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Visualizzazione post con etichetta La Forma dell'Acqua - Shape of Water. Mostra tutti i post
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venerdì 31 ottobre 2025

Giunta contro Natura: 2 anni di danni ambientali nel territorio di Chioggia

Ca' Pasqua di Chioggia + Dopo mesi di studio l'associazione Amico Giardiniere, presieduta dal prof. Francisco Panteghini, presenta la sua relazione sulla gestione del verde pubblico di competenza del Comune di Chioggia con dati che partono da novembre 2024 fino al luglio 2025. Un anno record per numero di abbattimenti e per il ritorno della barbara pratica della capitozzatura, come ha denunciato la stessa associazione nel febbraio 2025. Oltre a questa corposa relazione, che getta molte ombre sull'operato degli uffici preposti, l'Associazione Amico Giardiniere ha organizzato per domani 1° Novembre ore 17.30 presso la sede in via Rebosola 3 a Ca' Pasqua di Chioggia, una conferenza per diffondere informazioni chiave raccolte grazie alla collaborazione con Europa Verde che ha provveduto a ottenere dati dall'Arpav sullo sversamento di idrocarburi in laguna sud e nel Lusenzo nel marzo 2025. Dato che lo spazio è limitato si consiglia vivamente la prenotazione al 328 7021253.
Inoltre si è fatta una indagine congiunta sulla normativa e le responsabilità della lotta alle immondizie disperse nelle acque della laguna veneta di cui verranno presentati i risultati. Relatori oltre al prof. Panteghini sarà il consigliere comunale di Venezia di Europa Verde Gianfranco Bettin, la candidata alle regionali Franca Marcomin e il consigliere comunale di Cavarzere Andrea Fumana che ci permetteranno un confronto con le realtà circostanti. La relazione dei soci di Amico Giardiniere è molto corposa e può essere richiesta in formato digitale col pagamento di un contributo di 10,00 euro da versare con bonifico o direttamente ai membri del direttivo dell'associazione. Include i documenti ufficiali del Comune di Chioggia, autorizzazioni di abbattimento, schede degli alberi, materiale fotografico, relazione elaborata dai soci di Amico Giardiniere con i conteggi, le criticità, i riferimenti normativi. Basta scrivere a amicogiardinierelaguna@gmail.com o chiamare al 328 7021253.

Link all'evento facebook: https://www.facebook.com/events/1472430184019732/

giovedì 13 febbraio 2020

Filippo Solibello, SPAM: Stop plastica a mare

Un libro agile, un racconto d'un fiato di un intenso mese di ricerche, viaggi, incontri conditi dall'ironia bonaria ben nota a chi ascolta Caterpillar alla radio. Filippo Solibello, uno degli inventori della giornata "M'illumino di meno", ora si è impegnato a far capire a più gente possibile il dramma che la plastica dispersa o gettata crea ai corsi d'acqua e poi ai mari. In un immaginario scambio di telefonate con un cavalluccio marino che ha trovato nel suo mare il cotonfioc gettato nel water da Filippo.
Il libro è uscito un anno fa ma è ancora attuale, seppure invecchierà in fretta perchè è una rassegna di iniziative passate e presenti per affrontare e progressivamente risolvere l'allarme plastica. I dati raccolti sono sconvolgenti ma c'è sempre la voglia di cercare soluzioni o meglio di incontrare chi sta lavorando, spesso da anni o decenni, alle soluzioni dimostrando che si può cambiare rotta e che sì, c'è ancora speranza. Tra le iniziative citate quella di Pollica e dei suoi Fondali Puliti che ha trasformato i pescatori nei primi custodi della pulizia del loro mare, come superare l'uso delle cannucce usa e getta (a Terni The last straw) o come lo Yacht Club Costa Smeralda abbia preso la leadership mondiale nel dettare le buone pratiche in termini di rifiuti del diportismo.
Una delle storie che mi è piaciuta di più è la crescita di Plastic Whale (balena di plastica) una associazione e poi azienda olandese che coinvolge scuole, aziende, singoli cittadini a ripescare plastica nella rete di canali olandesi ed in particolare ad Amsterdam, smista il raccolto e porta la plastica nei circuiti di riciclo per poi riusarla per costruire le sue imbracazioni e altri oggetti di design. Ecco il loro sito: https://plasticwhale.com/.

