sullo stesso piano te, che non esisti, e il Cristo che si è davvero incarnato nel Divino Bambino Gesù. Lo so che qualcuno resterà scioccato da queste dichiarazioni... ma se i vostri genitori non hanno avuto il coraggio tocca a me dirvelo con chiarezza! In Catalogna nel ricco presepe inventato da S.Francesco aggiungono anche il provocatorio Cagador Ofizial, discretamente di lato. Ma tu nel presepe non puoi trovare posto perchè sei troppo ciccione! Dovresti almeno fare qualche anno di cura dimagrante.... come dovrei fare anch'io d'altronde. Ma sai la differenza tra noi due non sta nella stazza, ma nel fatto che io mi inginocchio davanti al mio Signore e mai davanti a nessun altro e tu ti ci siedi sopra occultandolo! Tu mangi tutti i risparmi di famiglie e bambini per comprare doni che non durano, mentre Gesù Bambino è venuto a portate direttamente dal Cielo quelli che durano per sempre e non costano nemmeno 1 euro. L'Amore è gratis, sempre, se non si chiama in un altro modo.

Certo che se ci rincitrulliamo di pannettone, shopping compulsivo, ansia da prestazione per i regali, mentre sghignazziamo a vedere serie tv di quell'azienda di quel paese che ha inventato Babbo Nat@ e che ha avuto la provocatoria, e quindi luciferica idea, di girarne una nella città dove vivo intitolandola addirittura "Io odxx il Nat@" ... beh non potremo certo cogliere la sublime Pace che spira nei giorni di Natale, non potremo contemplare l'armonia della Sacra Famiglia e quando l'Angelo verrà a chiamarci noi magari risponderemo distrattamente: "sì sì... ora finisco la partita alle brawlstars e dopo..." e quel dopo non viene mai. C'è persino qualcuno che fa circolari a scuola per vietare i festeggiamenti del Natale... roba da matti! Ora ci tocca aspettare l'anno prossimo per prepararci! Dai vecchio Babbo levati un po' di torno! A casa mia a Bienno in Valcamonica non sei mai venuto: il 13 .12 veniva Santa Lucia col suo asinello e al 24.12 la sera suonava una campanello che annunciava la nascita di Gesù Bambino che portava, anche, i doni ai bambini, dopo una rigorosa giornata e serata in famiglia tra preparativi, cena, giochi. Dopo i regali per i più grandicelli messa di mezzanotte e poi brindisi con gli amici. C'era una grande saggezza in tutto ciò che riconosco solo ora che non scrivo più le letterine.

Ho saputo che quaggiù dove vivo ora erano i Re Magi a portare i doni perchè Natale, era evidente a tutti, era la festa della Famiglia, dove ci si riconciliava, dove si cercava di lasciar andare le vecchie ruggini, dove si andava a messa insieme e si dava la pace e la mano anche a chi non ti andava a genio. Cristianesimo puro. Io da quest'anno ho deciso che darò i regali solo all'Epifania, impegnandomi invece con dedizione a passare un giorno e una notte in armonia con la mia famiglia. Però oltre alla dieta credo proprio che serva durante le feste anche un digiuno... digitale. Smettiamo di chinare il capo sui nostri cellulari, utilissimi ma freddi, che ostacolano il nostro sguardo amorevole. A forza di guardare notifiche e messaggini in ogni dove... non vorrei perdessimo l'occasione di diventare buoni samaritani davanti al nostro prossimo che soffre lungo la strada.

Quindi Babbo ti aspetto al campo di rugby per iniziare a lottare contro quel pancione, so bene che non sarà facile ma... com'era quell'equivoco motto "less is more"?! Te lo dico nella tua lingua così lo capisci meglio!

