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Visualizzazione post con etichetta Cristianità Olistica. Mostra tutti i post
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venerdì 24 ottobre 2025

Vandali nella chiesa della Maddalena

Bienno – Nell'agosto scorso la chiesetta dedicata a S.Maria Maddalena, sull'omonimo colle dominante il borgo di Bienno, accanto alla statua del Cristo Re, è stata visitata da alcuni vandali. Danneggiata gli arredi della chiesa e, dopo averlo portato nel parcheggio accanto, hanno sfasciato il porta lumini di ferro per estrarne le offerte dei fedeli. Il Comune di Bienno aveva provveduto poi a settembre a installare una telecamera bene in vista sul parcheggio, senza però provvedere ai lavori di ripristino nella chiesetta. Tre cornici della via Crucis sono state danneggiate e due piccole croci lignee, che le sormontavano, sono state divelte e asportate.

Tutto sembrava tornato alla normalità fino allo scorso fine settimana, quando un gruppo di 5 giovinastri, probabilmente tutti minorenni, è stato sorpreso da una anziana fedele nella chiesa a fumare una grossa sigaretta artigianale dall'odore sospetto. Nonostante i richiami si sono allontanati baldanzosi verso i loro motorini lasciati nel parcheggio. Non è chiaro se la telecamera lì installata sia attiva o sia stata messa solo a scopo dissuasivo. Lo stesso gruppetto pare sia tornato poi ancora il giorno successivo ad esibirsi in gimcane nel piazzale sterrato, da poco risistemato a nuovo dall'amministrazione comunale.

Tutto il colle rientra nelle proprietà del Comune di Bienno che lo ha sempre affittato a chi gestiva il ristoro annesso. Il tema della custodia di un luogo consacrato però si presenta delicata e di competenze concorrenti. La chiesa, che era sempre aperta ai fedeli ad ogni ora, è stata prudenzialmente chiusa dal gestore. Il Colle della Maddalena ospitava fino a luglio una associazione che organizzava attività per i bambini e contribuiva alla custodia e alla pulizia dei bagni pubblici ma l'Amministrazione ha cessato la collaborazione. Quel vuoto ora rischia di essere riempito da altri episodi di vandalismo in un luogo simbolo della comunità biennese. Invitiamo tutti i visitatori a vigilare e a documentare ogni violazione alle Autorità.

martedì 14 ottobre 2025

La Fondazione Tovini affida l'eremo SS.Pietro e Paolo di Bienno alla fondazionePaolo VI

Bienno – A raccogliere l'eredità dei frati francescani è arrivato don Claudio Laffranchini, nuovo direttore dell'Eremo SS.Pietro e Paolo. E' stato incaricato dal vescovo di Brescia Pierantonio Tremolada, dopo averlo assistito per 10 anni nella pastorale giovanile diocesana. Con lui inizia una nuova fase: infatti, l'estate scorsa, la Fondazione Tovini ha ceduto alla Fondazione Centro Pastorale Paolo VI la gestione dell'eremo biennese, ricostruito per volontà dei Camuni all'inizio del Novecento, come ricorda orgogliosamente il nuovo direttore, originario di Esine.

Oltre ai tradizionali ritiri di esercizi spirituali con una scelta schiera di sacerdoti come P.Mauro Draghi, don Antonio Zani saranno presenti nel programma 2026 anche il biblista mons. Orsatti, la consacrata Marina Stremfelj e l'abate benedettino di Montecassino dom Antonio Fallica, di origine lombarda. Gli esercizi spirituali si svolgono in sei giorni residenziali in cui domina il silenzio, anche durante i pasti. La guida, dopo la S.Messa, affida a ciascuno due meditazioni giornaliere e momenti di preghiera comunitaria. Il nuovo direttore, il 42enne don Claudio, ha inoltre l'intenzione di invitare i giovani valligiani a vivere una fraternità e momenti a loro dedicati, prima fra tutte la messa “degli studenti e dei lavoratori” alle sette del mattino nei giorni feriali.

L'Eremo di Bienno si è inserito nella rete delle strutture diocesane di ritiro a Brescia, Tignale e Ponte di Legno e si è inoltre aperto all'ospitalità dei singoli: da oggi chiunque potrà ora ricevere ospitalità per brevi periodi e condividere la vita dei religiosi. Don Claudio dichiara infine: “Il mio sogno è quello di creare un eremo vissuto intensamente, insieme alle Suore Sacramentine. Una casa dove vivere la familiarità tra credenti, dove nutrirsi concretamente e spiritualmente. Faccio mio il motto: Entra con tutto se stesso, resta nella solitudine ed esci trasformato.” Per informazioni è possibile scrivere a prenotazioni@oltrebrescia.it

FP

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domenica 5 ottobre 2025

I frati francescani lasciano Bienno

Non era un eremo, nè una casa di spiritualità ma un luogo per la formazione permanente dei frati, fatto per ospitare massimo tre/quattro persone. I tre frati minori francescani hanno già in parte lasciato la Valle anche se l'addio definitivo era fissato per domenica 21 settembre, nella tradizionale messa delle 7.30. Erano arrivati nel 2021 dopo la chiusura del convento di clausura delle suore clarisse che avevano fortemente voluto l'edificazione di questa bellissima struttura di proprietà della Diocesi di Brescia, magistralmente inserita nel paesaggio circostante con pietra, legno e luminose vetrate, il chiostro e l'ampio giardino che rischiano di restare ora deserti.

La Provincia del Nord Italia dei Frati Minori ha deciso la chiusura di varie piccole fraternità dopo il capitolo primaverile e la notizia ha dato un po' di amarezza tra i fedeli, sorpresi dalla decisione. Il calo delle vocazioni ha spinto la Provincia a questa difficile scelta e anche altre 2 piccole fraternità sono state chiuse. Con sereno spirito di collaborazione di frati si erano fatti benvolere dalle comunità vicine e avevano portato con semplicità e letizia il messaggio evangelico.

Il convento originario era stato fondato su indicazione dello stesso S.Antonio da Padova nel 1230, nel sito dove ora sorge l'Eremo SS. Pietro e Paolo. La secolare presenza francescana a Bienno è attestata dal ciclo di affreschi quattrocenteschi sulla vita del Serafico Padre nella centrale chiesa di S.Maria e nella forte presenza del rinnovamento di S.Bernardino. Da ultimo il biennese padre Giacomo Panteghini aveva diretto, fino al trapasso del 1999, Il Messaggero di S.Antonio. Resta ora in Valcamonica la forte presenza dei Francescani Cappuccini all'Annunziata di Pianborno e a Lovere, insieme alle Clarisse.

Francisco Panteghini

(Valcamonica 2000: 2000 caratteri, spazi inclusi, sui fatti della Valle più bella delle Alpi)

venerdì 3 ottobre 2025

Sabato 4 Ottobre alle 16 prima Live sul mio Tiktok StoriaCorsara dedicata a S.Francesco

Dal 2023 ho avviato un profilo Tiktok dedicato a contenuti storici: StoriaCorsara. Nato inizialmente per offrire video e materiali di approfondimento per i miei studenti, dopo il diniego della scuola dove lavoravo di aprire un canale di video scolastico, ha preso poi una vita autonoma e ora ha superato i 1300 follower. Mi cimento domani con la prima lezione Live, se vi va fate un salto!