Fai acquistare il libro alla biblioteca della tua città oppure acquistalo tu e dopo averlo letto regalalo a qualcuno. E ascolta anche l'ideale colonna sonora del libro: "Where dos all the plastic go? di Steve Andrews

domenica 23 aprile 2017

Dal cuore della nostra città la visione da realizzare

Cosa c'è al centro della nostra città di Chioggia Marina? Qual è il suo nucleo essenziale? Quella nota unica che la fa riconoscere tra mille, su cui uno scrittore come Italo Calvino avrebbe potuto scrivere un capitolo delle sue Città Invisibili? Questo nucleo essenziale è la laguna, fecondata dal mare e dai fiumi. L'isola di Chioggia è la perla e Sottomarina è la preziosa conchiglia. Io sono arrivato qui nel novembre 2011 e sono stato risucchiato dalla Laguna. Ho DOVUTO comprarmi una imbarcazione e l'unica che era alla portata delle mie tasche e delle mie aspirazioni era un kayak. Non uno di quegli affilati kayak da mare o quegli snelli kayak da competizione ma un duttile incrocio tra canoa e kayak che dava stabilità e maneggevolezza.
Con quella piccola imbarcazione, vivendo a pelo d'acqua, faticando sulle scie dei motoscafi, tremando nell'attraversare i grandi canali di navigazione, cupi e freddi ho iniziato ad esplorare la meraviglia della nostra laguna sud: da Riva Vena nel Lusenzo, da lì verso Sottomarina, a nord verso Ca' Roman, o dall'altra riva verso Borgo S.Giovanni, il canal fossetta e poi la chiusa di Brondolo o sotto il ponte Cavanis verso il porto e oltre verso il canale di Montalbano, Valli e Piovini e ancora la Brenta e il Nuovissimo. Meraviglia per questa Bellezza e senso di Armonia. Non ci sono altre parole.
Visto dal pelo dell'acqua il nostro piccolo porto, i suoi canali a 8 metri e le sue infrastrutture sono enormi e quasi sproporzionate alla delicatezza delle barene, all'intrico dei ghebi, all'orizzonte guaivo della laguna. Ora è arrivato il deposito per il Gpl, una mostruosità. L'ho considerato a lungo per valutare con attenzione il suo impatto sulla nostra città. Non è utile alla città, non è un'opera strategica, non aiuta lo sviluppo del porto (anzi col transito bloccato dalle navi gasiere lo rallenterà), porterà altri tir rasenti la città e in una pericolosa Statale Romea, offrirà pochi posti di lavoro e potrà solo alimentare paura di un'esplosione e l'inquinamento.
L'unico che ci guadagna è ASPO che incassa centinaia di migliaia di euro di affitto. Era un impianto da posizionare a Marghera, nella prima martoriata e poi abbandonata area industriale di Porto Marghera, con l'autostrada e la ferrovia già integrate nel sistema di trasporto, canali di navigazione escavati a 14 metri, aree già sfregiate e inquinate. Porto Marghera è il cancro che sta contagiando e uccidendo la laguna, più di ogni altra cosa. Questo impianto GPL è una piccola cosa, una squallida caricatura di quel grandioso progetto della città della chimica e dei cantieri navali, ma è figlio della stessa logica di uno sviluppo basato su combustibili fossili e distruzione del paesaggio, imposizione di logiche e presunti interessi nazionali a comunità locali incapaci di difendersi. La Socogas ha anche provveduto ad abbattere quella ventina di pioppi cipressini che mascheravano leggermente l'impianto dal lato strada, allargando quel bel piazzale di ghiaia. Così quando uno arriva a Chioggia, dopo le discariche abusive sul ponte translagunare, il depuratore e il suo olezzo adesso si gode anche questo bello spettacolo.