In fede,
Francisco Panteghini

venerdì 6 gennaio 2023

Il valore educativo del buon rugby amatoriale

Epifania 2023

Ho ricominciato a insegnare da tre anni e comincio a misurare le generazioni che incontro in classe con quelle di 10 anni fa e con la mia adolescenza negli anni Novanta del secolo scorso. Dai loro bisogni umani e formativi ricevo potenti stimoli a cercare in me, attorno a me, prima di me esperienze e prodotti culturali adatti a rispondere a queste richieste, ora mute ora urlate. Dopo 2 anni di chiusure, divieti, paura dell'altro, distanziamenti, digitalizzazione forzata c'è sicuramente bisogno di contatto, aria aperta, froti emozioni, condivisione, sfida. Durante queste vacanze di Natale ho ritrovato luminosi e potente esperienze da proporre ai miei ragazzi e, in forma forse diversa, alle mie ragazze. Una di queste è la bellissima esperienza che ho fatto da ragazzo con il rugby a 15 (rugby union). Ce lo hanno insegnato Romano Minoia, un piccoletto energetico e dal carisma trascinante, con l'aiuto di Massimo Pionelli detto "tenaia", uno spilungone intellettuale che sembrava aver poco a che fare con questo sport. Qualche pallone, un passaparola tra i ragazzi, amici di amici e la disponibilità loro e di qualche familiare per andare ad allenarci a Bessimo, mi pare, e poi a Bienno, il mio paese natio.

Perchè dico con sicurezza che il rugby ha un alto valore educativo? Il rugby è stato inventato e messo a punto nei college inglesi a metà Ottocento, prima sport amatoriale per la futura elite dell'impero britannico e poi gioco per tutti, in tutto l'impero. Ecco perchè le maggiori potenze rugbistiche sono nei paesi anglosassoni o nelle loro ex colonie (Nuova Zelanda, Australia, Sud Africa). Però quel gioco non rimase confinato lì perchè sportivi, soldati e insegnanti di altre parti del mondo vi riconobbero dei capisaldi atletici e morali veramente utili e preziosi. Così il rugby "champagne" ha conquistato la Francia, l'Italia, l'Argentina e anche il Giappone. Qui avanzo le mie ipotesi di ex giocatore e attuale insegnante. Per semplicità elenco i punti a favore del rugby:

1- è uno sport di squadra, fiducia e coesione sono indispensabili per vincere
2- tutta la squadra attacca e tutta la squadra difende, non c'è staticità
3- ogni giocatore a seconda delle fasi di gioco può segnare punti, non ci sono ruoli di serie A o B
4- il controllo della palla e del gioco passa innanzitutto dal gioco a mano, quindi è indispensabile affiatarsi e saper passare palla continuamente
5- giocando si formano dei raggruppamenti dove le squadre competono in forza fisica
6- ci sono fasi di gioco dove sono indispensabili velocità e precisione
7- come è possibile essere potenti e rapidi? Ci sono ruoli diversi pensati per tipi fisici e attitudini diverse
8- nel rugby a 15 ci sono 9 ruoli diversi che richiedono appunto fisicità e capacità tecniche differenti
9- è un gioco di contatto fisico e di lotta, dimensione totalizzante e adrenalinica
10- ci sono regole molto nette e un'educazone al fair play continua
11- giocatori che compiono azioni scorrette oltre al possibile intervento arbitrale incorrono nell'immediata reazione di tutta la squadra avversaria e a volte dei loro stessi compagni. Proprio perchè è un gioco dove si rischiano gli infortuni chi volutamente mette a rischio l'incolumità di un giocatore viene subito castigato. Gesti ripetuti infangano l'onore del singolo giocatore come quello dell'intero club che può arrivare anche a espellere un giocatore del genere.
12- si viene educati a condiserare i giocatori dell'altra squadra avversari, non nemici. Infatti si saluta sia all'ingresso che all'uscita tutti i membri dell'altra squadra
13- come si onora il nostro avversario? Giocando meglio di lui, segnando punti e facendo con maggiore eleganza e stile
14- il gioco si sviluppa in 2 tempi di gioco ma cè anche una terza fase, tradizione custodita dai migliori club in tutto il mondo: c'è un terzo tempo che consiste nel festeggiare insieme, ospitando la squadra ospite e i loro accompagnatori, condividendo un panino, una birra o un pranzo.
15- il rugby infine custodisce una lunga tradizione goliardica di canti, scherzi, prove da superare che indirizzano costruttivamente la naturale esuberanza, stimolandola quando è poca, regolamentandola quando è troppa.
16- dimenticavo... il rugby fino a 12 anni si può giocare in squadre miste, maschi e femmine, poi iniziano le categorie. E' molto più comune trovare club maschili ma il rugby femminile è diventato ormai una presenza stabile e interessante di questo sport.

Perchè ho scritto che il rugby insegnatoci da Romano e Massimo aveva un taglio e un valore particolare?