Domani 4 ottobre ore 16, festa di SAN FRANCESCO D'ASSISI, regalo una lezione live in onore del Serafico Padre, sulla sua vita spericolata e spesso poco nota e sul Cantico delle Creature, ecco il link a Storia Corsara su TikTok: https://www.tiktok.com/@storiacorsara?_t=ZN-90Eb2PJvWoo&_r=1

domenica 27 luglio 2025

Sosteniamo le scuole francescane a Betlemme come semi di pace

Dopo aver ascoltato di persona la testimonianza di fra' Gianluigi Ameglio, responsabile dei frati francescani per la Terra Santa(BS), ospite al convento di Bienno (BS), ho deciso di dedicare il prossimo mese alla raccolta fondi a favore della scuola francescana di Betlemme, dove studiano insieme cristiani e musulmani. Io sono un insegnante e ascoltare questa storia di tutti i giorni mi ha profondamente colpito. Sono convinto che le scuole e gli insegnanti sinceri e appassionati possano contribuire a migliorare la società. Così da 2 settimane sul mio blog, sul canale Storia Corsara Tiktok e su Facebook sto diffondendo contributi originali o testimonianze dalla Cisgiordania . Il modo che ho trovato più efficace è raccogliere fondi che i francescani, presenti sul territorio, potranno utilizzare in modo mirato, dato la striscia di Gaza è blindata. Anche una piccola donazione può portare sollievo, dato che con la guerra e il blocco dei pellegrinaggi l'economia locale è in grave crisi. Inoltre c'è la possibilità di ospitare fra' Gianluigi Ameglio per un incontro informativo ovunque nel nord Italia: potete contattarmi al 328 702 1253 per avere i suoi contatti.

Tre giorni fa il primo ministro israeliano Netanyahu ha chiesto al parlamento di votare per l'annessione della Cisgiordania che è occupata militarmente dallo stato di Israele dalla Guerra dei Sei Giorni del 1967. In quella guerra Egitto, Siria e Giordania si erano alleate contro Israele che giocando d'anticipo li aveva attaccati con il suo moderno esercito e aveva vinto penetrando nei territori nemici di Siria ed Egitto fino al canale di Suez. Da quel conflitto prese origine l'occupazione della Cisgiordania (Giordania), alture del Golan (Siria), Gaza e Sinai (Egitto). La decisione di definitiva annessione presa con schiacciante maggioranza dal parlamento israeliano è una conferma della volontà di realizzare un "grande Israele" con progressiva espulsione dei Palestinesi anche da quell'area. In questa visione imperiale Israele si candida a potenza egemone del Medio Oriente, come dimostrano le continue violazioni del diritto internazionale con interventi militari in Libano, Siria e soprattutto l'attacco aereo all'Iran, suo principale avversario regionale.

Il rischio che in Cisgiordania si ripeta, con altri modi e tempi, ciò che sta accadendo ora nella striscia di Gaza, diventa in questo modo uno scenario possibile. Ma nella Cisgiordania vivono circa 3 milioni di Palestinesi a cui si sono aggiunti con confische e occupazioni forzate molte colonie israeliane che oggi si stima contino 700.000 israeliani che costituiscono anche una forza armata in quanto, ufficialmente per diritti di autodifesa, sono armati e, di fatto, impuniti nelle loro azioni di guerriglia e di umiliazione dei Palestinesi. Inoltre quasi 20 anni fa la Cisgiordania (in inglese West Bank, in termini biblici Giudea e Galilea) è stata circondata con un muro di cemento armato o reticolati pattugliati, con accessi sorvegliati , lungo quasi 700 chilometri che la isolano completamente in modo simile al muro di divisione tra Stati Uniti e Messico. Di fatto la Cisgiordania è diventata una regione priva di diritti e tutele, con una amminstrazione civile tornata in mano plaestinese nel 1994 con gli accordi di Oslo, ora completamente stracciati dallo stato di Israele.

In questo panorama cupo la serena voce di frate francescano Gianluigi Ameglio, che con semplicità spiega le difficoltà della gente a Betlemme, l'emigrazione, la crisi economica ma anche il ruolo della scuola francescana diretta dal frate George Hadad nel creare ponti tra comunità cristiana e musulmana e visione di possibile pace futura con gli occupanti israeliani mi ha commosso e convinto a fare un piccolo sforzo in loro favore raccontando le loro storie e chiedendoti di partecipare con una offerta, anche piccola e interamente detraibile, per queste scuole che sono a mio avviso un seme di pace in questa terra dilaniata. Puoi effettuare la tua donazione sul seguente iban: Banca Popolare Etica IBAN: IT 46 I 05018 01600 000016951162 Codice BIC: ETICIT22XXX Nome beneficiario: FRANCESCANI PRO TERRA SANTA. CAUSALE: SCUOLE BETLEMME. Per altre informazioni visita il sito : https://www.fratiterrasanta.it/ o seguimi su Tiktok per aggiornamenti e approfondimenti cercando "Storia Corsara"

venerdì 2 febbraio 2024

Lettere Camune I. Caro Babbo Nat@

Caro Babbo Nat@,

ti dispiacerebbe togliere quel tuo grosso culone da Gesù Bambino? Sei diventato così ingombrante e ossessivo coi tuoi sacchi stracolmi di pacchi da occupare tutta la mangiatoia di Betlemme, tutta la Grotta e oltre ed si fa veramente fatica a vedere e sentire il miracolo del Natale di Nostro Signore. Lo so che tu non esisti, che sei una creazione pubblicitaria americana di una nota multinazionale, ma confido che, scrivendo ad un personaggio immaginario, tutti coloro che si sentano a vario titolo coinvolti intervengano per rispedirti da dove sei venuto. Potrebbero intervenire assistenti sociali a tutela dei diritti del Divino Bambino, nazionalisti scandalizzati dall'egemonia culturale del paese dove ti hanno inventato (che non è la Finlandia!) e, perchè no, i cristiani di ogni confessione e orientamento, tutti inclusi. Io non accetto che mio figlio metta sullo stesso piano te, che non esisti, e il Cristo che si è davvero incarnato nel Divino Bambino Gesù. Lo so che qualcuno resterà scioccato da queste dichiarazioni... ma se i vostri genitori non hanno avuto il coraggio tocca a me dirvelo con chiarezza! In Catalogna nel ricco presepe inventato da S.Francesco aggiungono anche il provocatorio Cagador Ofizial, discretamente di lato. Ma tu nel presepe non puoi trovare posto perchè sei troppo ciccione! Dovresti almeno fare qualche anno di cura dimagrante.... come dovrei fare anch'io d'altronde. Ma sai la differenza tra noi due non sta nella stazza, ma nel fatto che io mi inginocchio davanti al mio Signore e mai davanti a nessun altro e tu ti ci siedi sopra occultandolo! Tu mangi tutti i risparmi di famiglie e bambini per comprare doni che non durano, mentre Gesù Bambino è venuto a portate direttamente dal Cielo quelli che durano per sempre e non costano nemmeno 1 euro. L'Amore è gratis, sempre, se non si chiama in un altro modo.