Ma Chioggia Marina è un'altra cosa. Noi non siamo la sottomessa Marghera, sacrificata dalla classe dirigente veneziana al boom economico. Noi siamo gente libera, abbiamo ancora il sangue caldo nelle vene, viviamo in simbiosi con la laguna, la vita che ci nasce e prospera dentro, il calore e il salso che la rendono così vitale e capace di nutrirci e ispirarci. Per questo ho aderito, come presidente dell'associazione Amico Giardiniere, al comitato No Gpl, pur senza una attiva partecipazione per il momento. Sia per i molti impegni (nelle scuole, nelle pulizie periodiche, nella festa Lusenzo nel Cuore) ma anche perché questo comitato, secondo me, deve ancora comprendere ed esprimere a pieno che il sì è più forte del no, che per contrastare questo progetto degradante è necessaria una visione d'insieme della nostra comunità che lo emargini e faccia comprendere a tutti noi, come ai suoi sostenitori foresti, che qui non può attecchire, perché sono altri i frutti adatti a questa terra. La bandiera blu della nostra spiaggia vale molto più di un impianto gpl da riscaldamento!
Con l'associazione Amico Giardiniere e molte altre organizziamo dal 2013 la festa Lusenzo nel Cuore: Natura, Sport, Comunità. Non è una trovata pubblicitaria: abbiamo sentito che attorno a queste rive la nostra comunità poteva ritrovare il suo senso, la sua dimensione e la chiarezza necessaria per svilupparsi in armonia col suo ambiente. C'è molto da fare e da guarire. Sottomarina è la parte più popolosa e ricca della città, tanto che gli autobus da Padova recano scritta la destinazione “Sottomarina” e non “Chioggia”, un lotta intestina che deve finire. Ma se Sottomarina volta le spalle alla laguna e vende la sua anima, perde la struttura del vecchio impianto urbanistico e sacrifica la preziosa terra degli orti al miglior offerente si offre indifesa alle logiche speculative edilizie e devastanti del turismo di massa, altra industria pesante che deve essere accuratamente regolamentata e organizzata.
Ma ricordiamoci che Venezia, quella vera, muore per l'assedio dei turisti di tutto il mondo, e proliferano solo ruffiani e topi di fogna mentre chi la ama davvero è spesso costretto ad abbandonarla. Anche noi siamo in calo demografico, abbiamo perso il tribunale perché siamo scesi sotto di 50mila abitanti. Molti se ne vanno per la precarietà del lavoro ma anche per i costi e la mancanza di case spaziose, così che tante giovani coppie hanno scelto di formare una famiglia fuori dal nostro comune, a Conche e oltre. Rifondare Chioggia Marina, questa è la nuova frontiera e gli elementi per ridare identità, dignità e speranza ai suoi cittadini ci sono. La vivacità dell'ultimo confronto elettorale ne è una testimonianza. Quindi andiamo oltre il No Gpl, verso Sì Chioggia Marina armoniosamente inserita nella sua laguna, in dialogo fecondo col suo mare e le sue campagne, capace di attirare un turismo lento, virtuoso, fidelizzato.
Dunque non mi resta che invitarvi a venire sul Lusenzo il 1° maggio a godervi la bellezza che gratuitamente ci viene donata ogni giorno. Se volete correre o camminare forte iscrivetevi alla Caminà che parte dall'isola dell'Unione, se preferite lo yoga, il calcio a 5, la voga, il kayak, ricevere reiki, conoscere nuove associazioni, laboratori per bambini (creatività, disegno coi gessetti, costruzione archi) venite in pista rosa dalle 9 alle 12. Se poi volete esagerare alle 11.00 tutti insieme per l'abbraccio al Lusenzo! Se conoscete qualche bambino ditegli che raccogliamo disegni di alberi (in cambio di un buono merenda di 1 euro) da regalare all'assessore all'ambiente per ricordare che Chioggia non ha mai piantato, come per legge, un albero per ogni bambino nato. E se avete a cuore gli alberi, infine, siglate la petizione on line per una legge nazionale di difesa del patrimonio verde. (clicca)