Senza dirlo o pontificare questi due uomini, che a me sembravano "grandi" ma avranno avuto trent'anni o poco più ci hanno trasmesso i valori del gioco, del rispetto, dell'umanità di ogni persona. Non credo di sbagliare se la loro amicizia sia nata da comuni ideali cristiani , da un impegno concreto nel sociale, per il bene comune, ognuno nel suo campo specifico. Non posso fare altro che ringraziarli anche perchè hanno acceso una luce in Valcamonica che prima non c'era. Ci hanno aperto le porte del fantastico club di Calvisano che ci ha ospitati molte volte, ci finanziati e ci ha dato la possibilità di giocare nelle loro squadre giovanili di alto livello mentre noi faticavamo a mettere insieme i 20 giocatori necessari per partire. Ho fatto anche una esperienza in Francia come giocatore del Fly Flot Calvisano nel 1993: siamo stati ospiti del Pic san Loup di Montepellier a giocare e allenarci con squadre francesi e con i sandonatesi dell'allora mitico Panto. Siamo stati ospitati nella case dei nostri coetanei francesi: io pilore insieme ad un'ala del San Donà ospiti di due scultoree seconde linee, i fratelli Cyril e Method! Esperienze entusiasmati e di grande amicizia. Io ho capito tanti valori dell'amicizia nel mondo del rugby, per quanto non sia stato un brillante atleta. Io ero un metro ottanta, cicciottello, mai fatto sport, piuttosto lento nella corsa, pessimo nel calcio. Però ero discretamente forte e più resistente alla fatica e al dolore di quello che pensavo. Così ho giocato quasi sempre come pilone destro, numero 3.

Per tutte queste ragioni credo che il rugby abbia un grande valore, specilmente in questo contesto storico e geografico. Il rugby amatoriale dovrebbe tornare a Chioggia. Se ci state fatemi un colpo di telefono! Francisco 328 7021253

domenica 30 ottobre 2022

Una modesta proposta per un caloroso Ognissanti

Un bel modo di celebrare Ognissanti è far costruire a figli e nipoti il loro albero genealogico. La prima storia che ciascuno deve custodire è quella della propria famiglia che, per i credenti, non cessa mai di esistere: i nostri cari defunti sono accanto a noi per aiutarci nel Cammino. Onoriamo le Antenate e gli Antenati!
Vuoi passare un 31 ottobre diverso dalle solite macabre proposte? Organizziamo la festa di Ognissanti per grandi e piccoli a Brondolo. Info Francisco 328 7021253