Certo che se ci rincitrulliamo di pannettone, shopping compulsivo, ansia da prestazione per i regali, mentre sghignazziamo a vedere serie tv di quell'azienda di quel paese che ha inventato Babbo Nat@ e che ha avuto la provocatoria, e quindi luciferica idea, di girarne una nella città dove vivo intitolandola addirittura "Io odxx il Nat@" ... beh non potremo certo cogliere la sublime Pace che spira nei giorni di Natale, non potremo contemplare l'armonia della Sacra Famiglia e quando l'Angelo verrà a chiamarci noi magari risponderemo distrattamente: "sì sì... ora finisco la partita alle brawlstars e dopo..." e quel dopo non viene mai. C'è persino qualcuno che fa circolari a scuola per vietare i festeggiamenti del Natale... roba da matti! Ora ci tocca aspettare l'anno prossimo per prepararci! Dai vecchio Babbo levati un po' di torno! A casa mia a Bienno in Valcamonica non sei mai venuto: il 13 .12 veniva Santa Lucia col suo asinello e al 24.12 la sera suonava una campanello che annunciava la nascita di Gesù Bambino che portava, anche, i doni ai bambini, dopo una rigorosa giornata e serata in famiglia tra preparativi, cena, giochi. Dopo i regali per i più grandicelli messa di mezzanotte e poi brindisi con gli amici. C'era una grande saggezza in tutto ciò che riconosco solo ora che non scrivo più le letterine.

Ho saputo che quaggiù dove vivo ora erano i Re Magi a portare i doni perchè Natale, era evidente a tutti, era la festa della Famiglia, dove ci si riconciliava, dove si cercava di lasciar andare le vecchie ruggini, dove si andava a messa insieme e si dava la pace e la mano anche a chi non ti andava a genio. Cristianesimo puro. Io da quest'anno ho deciso che darò i regali solo all'Epifania, impegnandomi invece con dedizione a passare un giorno e una notte in armonia con la mia famiglia. Però oltre alla dieta credo proprio che serva durante le feste anche un digiuno... digitale. Smettiamo di chinare il capo sui nostri cellulari, utilissimi ma freddi, che ostacolano il nostro sguardo amorevole. A forza di guardare notifiche e messaggini in ogni dove... non vorrei perdessimo l'occasione di diventare buoni samaritani davanti al nostro prossimo che soffre lungo la strada.

Quindi Babbo ti aspetto al campo di rugby per iniziare a lottare contro quel pancione, so bene che non sarà facile ma... com'era quell'equivoco motto "less is more"?! Te lo dico nella tua lingua così lo capisci meglio!

In fede,
Francisco Panteghini

giovedì 16 marzo 2023

Qualche umile osservazione sul verde pubblico di Chioggia Marina cap.1: la mia formazione e il mio punto di vista sulla Natura

Qualche umile osservazione sul verde pubblico di Chioggia Marina nel 2022-23

CAPITOLO 1: la mia formazione e il mio punto di vista sulla Natura

Francisco Panteghini titolare della ditta Amico Giardiniere al lavoro a Treviso tanti anni fa

Dopo un lungo silenzio sulla gestione del verde pubblico cittadino qui a Chioggia Marina ho deciso di iniziare a pubblicare alcuni contributi sulle questioni emerse di recente. Lo farò come privato cittadino della Repubblica Italiana, a mio solo nome e senza tessere di partito in tasca. Dato che mio padre mi ha trasmesso forte il senso del dovere vado a votare, anche quando non trovo candidati ideali, perchè prima che un diritto la democrazia è un dovere e non voglio che altri decidano per me. Come cittadino però rivendico il diritto di esprimere liberamente il mio rispettoso pensiero e di chiedere ai politici ragione di questo o quel provvedimento. Molte persone mi identificano con l'associazione Amico Giardiniere, che quest'anno compie quest'anno 10 anni e li dedica alla conoscenza e tutela delle barene. Questa associazione è nata da un gruppo di amici appassionati di Natura a Mestre e poi a Chioggia. Qui si è radicata nel tessuto sociale cittadino adattandosi alle esigenze locali. Ho avuto l'onore di essere tra i sei soci fondatori e di redigere lo Statuto dell'associazione di promozione sociale Amico Giardiniere. L'ho presieduta per 2 mandati (nel 2013-2016 e nel 2018-2021) in cui abbiamo iniziato il lavoro, che continua tuttora, di pulizia di zone degradate o difficilmente raggiungibili dove solo le mani amorevoli dei volontari possono arrivare, dal 2016 la festa dell'albero, la collaborazione con alcune scuole e più di recente l'apertura al pubblico e la dedicazione del Giardino San Michele (600 mq di verde nel centro storico di Chioggia) e tanto altro. Ci siamo anche molto occupati dello stato, precario, in cui versava il verde pubblico cittadino contribuendo, a volte forse in maniera troppo irruente per la passione che ha contraddistinto la mia giovinezza, al dibattito sulla necessità, per la comunità di Chioggia, di gestire direttamente il suo patrimonio verde e di dotarsi almeno di un Regolamento comunale apposito e di un censimento delle aree verdi pubbliche e di tutti gli alberi, come poi è stato.

LEGGI IL REGOLAMENTO DEL VERDE PUBBLICO DEL COMUNE DI CHIOGGIA CLICCANDO QUI

Spesso in passato se criticavo questo o quell'intervento di aziende private o pubbliche sono stato attaccato adducendo che non avessi le competenze tecniche che millantavo. Quindi, prima di iniziare la pubblicazione, che speravo breve ma che si articolerà in capitoli densi, dei capitoli riguardanti il verde cittadino e periferico di CHioggia Sottomarina ritengo opportuno pubblicare il mio curriculum così ognuno potrà farsi un'idea di chi sono, cosa conosco e di cosa non conosco. Riassumo alcuni passaggi della mia formazione, quando ho interrotto per 10 anni l'insegnamento di Letteratura e Storia: ho consegutio la qualifica regionale di Operatore del Verde nel 2007 (180 ore teoriche e pratiche di botanica,progettazione, potatura, abbattimenti controllati, diritto ecc.). Ho conseguito il brevetto per le potature in arrampicata su alberature presso la Scuola Agraria del Parco di Monza nel 2009.Ho lavorato come operaio stagionale presso una cooperativa sociale trevigiana specializzata nella cura del verde e in altre 2 gitte giardinieristiche minori. Sono stato giardiniere responsabile del progetto di recupero del parco storico di Villa Rechsteiner a Oderzo fino al 2009. Sono stato imprenditore artigiano nel settore Cura e manutenzione del paesaggio per 5 anni. Ho seguito il corso di tutela degli alberi monumentali con dott.Daniele Zanzi a Varese (30 ore), uno pionieri della moderna arboricoltura che si è formato con il famosissimo forestale americano Alex Shigo. Sono stato socio fondatore dell'Associazione nazionale dei Giardinieri BioEtici insieme a Simone Fenio, Andrea Iperico, Daniele Marinotto e altri giardinieri di orientamento biologico. Ho seguito lezioni sulle palme con Maurizio Cipriani a Roma, sui pini con il dott.Giovanni Morelli a Jesolo. Non sono mai diventato bravo come loro, anche perchè partivo da una formazione umanistica e la mia indole è sempre stata più quella dell'insegnante che del ricercatore. Infatti, se riesco a capire qualcosa, sono in grado di trasferirla in tanti modi ed ho fatto il formatore per i neoiscritti ai Giardinieri BioEtici e il coordinatore delle giornate formative nazionali fino al 2018. Io NON SONO un dottore forestale, IO NON HO STUDIATO BOTANICA ALL'UNIVERSITA' però devo dichiarare ad onor del vero che ho incontrato spesso nella mia vita professionale dei dottori agronomi che di alberi sapevano molto meno di me, pur avendo per legge il diritto di firmare perizie e ordinare interventi.