sabato 11 marzo 2017

Quando una sorgente muore

Ho passato la giornata a Treviso, ospite del vivaio Priola insieme a Silvia Lignana Bellandi, a presentare i Giardinieri BioEtici (www.giardiniere.bio).
Purtroppo la giornata è stata funestata dalla vista di uno scenario apocalittico: il rivo di risorgiva che costeggia lo storico vivaio è in secca da alcuni giorni, pesci morti stanno imputridendo al sole, nelle ultime pozze si dibattono gamberetti e altra microfauna, mentre i germani reali e le garzette esplorano il fondo secco confuse.
Un disastro ambientale per questo piccolo corso d'acqua, lungo forse 5 km, di nome Limbraga. Un disastro che rischia di passare sotto silenzio perchè quando una sorgente muore lo fa senza scalpore, senza gridare o far rumore. Probabile causa i lavori di scavo di un nuovo ramo del metanodotto Snam in corso di realizzazione a Lancenigo di Villorba.
La piccola area di risorgiva che era sopravvissuta alla realizzazione della massicciata ferroviaria, al nuovo sottopasso autostradale, all'abbassamento generalizzato delle falde dovuto alle escavazioni e alla riduzione del volume d'acqua ora soccombe davanti alle ruspe del metanodotto. Ho risalito il corso d'acqua per verificare l'ipotesi e posso solo confermarla.
E' straziante vedere quello che era un gioioso piccolo rivo di risorgiva che allietava un intero quartiere e il noto parco degli Alberi Parlanti disseccato.
E' come una stonatura nel paesaggio, un grido silenzioso che non ti scuote fino a quando ti fermi un attimo e ti rendi conto che qualcosa non va, qualcosa di essenziale è venuto a mancare e ha lasciato un vuoto silente e tragico che getta un'ombra di desolazione attorno.
Cosa possiamo fare ora? Chiedere subito di dare in qualche modo acqua per mantenere umido il letto e ridurre i danni alla vita del fiume.
Poi indagare e punire severamente le responsabilità. Chi uccide una sorgente dovrebbe ricevere una pena gravissima, ha commesso qualcosa di irreparabile e che colpisce duramente tutto un ecosistema.
Potete inviare comunicazione al comune di Villorba, alla provincia di Treviso, alla Regione, alla Snam e alla ditta esecutrice dei lavori (vedi foto qui sotto) la Ge.Condotte di Montebelluna.
Foto e testi di Francisco Merli Panteghini, riproduzione libera se non ha scopo di lucro.

Aggiornamento: dopo una settimana di secca e proteste la Limbraga è stata rifornita d'acqua dalle canalette di irrigazione derivate dalla Piavesella