mercoledì 14 aprile 2021

Un videogioco diabolico da evitare: Grand Theft Auto

Grazie a dei giovani amici ho avuto l'occasione di conoscere alcuni dei videogiochi che vanno per la maggiore. Il peggiore in assoluto è Grand Theft Auto 5, un capolavoro di cultura diabolica decadente. Grand Theft Auto V (abbreviato in GTA 5) è un videogioco appartenente al genere delle avventure dinamiche, sviluppato da Rockstar North e pubblicato da Rockstar Games nel 2013. Il gioco è ambientato all'interno dello Stato immaginario di San Andreas (controparte della California) e offre al giocatore la possibilità di muoversi liberamente nella città immaginaria di Los Santos, controparte di Los Angeles. La modalità giocatore singolo segue la storia di tre diversi protagonisti: tre criminali con diverse abilità speciali. Inoltre il titolo presenta anche una modalità multigiocatore di nome Grand Theft Auto Online che permette a sedici giocatori di svolgere missioni "cooperative" come una banda mafiosa, gare e molte altre attività in gran parte criminali.
Durante lo sviluppo di Grand Theft Auto V Rockstar North ha assunto alcuni ragazzi appartenenti a gang reali dei quartieri di Los Angeles per dare le voci ai criminali di strada presenti nel gioco. Questa notizia è stata confermata dal produttore Lazlow Jones, che in un'intervista ha dichiarato: «È tutta una questione di autenticità. Accogliamo questi ragazzi negli studi a registrare le voci dei criminali perché non vogliamo goffi attori di Hollywood che frequentano scuole di eleganza ad impersonare i rozzi e duri membri di una banda di malviventi." Quindi in nome della verosimiglianza tutto è lecito secondo la Rockstar North.
La trama è complessa e articolata in missioni obbligate e passatempi, in gran parte illegali. La violenza è sempre un ingrediente fondamentale: furti, sparatorie, pestaggi, uccisioni e persino tortura. Tutto è lecito e non c'è ombra di di pentimento nei personaggi che subito dopo sono pronti per andare a giocare a golf o andare a prostitute. Si guadagna solo con eventi criminali e poi si spende di auto, altri mezzi e armi. Nessun senso di colpa, nessuna possibilità di giocare in modo diverso. Se scegli GTA5 dovrai trasformarti in un rapinatore assassino. Sicuro di veler fare l'esperienza? Tanto è solo un gioco... Ma giocando mi emoziono e scrivo nella memoria scene e atteggiamenti che potrò imitare consapevolmente o meno nella mia vita. Partita dopo partita andrò legittimando in me l'uso della violenza, l'uso di droghe ecc. Anche la polizia viene ritratta come corrotta e capace di tutto. E? solo un avversario da uccidere o con cui venire a patti. C'è persino un accordo con la trasposizione della CIA in cui devi rubare del gas nervino per simulare un attentanto terroristico!
Le scene di sesso sono esplicite, maschiliste e spesso violente. La colonna sonora di GTA V è stata ideata per riflettere l'ampiezza della scena musicale moderna di Los Angeles, ha 18 stazioni radio, due stazioni talk radio e più di 250 brani in licenza. Il gioco include anche più di 20 ore di musica originale e dinamica creata dai Tangerine Dream, WoodyJackson e i produttori hip-hop di Los Angeles, The Alchemist e Oh No. Costato circa 256 milioni di dollari, ne ha guadagnati 815,7 milioni nelle prime 24 ore dopo la messa in vendita. Ad oggi risultano vendute 135 milioni di copie al mondo. Centrotrentacinque milioni di ragazzi e uomini, infatti il gioco è giocato quasi sempre da maschi e futuri maschilisti. Questo dimostra anche che il gioco è andato ben oltre il mercato americano per cui è stato sviluppato.
Nel 2019 a Monza è stata sgominata una banda, in gran parte di minorenni, che organizzava vere e proprie rapine, minacciava e picchiava fino a mettere in fin di vita un 32enne. Il caso è stato denominaot "Gta Monza" perchè i ragazzi nelle loro telefonate facevano riferimento al gioco. Stanno scontando pene tra 1 e 16 anni. Il pubblico ministero ha parlato di una vera e propria "mentalità mafiosa" (trovi il link ad un articolo nelle note se vuoi approfondire). Di baby gang non abbiamo bisogno in Italia, lasciamole ai quartieri poveri delle periferei americane. Abbiamo di ragazzi svegli, creativi, ispirati da ideali positivi, epici piuttosto. Questo gioco rappresenta tutto il contrario dell'educazione che si impartisce nella scuola di un paese democratico.
Eppure entra subdolamente tra gli adolescenti, ho saputo anche di genitori che l'hanno regalato ai loro figli tredicenni. Un grave errore che vi sconsiglio di fare. Se guardiamo a questo gioco con i valori cristiani possiamo serenamente affermare che si tratta di un prodotto satanico, che insegna il materialismo, l'idolatria della ricchessa, l'abuso di sostanze e dei corpi altrui con la violenza e il sesso. L'unica scena che pare abbia messo in dubbio il consenso nelle recensioni di GTA5 è una scena in cui devi torturare in vari modi un uomo per estorcergli delle informazioni.

Fonti:

Wikipedia
Filmati di gioco e screenshot su Youtube tipo questo: https://www.youtube.com/watch?v=5MLKiWOwqdk
Indagine GTA Monza https://www.monzatoday.it/video/video-ragazzini-gta.html

lunedì 9 febbraio 2015

Quale sanità per il Veneto? 24 maggio 2015: elezioni regionali

Rappresentanza: Acqua e Libertà Ora!

Esiste un problema di rappresentanza oggi in Veneto. Non si tratta di un banale malcontento, ma di una fetta di società, cultura, economia, associazionismo che sta elaborando stili di vita e visioni alternative a quella dominante a 360 gradi e che non trova interlocutori a livello politico. Sono energie costruttive, che cercano di liberarsi da condizionamenti e preconcetti per percepire la realtà in modo più ampio possibile e plasmarla in una direzione nuova, pienamente terrestre. Persone che dedicano la vita a realizzare un'agricoltura in sintonia con la biosfera, a sviluppare il potere di autoguarigione del corpo, a inventare nuovi modi di scambiare e distribuire merci, a smaterializzare interi comparti di produzione e trasporto col relativo impatto ambientale rendendo più efficiente l'intero sistema. Riassumendo stanno cercando di incarnare nuove opportunità evolutive per l'umanità reinserendola armoniosamente nel pianeta dove si sta sviluppando. La politica deve attingere a risposte e pratiche che sono state inventate e sperimentate nella società civile, c'è poca da inventare ma molto da applicare togliendo norme e sburocratizzando le istituzioni che devono essere in modo assoluto al servizio del cittadino, specialmente di quello impegnato per il bene comune attraverso le buone pratiche. La cartina di tornasole della qualità della nostra capacità amministrativa e politica è la gestione dell'acqua e la sua tutela, in osservanza all'inequivocabile e spesso disatteso referendum sull'acqua pubblica. Si potrebbe costruire un intero programma partendo da questo cardine, declinato in tutti i temi anche sociali ed economici.