Francisco Panteghini durante l' abbattimento di un pioppo nero con tecnica in arrampicata, senza piattaforma aerea a Treviso, 20 kg or sono...

Come si può evincere da questo curriculum, io non sono un ambientalista da salotto. Io ho personalmente potato e anche abbattuto decine di alberi. Ma è vero che gli alberi mi hanno sempre più affascinato e l'approfondimento dei miei studi a riguardo è stato poco comune, per un giardiniere di provincia. Nel 2012 chiusi l'attività per alcuni anni e passai il nome, il sito web ecc. alla neonata associazione Amico Giardiniere, tramite la quale io volevo condividere quanto appreso con la mente e capito col cuore: che tra gli uomini e gli alberi esiste un'antica alleanza che noi umani dobbiamo tornare a onorare. Ancora oggi, che ho ricominciato a insegnare nella scuola pubblica con molta soddisfazione, faccio fatica a definirmi un ambientalista. Infatti io ho trovato nella Natura (tra boschi, lungo fiumi, nella laguna ecc.) una grande pace, armonia e saggezza sovrumana. Io mi sono quindi convinto, come molti mistici e sapienti che mi hanno preceduto, che la Natura è stata creata ed è animata da intelligenze divine che dal piano spirituale mandano impulsi perchè la vita possa diffondersi ed evolvere sempre più bella e creativa. Anche attraverso questo percorso mi sono riappropriato della corrente mistica francescana, che scorre da generazioni potente nella mia famiglia, ma che solo da pochi anni mi ha completamente conquistato. Io sono certo che sull'Umanità e nella Natura c'è un progetto divino e non credo assolutamente che noi umani siamo dei virus letali per il pianeta. Noi, se siamo amorevoli, siamo la soluzione e la guida di una ulteriore evoluzione perchè nella Natura c'è una grande saggezza ma manca l'amore, il quinto elemento, il frutto maturo della libertà umana. Questa visione implica tanti corollari che non abbiamo qui il tempo di sviluppare, ma è bene che il mio lettore sappia come la penso. Cercherò comunque di esprimere in modo equanime conoscenze verificabili e condivisibili da tutte le persone di buona volontà.

Francisco Panteghini indaga un tiglio cavo ma peraltro sanissimo

Tutto ciò premesso restate in attesa del CAPITOLO 2

domenica 30 ottobre 2022

Una modesta proposta per un caloroso Ognissanti

Un bel modo di celebrare Ognissanti è far costruire a figli e nipoti il loro albero genealogico. La prima storia che ciascuno deve custodire è quella della propria famiglia che, per i credenti, non cessa mai di esistere: i nostri cari defunti sono accanto a noi per aiutarci nel Cammino. Onoriamo le Antenate e gli Antenati!
Vuoi passare un 31 ottobre diverso dalle solite macabre proposte? Organizziamo la festa di Ognissanti per grandi e piccoli a Brondolo. Info Francisco 328 7021253

venerdì 15 ottobre 2021

Duemila anni di Cristianesimo non sono bastati?

Giorni tesi, giorni cupi, sembra tornata l'atmosfera degli anni Settanta con migliaia di persone che scendono in piazza scioperando contro il governo e contro l'applicazione a tutti i lavoratori della Certificazione Covid 19. Circa 4 milioni di lavoratori non hanno ancora scelto di adeguarsi alla d.l. del 16 settembre 2021. L'Italia è spaccata in due tra sfegatati sostenitori del governo Draghi e una minoranza di contestatori, in gran parte non rappresentati a livello parlamentare e nemmeno sindacale. Stanno emergendo nuovi piccoli agguerriti sindacati come il FISI, che ha proclamato lo sciopero ad oltranza (http://www.fisinazionale.it/), e l'Anief. Quello che mi colpisce e non condivido è la durezza delle accuse e degli insulti che vengono lanciati da una parte all'altra: con veri e propri provocatori come Burioni che spopolano in TV da un lato e la controinformazione complottista dall'altro. Tutti sembrano essere convinti di avere la sacrosanta ragione dalla loro parte. Pochissimi invece sembrano capaci di mettersi nei panni altrui e proporre mediazioni, che il governo non vuole con la sua "linea dura".
Mi chiedo che fine a fatto la nostra civilità cristiana, coi suoi valori, la sua pacatezza e il desiderio di essere utile al prossimo. Mi domando se il buon Samaritano oggi avrebbe soccorso un malato di Covid, magari non vaccinato, o gli avrebbe augurato le peggiori cose lasciandolo senza nessuna cura. Nella minoranza agguerrita invece non mancano quelli che invocano la catastrofe imminente sui vaccinati per gli effetti collaterali a medio e lungo termine. Siamo sicuri di non avere qualcosa nell'occhio che ci impedisce di aiutare gli altri a vedere meglio? Tra i due opposti estremismi io mi sento preso in mezzo, perchè ritengo ci siano nobili intenti e pezzi di verità su entrambi i fronti. Invece della guerra io vorrei costruire ponti, discutere fino alla nausea possibili mediazioni. Non è questo il senso della nostra democrazia?
Questo governo invece, forte di una prolungata emergenza che gli dà poteri eccezionali, avanza a gran passi verso la ristrutturazione economica e sociale dell'Italia, mandato che nessun elettore gli ha conferito. Draghi usa lo scettro di ferro e non rende conto a nessun cittadino, nessun partito o forza politica della sua linea. Eppure ha una sua agenda di governo chiara che persegue di gran carriera: in questo quadro il passaporto vaccinale sembra uno strumento per controllare i cittadini più che il covid. La normativa partorita in questi mesi è zeppa di contraddizioni (trasformare dirigenti e datori di lavori in coontrollori della salute e delle scelte personali dei dipendenti, scaricare i costi della sicurezza sui lavoratori, superare i contratti nazionali senza ridiscuterli con tutti i sindacati, anche quelli scomodi come il Fisi ecc., le denunce di incostituzionalità).