venerdì 24 febbraio 2017

Guardare la cornice e perdere di vista il quadro

Dal 2011 vivo a Chioggia, una meravigliosa città-isola nella laguna sud di Venezia. Per anni ho passato ad esaminare e percorrere le rive e gli argini, come fossero la cornice della laguna, per notarne le brutture, i rifiuti, le grandi futili opere e accanirmi a porre rimedio con raccolte di immondizie e campagne di sensibilizzazione.
Una lotta titanica e destinata al fallimento, ad esaurire ogni energia e ad alimentare separazione perchè le dinamiche ancora dominanti sono di sfruttamento del pianeta e di distruzione degli ecosistemi. Sono lezioni che l'umanità tarda ancora a imparare ed io fra tutti devo innanzitutto riconsiderare il mio stile di vita, i miei consumi.
Dalla cornice la bruttura sta avvelenando e trasformando il quadro ma se accettiamo di cambiare punto di vista e partiamo dalla bellezza e dalla ricchezza di vita che ancora c'è tutto cambia. Oggi ho sentito in me questo passaggio: smettere di maledire le immondizie che si accumulano sugli argini lagunari, mettersi gli stivali ed entrarci dentro con curiosità e ammirazione. Perchè di bellezza e sorprese la laguna di Venezia è piena.
Da qualche parte ho letto una volta questa immagine per cui la nostra personalità (l'ego) è un po' come la cornice di un quadro, mentre la nostra individualità libera (l'Io) è il dipinto.
E' stato fondamentale partecipare ad un corso di riconoscimento uccelli organizzato dalla Lipu che mi ha dato un metodo e gli strumenti per distinguere alcuni dei molti abitanti di questo ecosistema unico. Migliaia di uccelli migratori di muovono, sostano, svernano in laguna e dintorni. Viaggiatori dal Mar Baltico, dalle steppe russe o dall'Africa profonda possono essere ammirati nelle diverse stagioni.
Ottima la guida on line del gruppo Venezia Bird Watching (http://www.veneziabirdwatching.eu/). Se mi concentro a osservare il meraviglioso scenario, il centro del quadro, il suo soggetto sublime e vero, allora passa in secondo piano la cornice della pochezza umana, del disamore o del vero e proprio spregio delle discariche abusive.
(Volpoche in volo disturbate da me!)

Acceso dal bello che mi avvolge nutro sentimenti positivi e fiducia invece che alimentare rabbia e disperazione. E lì accadono i miracoli, gli incontri con la bellezza e con ciò che la bellezza materiale manifesta di divino.

(Garzette a caccia accanto al ponte translagunare )

A settembre organizzerò con Michele Pegorer, mio insegnante della Lipu e responsabile della Riserva naturale di Ca' Roman, un fine settimana intensivo di bird watching per condividere questa meravigliosa opportunità. Se siete interessati prenotate un posto scrivendomi a mediatorelementare@gmail.com

(Airone maggiore)