Io voglio contribuire a dare rappresentanza a queste persone, che sono una minoranza ma che stanno sviluppando l'unica visione veramente alternativa alle vecchie ideologie e ai progetti delle elite economiche dominanti. Pragmatismo, fede, visione di lungo periodo, creatività sono le loro armi migliori.

Sanità

La regione Veneto ha chiuso il bilancio 2014 a circa 20 miliardi di euro. Quasi 9 miliardi di euro erano rappresentati dalle spese sanitarie (ospedali, medici di base, farmaci, assistenza, vaccini ecc.). Insieme alle grandi infrastrutture territoriali (strade e Mose in particolare) la sanità è l'altro pilastro del bilancio regionale e della sua competenza attuale, come previsto dalle deleghe che lo Stato centrale ha conferito alle regioni.

E' ora di un salto evolutivo in questo ambito. Bisogna parlare esplicitamente di “salutogenesi” e non di cura di sintomi che creano "malattie". Dobbiamo concentrarci su come sostenere la nostra salute piuttosto che sul correre dietro alle cure. E' un po' come pensare a curare i feriti di guerra o pensare a fermare la guerra. I cittadini devono innanzitutto pretendere dai Comuni e dalla Regione che garantiscano la migliore qualità ambientale possibile. In un ambiente inquinato non posso sperare di conservarmi sano. Aria, acqua, terra, cibo, campi elettromagnetici e tutto ciò che influenza potenzialmente la salute umana e la qualità dell'ecosistema che ci permette di sussistere devono essere monitorati e risanati laddove siano perturbati, a spese di chi ha creato il danno o della collettività se non fosse possibile ottenere il pieno risanamento.

La libertà del cittadino deve essere accolta e sostenuta anche in campo sanitario. Ogni decisione sulla propria salute e la propria morte devono essere rimessi all'individuo. La Regione deve riconoscere e valutare tutti gli operatori di benessere olistico, terapie vibrazionali, Reiki o altro di cui un certo numero di cittadini attesti l'efficacia nella cura di sintomi fisici. La libertà di scelta nella cura non deve limitarsi a “lasciar fare” ma deve prevedere il sostegno economico a questi percorsi che oggi sembrano alternativi ma che si stanno rivelando a volte molto innovativi ed economici perchè potenziano l'autoguarigione e la consapevolezza individuale permettendo di trasformare abitudini e stili di vita spesso causa di malattia.

Oggi in Veneto, ad opera di una agguerrita e documentata mobilitazione di famiglie, non è obbligatorio vaccinare i propri figli. Questo diritto deve essere sancito in maniera definitiva e devono essere fornite chiare informazioni e studi su tutti i casi di effetti nocivi delle vaccinazioni in tenera età o in età adulta. Il vaccino influenzale di questo inverno dovrebbe averci fatto ben capire i rischi di questo approccio ormai superato. Dobbiamo conservare e rafforzare la salute e non anticipare eventuali malattie. Il fatto che una buona dose di medici e operatori sanitari non si siano vaccinati fa capire quanto esista un reale problema di rappresentanza politica e di rispetto per la libertà di curarsi.

La morte non è una malattia. E' un fenomeno naturale, una data di scadenza della nostra biologia che va accettata. Prolungare ad ogni costo la vita biologica quando mancano le altre caratteristiche di una vita umana è assurdo e costoso. Le persone devono essere aiutate a considerare come naturale questa soglia perchè vi arrivino preparate e con la possibilità di decidere quali e quante cure ricevere in prossimità del trapasso e dove e con chi esalare l'ultimo respiro.

Il parto e la maternità non sono malattie ma fisiologici e delicati processi naturali. Non essendo malattie non dovrebbero essere ospedalizzati, se non in caso di complicazioni. La regione deve sostenere i programmi di consulenza e parto a domicilio, agevolando e fornendo sussidi alle donne che decidono di partorire a domicilio, come già di fa in Trentino e in altri paesi europei.