E così siamo arrivati allo sciopero generale, di una minoranza certo, ma capace di incidere. A Roma è stato schierato l'esercito in piazza: è un'escalation nella prova di forza che può solo accendere gli animi e stimolare gli estremisti, azzerando lo spazio di dialogo con moderati di entrambi i fronti. Ma non è mai troppo tardi per un passo indietro, per sedare gli animi e avviare trattative. Sono certo che si potrebbero trovare accordi soddisfacenti per tutti e ridare fiducia a questa Italia prostrata dalla recessione portata anche dalla gestione draconiana dell'epidemia. Fondamentale sarebbe far ripartire il dibattito libero in ambito medico, riammettere i sanitari sospesi, applicare la democrazia senza limitazioni e far nascere da quel vivace dibattito le nuove strade da percorrere, perchè quelle finora seguite non vanno bene per tutti. La posizione del mediatore è scomoda: tutti lo bersagliano da un lato all'altro ma io credo che ogni cristiano, ogni persona di buona volontà dovrebbe costruire ponti e non barriere.

domenica 15 agosto 2021

La manifestazione del divino femminile

Negli ultimi anni si sente spesso parlare delle rinascita della spiritulità femminile, spesso facendo riferimento ad una non meglio precisata Dea. Nella festa dell'Assunzione di Maria mi ripropongo di aprire un confronto sulla spiritualità femminile come emerge dai testi e dalla tradizione cristiana, anche in relazione con altre tradizioni che in vari modi sono stati conglobati nella nuova fase innescata dall'incarnazione del Cristo. La prima considerazione da fare per leggere con occhi nuovi i testi sacri è quella di intendere, ogni volta che si parla di una Donna, una parte della nostra Anima. Secondo l'antroposofia la nostra anima si può distinguere in anima senziente (quella legata alla sensorialità e alle passioni), anima razionale (quella legata al pensiero e all'astrazione) e anima cosciente (quella che accoglie gli stimoli dello Spirito, tramite l'intuizione e la visione).

La figura femminile chiave della rivelazione cristiana è Maria, madre di Gesù. Cosa sappiamo di lei? Era figlia di Gioacchino e Anna, citati testi apocrifi come il Protovangelo di Giacomo e il Vangelo dello pseudo-Matteo, oltre che dalla tradizione (1). Anna pare fosse figlia di Achar e sorella di Esmeria, madre di Elisabetta e dunque nonna di Giovanni Battista. Gioacchino viene tramandato come uomo virtuoso e molto ricco della stirpe di Davide, che era solito offrire una parte del ricavato dei suoi beni al popolo e una parte in sacrificio a Dio. Entrambi vivono a Gerusalemme. Sposati, Gioacchino e Anna non hanno figli per oltre vent’anni. Non generare prole, per gli ebrei, in quest’epoca è segno della mancanza della benedizione e del favore di Dio; perciò, un giorno, nel portare le sue offerte al Tempio, Gioacchino viene redarguito da un tale Ruben (forse un sacerdote o uno scriba): indegno per non avere procreato, infatti, secondo lui non ha il diritto di presentare le sue offerte. Gioacchino, umiliato e sconvolto da quelle parole, decide di ritirarsi nel deserto e per quaranta giorni e quaranta notti implora Dio, fra lacrime e digiuni, di dargli una discendenza. Notate il parallelo con il deserto di Giovannia Battista e di Gesù? Anche Anna trascorre giorni in preghiera chiedendo a Dio la grazia della maternità.

Le suppliche di Gioacchino e Anna vengono ascoltate; così un angelo appare separatamente a entrambi e li avverte che stanno per diventare genitori. Finalmente la manifestazione divina si compie ed entrambi riescono a percepirla (non è da tutti saper ascoltare un angelo!) e accoglierla come veritiera. L’incontro sulla porta di casa fra i due, dopo l’annuncio, si arricchisce di dettagli leggendari. Il bacio che i due sposi si sarebbero scambiati è stato tramandato dinanzi alla Porta Aurea di Gerusalemme, il luogo in cui, secondo una tradizione ebraica, si manifestava la presenza divina e si sarebbe manifestato l’avvento del Messia. Ampia l’iconografia di tale bacio davanti alla nota porta (sopra la versione di Giotto) che i cristiani ritengono quella attraverso la quale Gesù avrebbe fatto il suo ingresso nella Città Santa la Domenica delle Palme. Mesi dopo il ritorno di Gioacchino, Anna dà alla luce Maria. Nel nostro calendario si festeggia l'8 settembre, nel segno della Vergine. La bimba viene cresciuta tra le affettuose premure del papà e le amorevoli attenzioni della mamma, nella casa che si trovava nei pressi della piscina di Betzaeta.
Il Protovangelo di Giacomo afferma, nel capitolo sesto, che all'età di un anno Maria viene presentata ai sacerdoti del Tempio dai suoi due genitori, Anna e Gioacchino; pochi anni dopo viene fatta accedere all'interno, prendendo parte alla vita sacerdotale, fino al momento dell'incontro con Giuseppe. Dunque viene cresciuta come una sacerdotessa: pochi sanno che nella religione ebraica esisteva anche un clero femminile. La presentazione di Maria al Tempio viene ricordata il 21 novembre. Maria rimase nel Tempio di Gerusalemme fino a quando venne promessa in sposa a Giuseppe. Ma l'arcangelo Gabriele venne a visitarla a Nazareth, sei mesi dopo aver visitato sua cugina Elisabetta in attesa di Giovanni, e le annunciò il suo ruolo: "Ave, piena di grazia; il Signore è con te, benedetta tra le donne"(2). Maria poco dopo fa visita alla cugina Elisabetta che, ispirata dalla spirito, la saluta così: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Maria è "piena di grazia" ed è "benedetta tra le donne".

Vi proprongo la lettura simbolica della famosa preghiera Ave Maria tratta da vari passi del Vangelo di Luca. In particolare ho trovato ispirata l'interpretazione fatta da Fausto Carotenuto (3)

Ave Maria
Piena di grazia
Il Signore è con te
tu sei benedetta tra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria,
madre di Dio,
prega per noi peccatori
adesso e nell'ora della nostra morte.
Amen

Oltre a pregare la Madre di Dio a cui Gesù morente ci affidò, allo stesso tempo preghiamo per quella parte di noi che lei custodisce: l'Anima Cosciente. Possiamo quindi dare alla preghiera questo ulteriore significato:

Ave Maria = Salute a te Anima Cosciente mia
Piena di grazia = sei piena di ogni grazia
Il Signore è con te = Il mio Spirito è con te
tu sei benedetta tra le donne = tu sei benedetta tra tutte le altre parti dell'Anima
e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.= e benedetto è il frutto del tuo Cuore: il mio Spirito pieno d'amore
Santa Maria, = tu sei intoccabile Anima Cosciente mia
madre di Dio,= è grazie a te che nasce il me la presenza divina
prega per noi peccatori= prega per tutte le volte che sbaglio trascinato da altre parti dell'anima
adesso e nell'ora della nostra morte.= mentre sono incarnato e quando mi staccherò da questo corpo.
Amen= Così sia

Simbolicamente Maria rappresenta la nostra anima cosciente ma forse 2000 anni fa si era incarnata in lei un'Entità celeste in grado di preparare la strada all'incarnazione di Cristo, l'inventrice stessa dell'Anima e prima cuostode della Terra? E'forse Lei l'Entità chiamata in passato Dea Madre e di lei portavano aspetti le dee antiche, partendo da Iside fino a Era e oltre.