Tutte le foto sono state scattate da me in laguna sud nel febbraio 2017

sabato 10 ottobre 2015

La politica e l'ambiente in Laguna Sud

Vivo sull'isola di Chioggia dal novembre 2011. Dopo pochi mesi, urtato dalla quantità di immondizia sparsa in acque e sulle rive ho iniziato a raccoglierne un po', a piedi e in kayak. Poi ho invitato qualche amico e infine con l'associazione Amico Giardiniere abbiamo dato vita ad un appuntamento periodico di pulizia e lotta al degrado. Nel frattempo cercavo interlocutori nelle istituzioni per stimolare e collaborare al risanamento della meravigliosa laguna sud. A Chioggia e Codevigo dalla fine del 2012 ho parlato con assessori, sindaci, tecnici con risultati pari a zero.
A Chioggia la delega all'ambiente sembra una sinecura, che spesso viene identificata con la mal-manutenzione del verde pubblico. All'incarico si sono succedute Silvia Vianello, Maurizio Salvagno, Barbara Penzo, Elena Segato. Il sindaco Casson si è ripreso la delega per 3 volte ed ha incassato le dimissioni dell'ultima assessoressa. A tutti coloro che hanno ricoperto il ruolo io ho presentato la stessa lettera di richieste dal 2013: che il Comune rispetti la legge che prescrive di piantare almeno un albero per ogni nuovo nato, che si doti di un regolamento di tutela del verde (di cui ho fornito una bozza), che venisse vietata la capitozzatura degli alberi, che si apra alla collaborazione fattiva con le associazioni impegnate nella tutela ambientale, Amico Giardiniere in primis.
Qualche pacca sulla spalla dal sindaco, qualche amichevole accoglienza, a volte una pesante ironia ma più spesso il silenzio hanno accolto queste richieste. Nessuna risposta scritta in merito alle richieste specifiche, nessun impegno. D'altronde l'Italia è un paese dove tutti sono spinti ad applicare solo le leggi a proprio favore. Il tecnico SST Enrico Genovese, durante il Tavolo Verde naufragato in pochi mesi, è arrivato ad affermare sornione che se avessimo piantato un albero per ogni bambino ci troveremmo a vivere un un bosco, prospettiva tutt'altro che spiacevole secondo me. Ma queste e altre uscite del Genovese ben ci fanno capire quale sia la mentalità dominante sul tema del verde e degli alberi nelle nostre istituzioni. Credo che non rispecchino più il sentire della cittadinanza attiva.
All'incarico di assessore all'ambiente si sono succedute tutte persone, in maggioranza donne, senza specifica competenza, prive di una loro autonoma visione sui temi ambientali, sulle priorità, sui mezzi per attivare i cambiamenti necessari. La società civile è molto più avanti della politica locale e anni luce dalla burocrazia comunale. Dal mio punto di vista il primo responsabile di questi fallimenti è il sindaco Casson, sia per aver interferito quando nell'operato di Barbara Penzo stava avviando un serio lavoro di confronto e riprogrammazione, sia per aver delegato ogni significativa scelta in campo ambientale all'ultimo posto dell'agenda di governo.
Non è andata meglio con l'amministrazione di Codevigo nonostante l'accoglienza del Sindaco, del vicesindaco e dell'assessoressa all'ambiente, nonostante lunghe spiegazioni, elaborazioni di proposte legislative, serate informative con la cittadinanza. Risultati dopo tre anni: nessuno. Pare proprio che io sia la voce di uno che grida nel deserto. La pubblicazione dell'enciclica Laudato Sii sulla cura della casa comune di papa Francesco mi ha sorpreso e ridato coraggio. Credo fosse proprio questo il suo intento: riunire il meglio che si fa in occidente nel campo della cura ambientale, della giustizia sociale e sull'aperta critica al paradigma dominante della "tecnocrazia".
Dalla visione di Francesco, che in buona parte condivido, voglio ripartire, gettare ponti con chi condivide gli stessi intenti e i mezzi per il cambiamento: meditazione sul da farsi, azione non violenta, impegno in prima persona, diritti della Terra, ricerca di un nuovo stile di vita per l'umanità su questo pianeta. Il 9 novembre alle 21 in seminario iniziamo un percorso di studio e crescita personale attorno all'enciclica Laudato Sii, pregna di quello spirito combattivo e lieto che anima il francescanesimo d'ogni tempo, corrente spirituale a cui appartengo profondamente. Venite anche voi! Usate questa enciclica come un'occasione, al di là del vostro credo, perchè è realmente un tentativo di dialogo universale.

"Franciscus" Merli Panteghini

(tel. 328 7021253)

lunedì 6 aprile 2015

La laguna del Lusenzo nel Cuore

Da quando nel 2012 abbiamo iniziato a ripulire quasi mensilmente angoli di laguna, di spiaggia o di parchi pubblici con i soci di Amico Giardiniere abbiamo fatto molta strada. Abbiamo scoperto luoghi meravigliosi e abbiamo innescato un lento contagio di passione per la bellezza in cui viviamo. Siamo così arrivati nel marzo 2014 a organizzare una grande pulizia della laguna del Lusenzo, racchiusa tra l'isola di Chioggia, il litorale e i nuovi quartieri a cui abbiamo aggiunto una vera e propria festa dello sport (corsa, skate, canoa, yoga, meditazione e altro ancora). Quest'anno ripeteremo la bella esperienza dello scorso anno e la data sarà domenica 19 aprile. Gli stand e il punto informativo saranno al parco in fondo a via Togliatti a Chioggia Marina, per info basta chiamarmi al 328 7021253 (Francisco).
Il programma si sta arricchendo di giorno in giorno. Al mattino:
8.30 parte dal parco di via Togliatti la corsa non competitiva animata dai Cavalli Marini e dal Triatlhon Delfino con giro del Lusenzo, puntata a Vigo e ritorno per complessivi 7,5 km circa.
Dalle 9 aprono la Remiera Clodiense e il Canoa Kayak Chioggia e si mettono in acqua le imbarcazioni.
Dalle 9.30 distribuzione di sacchi e guanti e altri attrezzi per la pulizia in acqua e a terra delle immondizie.
Ore 10.00 ritrovo al parco di via Togliatti con Barbara Ferrara per una passeggiata in Nordic Walking attorno al Lusenzo.
Ore 12.00 raccolta immondizie raccolte al punto di partenza
Nel pomeriggio dalle 15.00 apertura degli stand delle associazioni e inizio laboratori creativi per i bambini.
h 15.30 Yoga con Rosanna Castello del Quadrifolgio Dojo.
h 16.00 Meditazione con Isabella Maistrello dell'associazione Atman.
H 16.30 partenza della catena umana per abbracciare la laguna del Lusenzo
h 18.00 Zumba con la scuola di danza Latin Angel di Giuseppe e Lara