La propria salute è una responsabilità individuale e come tale deve essere insegnata. Ben più che l'educazione fisica è necessario insegnare e divulgare corretti modi di nutrirsi, di muoversi, di rilassarsi, di meditare, di organizzare il proprio tempo, di intrattenere relazione emotive e sessuali soddisfacenti.

Chi deliberatamente espone la propria salute a grossi rischi non dovrebbe ricevere assistenza illimitata a spese della collettività ma dovrebbe essere messo davanti in modo molto concreto e sonante alle conseguenze delle sue scelte. La regione deve favorire il diffondersi di assicurazioni integrative, specialmente per persone che si espongono volontariamente a gravi rischi per la propria salute sia sul lavoro che nel tempo libero.

L'erogazione del servizio pubblico deve essere aperta a tutti in caso di emergenza ma deve anche discriminare, con diverse tariffe, tra chi contribuisce alla spesa sanitaria, in proporzione al suo reddito, e chi non lo fa.

mercoledì 15 ottobre 2014

Familien Hotel

Cinque giorni magnifici in ferie in Tirolo (sud, nord, alto, basso... da Bolzano a Innsbruck si respira comunque una certa aria). Ospiti dell'Alpin Hotel di Fleres, uno dei Familien Hotel del provincia di Bolzano (ecco il sito: www.familienhotels.com, ovvero albergi specializzati ad accogliere famiglie con bambini, con attività, spazi, proposte a loro dedicati. Veramente meraviglioso. Lascio parlare le fotografie e vi invito, se avete figli, a provare l'esperienza.

lunedì 18 agosto 2014

Ucciditi ma lentamente e compostamente

Molti giorni mi sveglio e in momenti di lucidità realizzo quanto mi sento fuori posto. Sento di vivere in una realtà ostile, grottesca, piena di convenzioni che sembrano tutte sottintendere il messaggio "ucciditi, un po' alla volta e senza clamore". Pessimo cibo, ritmi di vita innaturali per la nostra biologia, assunzione di sostanze che ci debilitano.
Inquinamento elettromagnetico, mancanza di contatto con ambienti naturali sani che ci possa riequilibrare, status symbol che inneggiano a stati innaturali, negazione dell'invecchiamento, capillare diffusione di chimica di sintesi che porta apparenti benefici da un lato mentre ti indebolisce dal'altro.
E' un mondo dove si cura in eterno ma non si cerca di guarire. Si alimentano dipendenze e si inducono comportamenti compulsivi occultando la ricerca di percorsi efficaci di sviluppo personale e di autonomia. Le persone libere fanno paura, sono poco manipolabili con la pubblicità e le scelte prese da chi vuole accentrare sempe più potere per decidere quanto costa oggi mangiare, domani bere e dopodomani respirare.
Spesso la rabbia e la ribellione sono state la prima reazione. Ancora oggi mi accompagnano, mi fanno sentire bruciante nella carne questa stonatura. Ma mi sono accorto di non essere il solo, anzi si sta costruendo una civiltà alternativa, seppur ancora minoritaria. Gli illuminati insegnano a sorridere delle pazzie infantili dell'umanità perduta nelle tenebre. Eppure Gesù mio io fatico a trovare l'equilibrio, il sorriso e la mitezza di costruire la mia strada verso la salute del corpo e dell'anima.
Sarà che proietto fuori le mie difficoltà per poter incolpare altri. Questo è il primo assunto su cui lavorare. E' vero anche che mi sento parte inestricabile di un ambiente che mi condiziona e mi modella, mi propone, seduce, impone quasi scelte e ritmi. Che fatica nuotare invece di farsi portare dalla corrente!
Stamattina mi sono svegliato alle 6, prima della sveglia. Ho colto l'occasione per fare una passeggiata verso il monumento del Fauno a meno di un chilometro da casa. Mentre camminavo raccoglievo qualche immondizia e ne ho portata qualcuna a casa per documentare l'ipocrisia in cui siamo immersi: soprattutto pacchetti di sigarette manipolate chimicamente e monopolio del nostro stesso Stato. Per uscire da questi vicoli ciechi ho bisogno di condividere esperienze ed elaborare un altro stile di vita.

Anche di questo parleremo anche mercoledì sera al gruppo di studio su floriterapia, cristalloterapia e oli essenziali a Chioggia. Vi interessa? La serata è gratuita, basta prenotarsi scrivendomi a info@amicogiardiniere.it