«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».

Nel Magnificat l'identificazione tra Maria e l'Anima purificata è netto, Maria infatti è talmente "centrata", purificata, presente a se stessa che riceve direttamente dal suo Spirito la lode a Dio Padre e l'anticipazione di quello che avverrà. Tramite il suo primo Figlio. Attraverso l'Anima Cosciente di Maria si è dispiegato il disegno di salvezza divino: leggendo la seconda parte del Magnificat troviamo i fondamenti del cristianesimo: disprezzo verso i superbi, i ricchi e i potenti di questo mondo, valorizzazione degli umili e dei ricercatori dello Spirito (gli "umili"), ha portato a compimento superandolo il messaggio di giustizia affidato al popolo di Israele. Ecco i fondamenti della nuova religione basata sull'Amore, che non può albergare se non in cuori umili e pronti al servizio.

Maria fu essenziale nell'educazione del figlio, lei sacerdotessa lo istruisce e lo prepara, tanto che a 12 anni può discutere da pari con i Sacerdoti del Tempio. Eppure il giovane Gesù sente che è suo compito rinnovare profondamente l'ebraismo, per diffondere un messaggio valido per tutti gli esseri umani: Dio è nostro padre e ci chiama a sè continuamente. In noi riposa supita una natura spirituale che ci può portare a diventare a pieno titolo figli di Dio. Altro momento chiave che ci fa campire il ruolo di Maria è il suo invito a mettersi all'opera alle nozze di Cana. L'anima cosciente più perfetta del mondo spinge lo Spirito più puro a manifestarsi proprio durante una festa di matrimonio. Il matrimonio può anche essere interpretato come un matrimonio spirituale che può avvenire in ciascuno tra la nostra Anima purificata e il nostro Spirito. Lo Spirito conosce "le cose del padre", sa la direzione in cui andare ma il modo in cui manifesrtarsi e il tempo lo percepisce al meglio l'Anima cosciente. Dopo le nozze secondo l'apostolo Giovanni inizia la predicazione pubblica di Gesù in modo clamoroso: scaccia i mercanti dal Tempio! (Giovanni 2,1 sgg.)

Poi i riferimenti a Maria si diradano nei vangeli. Salvo trovarla in cerca di Gesù con i suoi fratelli! I fratelli di Gesù sono menzionati in alcuni brani del Nuovo Testamento e in alcuni scritti di autori cristiani successivi. Nel Vangelo secondo Marco (6,3) e in quello di Matteo (13,55) vengono menzionati quattro maschi, Giacomo (il maggiore, l'apostolo?), Giuseppe, Simone e Giuda e un imprecisato numero di sorelle (anonime): secondo Epifanio di Salamina le sorelle erano due, una chiamata Salomè e l'altra Anna oppure Maria.(5) Il riferimento ai fratelli di Gesù c'è anche negli Atti degli Apostoli (1,14)mentre si preparano alla Pentecoste "Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù, e con i fratelli di lui". Perchè mai si è pensato a Gesù come a un figlio unico? Il matrimonio di Maria e Giuseppe è andato avanti e quell'entità meravigliosa incarnata in Maria ha dato seguito al suo potere generativo con altri figli e figlie, sicuramente affidando a ciascuno compiti e doni particolari.

Ritorna protagonista durante la Crocifissione e apprendiamo che lei e molte donne avevano seguito Gesù nella sua predicazione e si radunavano attorno a lui sofferente, al contrario degli apostoli, escluso Giovanni. Proprio a Giovanni Gesù affida Maria e viceversa (Giovanni capitolo 19): "25 Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. 26 Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». 27 Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa." Maria diventa la madre degli uomoni nuovi che hanno accolto la religione dell'Amore, lei che ne fu la prima iniziatrice ne diventa custode e sarà lei ad accompagnare, riunire, sostenere gli Apostoli fino alla Pentecoste. Sotto la croce si trovano "tre Maria", e anche al sepolcro di recheranno tre donne dal nome Maria. Simbolicamente potrebbero rappresentare le tre parti dell'anima che, orfane dello "sposo" lo cercano in ogni modo.
Come abbiamo anticipato Maria è presente alla Pentecoste, insieme agli Apostoli, a molte donne e ai "fratelli di Gesù". Riceve anch'essa lo spirito santo e sembra così coronare la sua missione mentre gli Apostoli finalmente iniziano la loro. Non ci sono altri riferimenti alla Madre di Dio nei vangeli canonici e negli Atti degli Apostoli. Ma oggi ricorre il 15 agosto festa dell'Assunzione in Cielo di Maria per la Chiesa cattolica. Il primo scritto attendibile che narra dell’Assunzione di Maria Vergine in Cielo, come la tradizione fino ad allora aveva tramandato oralmente, reca la firma del Vescovo san Gregorio di Tours ( 538 ca.- 594), storico e agiografo gallo-romano: «Infine, quando la beata Vergine, avendo completato il corso della sua esistenza terrena, stava per essere chiamata da questo mondo, tutti gli apostoli, provenienti dalle loro differenti regioni, si riunirono nella sua casa. Quando sentirono che essa stava per lasciare il mondo, vegliarono insieme con lei. Ma ecco che il Signore Gesù venne con i suoi angeli e, presa la sua anima, la consegnò all’arcangelo Michele e si allontanò. All’alba gli apostoli sollevarono il suo corpo su un giaciglio, lo deposero su un sepolcro e lo custodirono, in attesa della venuta del Signore. Ed ecco che per la seconda volta il Signore si presentò a loro, ordinò che il sacro corpo fosse preso e portato in Paradiso».(4)
L'assunzione in Cielo completa il disegno della salvezza: ad innalzarsi per primo è lo Spirito (Gesù Cristo) nel suo corpo di Resurrezione, segue poi l'Anima completamente purificata e arricchita dal devoto servizio alla missione dello Spirito. In molte opere medievali troviamo la rappresentazione di Maria incoronata: Regina del Cielo è un suo attributo tra i cattolici. La coppia Gesù Cristo + Maria viene rappresentanta come una coppia regale. Le due grandi entità spirituali che si sono incarnate ritornano a splendere di una luce più viva e chiamano a sè tutti i fratelli e sorelle presenti sulla Terra. E' molto bello meditare sul profondo significato di molti attributi di Maria delle litanie lauretante che ci fanno capire passo passo la sua natura divina che ha riassunto in sè i tratti di dee precedenti.