domenica 8 marzo 2015

Lusenzo nel Cuore II edizione: domenica 19 aprile

Amico Giardiniere e Canoa Kayak Club Chioggia sono lieti di invitarvi sulla laguna del Lusenzo per una giornata di sport in compagnia, gioco, pulizia, divertimento. Chiamate Francisco al 328 7021253 per prenotare un orario in cui tenere la vostra dimostrazione sportiva o artistica. La partecipazione è gratuita!
In mattinata puliremo gli argini e con le barche ripescheremo le immondizie in laguna. Vorremmo poi abbracciare la laguna con una catena umana: servono almeno 3500 persone, ci aiutate???
Lo scorso anno abbiamo raggiunto l'adesione di 12 gruppi sportivi e associazioni, con un totale presenze di circa 500 persone nell'arco della giornata. Quest'anno vogliamo replicare e siamo fiduciosi di trovare in Crazy Body e nella gestione del bar una preziosa collaborazione. Chiamate Francisco al 328 7021253

domenica 18 gennaio 2015

Masaru Emoto, Il vero potere dell'acqua

Per anni ho sentito parlare del lavoro di Masaru Emoto sull'acqua, in particolare della tecnica per fotografare i cristalli d'acqua e diagnosticare così le influenze ricevute dall'acqua. Con il suo trapasso (ottobre 2014) ho sentito il chiaro impulso che fosse il momento di fare i conti con la sua ricerca. Ho scelto con cura quale libro studiare: "Il vero potere dell'acqua", Edizioni Mediterranee (ed. inglese del 2003). Mi piace il modo onesto e esperienziale di Emoto nel presentare ciò che fa, spiegando il contesto, le sue aspettative, le concrete esperienze che lo hanno portato a certe comprensioni e convinzioni. un altro forte stimolo a passare ad una fase di valutazione operativa del suo lavoro è stato l'avvio, nel dicembre scorso, dei Gruppi di Azione sul Paesaggio. Ho scelto di dedicare gli incontri sotto il segno del Capricorno proprio all'acqua nella sua mutante qualità di ponte tra elemento terra ed elemento acqua (avete mai notato che il capricorno ha metà corpo di capra e metà di pesce avvolto a spirale?).

Traggo dal libro alcuni concetti chiave:

1. l'acqua ha una struttura cristallina, in effetti è un cristallo mutevole che prende forme sempre diverse su base esagonale
2. è possibile valutare la qualità dell'acqua attraverso lo studio dei cristalli che forma, un'acqua fortemente inquinata non formerà cristalli a base esagonale ma ghiaccio opaco e frastagliato.
3. l'acqua assorbe gli stimoli dall'ambiente e porta memoria di quelli che l'hanno influenzata di più (siano essi chimici, elettromagnetici es. forno a microonde, wi-fi, tv o, come ha dimostrato Emoto, emotivi o di pensiero).
4. l'acqua nutre le nostre cellule non solo attraverso la sua qualità fisico chimica ma anche la sua qualità vibrazionale: più l'acqua è compressa e ferma e meno è vitale; se è stata smossa e fatta scorrere in salti d'acqua aumenta la sua vitalità.
5. conoscendo queste proprietà dell'acqua è possibile infuenzarla positivamente per risanarla o dare particolari impulsi con obiettivi curativi specifici.
6. tramite la misurazione delle frequenze vibratorie delle parti liquide di ogni cosa è possibile valutare la qualità del suo "hado" (che grossolanamente potrei tradurre come vitalità del corpo eterico di una sostanza).
7. Emoto ha iniziato a sviluppare la pratica di una medicina "hado" che somministra acqua modificata in modo opportuno ai pazienti con le più disparate malattie: la malattia ha infatti un suo specifico "hado" che può essere modificato.
8. Dato che il ciclo dell'acqua (dall'atmosfera alle profondità) richiede tra i 30 e i 50 anni noi vedremo le condizioni delle nostre falde freatiche peggiorare per molto tempo anche se riuscissimo a smettere ora di contaminare l'acqua e l'aria.

Come posso proteggere o migliorare la qualità della mia acqua? Il mio corpo è composto al 70% di acqua, quindi devo ampliare la mia visione non solo all'acqua che bevo, ma anche a quella contenuta nei cibi, nell'aria che respiro e nel mio stesso corpo. Emoto ha verificato che emozioni positive (gioia, gratitudine, amore, serenità ) influenzano efficacemente l'acqua. Le parole ad esse collegate sono altrettanto efficaci, sia che vengano scritte e mostrate all'acqua (con l'etichetta messa per dentro in modo che l'acqua possa leggere! così specifica l'autore), sia che vengano dette. Le parole che nei suoi studi risultano dare una maggiore qualità e resistenza al degrado dell'acqua sono "Amore e gratitudine" usate insieme. La musica e le immagini influenzano l'acqua, anche se riprodotte in modo artificiale (es. dal televisore, stereo ecc.), quindi non solo dal vivo. I migliori risultati li ha ottenuti con brani di musica classica o lirica mentre la musica heavy-metal tende a distruggere la capacità dell'acqua di formare cristalli esagonali. Alcune preghiere tradizionali dette con fede hanno un grande potere di influenzare l'acqua. Ad esempio Emoto ha studiato gli effetti della preghiera del sacerdote Kato al lago artificiale di Fujiwara e consiglia di usare la Grande Invocazione. Ma riconosce ad ogni tradizione la capacità di esprimere queste potenzialità. Le invocazioni sono molto più efficaci se vengono espresse coi tempi al passato. Un'acqua preparata con amore per un malato di tumore a cui diciamo "possa quest'acqua guarire il tumore di mia madre" è meno efficace di "il tumore di mia madre è guarito".
Riporto un brano dal capitolo finale del libro (che vi consiglio caldamente, p.122) pieno di esempi di buone pratiche da sperimentare:

Al mattino, appena sveglio, mi siedo comodo sul letto e fisso il bicchiere d'acqua sul comodino. Per circa trenta secondi, verbalizzo la mia gratitudine, ripetendo parole come : "ti ringrazio e ti chiedo una buona giornata oggi". Poi bevo metà dell'acqua. Comincio a pensare a cosa devo fare durante la mia giornata. Immaginando di portare a termine ogni cosa con successo, dico all'acqua: "E' andato tutto bene, ti ringrazio". A questo punto, bevo l'acqua rimasta. Così facendo l'informazione positiva è stata comunicata non solo all'acqua nel bicchiere, ma anche all'umidità presente nell'aria.
Poi mi alzo e vado in bagno. Dopo essermi liberato, dico "grazie" all'acqua dello scarico con un vero senso di gratitudine. Mi faccio la doccia ma l'acqua contiene cloro, che non fa bene alla pelle. "Amore e gratitudine" è necessario per migliorare la vibrazione di quest'acqua. Si tratta di un passaggio importante, soprattutto per chi soffre di malattie alla pelle e non può installare un depuratore. E' possibile migliorare l'hado dell'acqua anche scrivendo sulla parete della doccia parole come "grazie" e "amore e gratitudine"
.

Buon viaggio a questa anima antica e buona evoluzione a tutti noi.