«Sancta Maria, ℟, ora pro nobis.
Sancta Dei Genitrix, ℟ ora pro nobis.
Sancta Virgo virginum, ℟ ora pro nobis.
Mater Christi, ℟ ora pro nobis.
Mater Ecclesiae, ℟ ora pro nobis
Mater misericordiae, ℟ ora pro nobis
Mater divinae gratiae, ℟ ora pro nobis.
Mater spei, ℟ ora pro nobis.
Mater purissima, ℟ ora pro nobis
Mater castissima, ℟ ora pro nobis.
Mater inviolata, ℟ ora pro nobis.
Mater intemerata, ℟ ora pro nobis.
Mater amabilis, ℟ ora pro nobis
Mater admirabilis, ℟ ora pro nobis.
Mater boni consilii, ℟ ora pro nobis.
Mater Creatoris, ℟ ora pro nobis.
Mater Salvatoris, ℟ ora pro nobis.
Virgo prudentissima, ℟ ora pro nobis.
Virgo veneranda, ℟ ora pro nobis.
Virgo praedicanda, ℟ ora pro nobis.
Virgo potens, ℟ ora pro nobis.
Virgo clemens, ℟ ora pro nobis.
Virgo fidelis, ℟ ora pro nobis.
Speculum iustitiae, ℟ ora pro nobis
Sedes sapientiae, ℟ ora pro nobis.
Causa nostrae laetitiae, ℟ ora pro nobis.
Vas spirituale, ℟ ora pro nobis.
Vas honorabile, ℟ ora pro nobis.
Vas insigne devotionis, ℟ ora pro nobis.
Rosa mystica, ℟ ora pro nobis.
Turris Davidica, ℟ ora pro nobis.
Turris eburnea, ℟ ora pro nobis.
Domus aurea, ℟ ora pro nobis.
Foederis arca, ℟ ora pro nobis.
Ianua coeli, ℟ ora pro nobis.
Stella matutina, ℟ ora pro nobis.
Salus infirmorum, ℟ ora pro nobis.
Refugium peccatorum, ℟ ora pro nobis.
Solacium migrantium, ℟ ora pro nobis.
Consolatrix afflictorum, ℟ ora pro nobis.
Auxilium Christianorum, ℟ ora pro nobis.
Regina Angelorum, ℟ ora pro nobis.
Regina Patriarcharum, ℟ ora pro nobis.
Regina Prophetarum, ℟ ora pro nobis.
Regina Apostolorum, ℟ ora pro nobis.
Regina Martyrum, ℟ ora pro nobis.
Regina Confessorum, ℟ ora pro nobis.
Regina Virginum, ℟ ora pro nobis.
Regina Sanctorum omnium, ℟ ora pro nobis.
Regina sine labe originali concepta, ℟ ora pro nobis.
Regina in caelum assumpta, ℟ ora pro nobis.
Regina sacratissimi Rosarii, ℟ ora pro nobis.
Regina familiae, ℟ ora pro nobis.
Regina pacis, ℟ ora pro nobis.»

(1) https://www.vaticannews.va/it/santo-del-giorno/07/26/santi-gioacchino-e-anna--genitori-della-beata-vergine-maria.html
(2) vangelo di Luca, 1,26 sgg
(3) Fausto Carotenuto, La preghiera, Ed. Il Ternario, http://www.coscienzeinrete.net
(4) https://www.famigliacristiana.it/articolo/festa-dell-assunta-ecco-le-cose-da-sapere.aspx
(5) https://it.wikipedia.org/wiki/Fratelli_di_Ges%C3%B9
(6) https://it.wikipedia.org/wiki/Litanie_lauretane

sabato 28 novembre 2020

Stanco di "dolcetto o scherzetto?"

Quest'anno sono tornato a insegnare in una bella scuola media di Sottomarina. Quest'esperienza mi ha messo in contatto con i ragazzini e ragazzine dagli 11 ai 14 anni e al loro mondo. Mi è arrivato di riflesso anche il loro modo di vivere la festa di Halloween, quel fascino per il gusto dell'orrido e dell'immancabile "dolcetto o scherzetto?". Ho cercato di farli riflettere sul fatto che stiamo copiando la pessima festa americana che ci separa nettamente dal rapporto filiale dei nostri antenati defunti. Il mondo celtico aveva costruito attorno a questi giorni di passaggio dall'anno luminoso a quello oscuro la festa di Samhain spiegando come fosse possibile allora entrare in comunione coi defunti. Il culto cristiano nel X secolo aveva raccolto con felice intuizione dell'abate di Cluny il bisogno di rinsaldare i rapporti con i morti istituendo l'omonima festa, cui poi si aggiunse quella di Ognissanti.
Nella Halloween questo legame ancestrale è negato: un colpo duro alle nostre radici sociali e individuali. A sostituirlo un carnevale materialista e horror, dove si scherza sulla morte e su tutte quelle figure intermedie nè morte nè vive come zombie e vampiri. Una verione cupa che rende l'orrido attraente distorcendo insieme con le categorie del bello anche quelle del buono. I mostri, i demoni brutti e deformi o a volte anche seduttivi e sensuali vengono presi a modello. E poi questo apparentemente innocuo gioco di chiedere, anzi prentendere qualche dolce minacciando una vendetta. Il dolcetto o scherzetto si origina dalla stessa forma pensiero del ricatto, edulcorandola e facendola respirare ai bambini come qualcosa di normale e bello.
Mi piacerebbe organizzare feste degli Antenati e dei Santi... e sono forse tutti santi ora che sono ricongiunti ai mondi spirituali. Feste gioiose con canti e cori, messe in maschera ispirate all'iconografia dei Santi. Immaginate i redivivi S.Francesco, S.Giorgio, S.ta Chiara, S.ta Rita, gli Arcangeli e tutti i santi invadere festosamente le nostre città cantando "Oh when the saints go marching in...". E lanterne e incenso per allontanare la notte e le sue ombre. Buon Ognissanti a tutti!

giovedì 9 aprile 2020

Riflessioni su Knightfall, serie Netflix sui Templari

In questi giorni di clausura in casa mi è capitato di vedere parecchie serie, come Knightfall: la serie Netflix dedicata ai Cavalieri Templari. Ho visto la prima serie e con sempre maggior fastidio la seconda: troppi conti che non tornavano. Poi ho deciso di scrivere questa recensione e di argomentare i limiti narrativi, storici e spirituali, vorrei dire, di questa ricostruzione degli ultimi anni dell'ordine del Tempio. Si capisce subito che gli autori hanno molto il gusto dell'orrido: omicidi, sventramenti, torture, duelli cruenti ricoprono i protagonisti immancabilmente di litri di rosso sangue. La prima serie ruota attorno alla ricerca di niente di meno che del Sacro Graal e all'ascesa a Maestro dei templari parigini del giovane Landry, segreto amante della regina Giovanna. Che un templare, un maestro templare poi, potesse mantenere una relazione adulterina è impensabile sia per la vita di fratellanza che non lasciava spazio a tempo libero da passare da soli, sia per l'obbligo alla castità e a riferire eventuali peccati dei fratelli perchè potessero fare penitenza. Ai Templari a pieno titolo, quelli che prendevano i voti permanenti era vietato guardare e ricevere baci da qualsiasi donna, figurarsi andarci a letto. Nella serie invece Landry confessa a fratello Tancredi e persino al Papa Bonifacio VIII il peccato e riceve comprensione, omertà e l'invito a troncare subito la relazione senza rinunciare al ruolo o pentirsi publicamente.
La storia d'amore infelice da Landry e Giovanna invece è uno dei capisaldi narrativi e porta alla nascita, forse miracolosa, di una figlia estratta con un cesareo improvvisato dalla madre tragicamente assassinata. Ma torniamo a quello che avrebbe potuto essere il vero centro della narrazione: la ricerca del Graal, la reliquia più sacra e più cantata nella cristianità, testimonianza della vita di Gesù e della fatidica ultima Cena in cui alcuni dei fondamenti della fede cristiana vennero sanciti. L'oggetto è rappresentato da una semplice coppa di terracotta, corrosa dal tempo cosa che seppur credibile svilisce l'oggetto sacro di certo trasfigurato dall'uso che ne fu fatto. Le canzoni che narravano la ricerca del Graal ne ricordavano sempre la luminosità e la preziosità come d'oro luminoso. Il Graal era inafferrabile da mani empie e ben protetto in ogni momento. Nella serie invece il precursore di Landry nasconde la reliquia con la complicità della madre del giovane (che fino ad allora si credeva orfano), di un convento di monache e di una misteriosa Fratellanza di Saraceni. Tutte questi personaggi scompaiono nella seconda serie dopo che Landry ha distrutto di fronte alla morte ingiusta di Giovanna con uno scatto d'ira. Le azioni impulsive di questo personaggio, che porteranno infine alla radiazione meritata dall'ordine,(salvo essere riammesso nella seconda stagione...) trascinano la serie dimostrando l'assoluta mancanza delle virtù perseguite dai Cavalieri del Tempio che giorno e notte pregavano per diventare uomini migliori, saggi, equilibrati e religiosi.
Con un gesto Landry frantuma il Graal, come se niente fosse: al contrario nel sentire del tempo doveva essere fortissima la percezioni della inviolabilità di quella coppa. Inoltre i frantumi del Graal sembrano ormai inutili e privi di ogni venerazione, quando nel Medioevo il culto di ogni reliquia, di ogni scheggia della Santa Croce meritava la costruzione di intere chiese: il re Luigi IX, padre di Filippo il Bello, aveva costruito la Sainte Chapelle per custodire al Corona di Spine e un frammento della Croce. Figurarsi che valore e che cura avrebbero avuto persino i più piccoli frammenti, invece la coppa rotta viene messa in un forziere e se ne perdono le tracce. C'è chi sostiene che Castel del Monte fu costruito apposta in forma ottagonale per ospitare il Graal e fungere la luogo d'iniziazione. Il concetto e la pratica della devozione templare e delle sue diverse iniziazioni è completamente banalizzato in Knightfall. Credo sia mancata una accurata ricerca storica, al di là dell'aspetto puramente militare e di potere e sopratutto uno sforzo degli attori di rendere viva e coerente la visione dell'Ordine, la cui regola fu scritta col contributo determinante di San Bernardo da Chiaravalle, animatore dei Cistercensi. Mi sembra quindi doveroso ricordare gli elementi specifici dell'ordine del Tempio che lo rese il più potente e indimenticato ordine monacale cristiano.
Per prima cosa l'architettura. I Templari furono tra i promotori della costruzione di ampie e luminose cattedrali gotiche e in particolare erano maestri dell'uso dell'Ottagono, inteso come forma geometrica di passaggio dal quadrato (la materia) e il cerchio (lo spirito). Ottagonali erano i battisteri da loro promossi e spesso le torri come quella accanto alla basilica di Collemaggio (L'Aquila), loro capolavoro. Nell'organizzare i loro possedimenti, al di là dell fortezze possedute e poi perse in Terrasanta, c'erano precisi criteri di ordine ed efficienza. Ogni Magione templare aveva un suo luogo di culto, terre e contadini che la mantenevano, cavalli freschi per dare il cambio a quelli dei fratelli di passaggio. In Knightfall invece la sede templare di Parigi è una torre tardo gotica di Praga. Una piccola fortezza dentro alla città. Mi è capitato di visitare il quartiere templare di Londra (Temple, il toponimo è rimasto): una chiesa gotica al centro, tanti edifici raccolti attorno a cortili e giardini, piccole vie di accesso tuttora sbarrate di notte da solidi portoni.
Se dovessi girare una serie sui Templari riproporrei la loro peculiare iconografia come il sigillo templare o il Beauceant. Analizziamo innanzitutto il sigillo: due cavalieri su un solo cavallo con scudo crociato e lancia sono circondati da una scritta "+ SIGILLUM ... MILITUM ...XRISTI .." ovvero "Sigillo dei soldati di Cristo". La croce che inizia la scritta è una croce greca e non latina, con le quattro braccia uguali, segno del forte rapporto con la cristianità orientale. I due templari su di un cavallo simboleggiano i doveri della fratellanza nella fede e nelle armi che univa sia i Templari tra loro che ogni cavaliere al suo scudiero / apprendista. Mai soli, sempre insieme, almeno in due per qualsiasi missione, per supportarsi e consigliarsi. I Maestri avevano grande potere discrizionale ma nella regola (se sei curioso puoi leggerla cliccando qui) persino loro erano invitati a consigliarsi con i fratelli più saggi o a indire una assemblea plenaria per le questioni più importanti. Il Beauceant ,che non compare nella serie Netflix, era il vessillo templare, frutto di una profonda elaborazione: su un vessillo metà bianco e metà nero si staglia una croce greca rosso vivo. Uno dei siglificati era che i Templari erano chiamati a meditare e discernere il bene dal male, riconoscere il male per poterlo combattere. Nelle chiese di ispirazione templare spesso si costruivano le facciate con due colori (chiaro e scuro) per ripetere lo stesso concetto: la reale esistenza del Bene e del Male e la necessità di separarli per poter agire rettamente. La croce rossa, greca come ho ricordato prima, oltre a simbolo della fede cristiana è anche simbolo dello sforzo che ogni templare mette nel trionfare sul male fino a sacrificio del suo sangue.
Nella serie ci sono molti strappi narrativi e falsi storici (come le gite del papa Bonifacio VIII a Parigi e il suo assassinio per mano del giurista Guglielmo de Nogaret) ma queste licenze arebbero anche potuto avere un senso se avessero rafforzato la narrazione. Nella seconda serie il Graal sparisce nel nulla e con esso la misteriosa fratellanza saracena che sembrava quasi onnisciente e onnipresente nella prima. Inoltre Landry ottiene il perdono e la riammissione come "iniziato" ovvero novizio nella casa madre dei templari. Accanto a giovani aspiranti templari si sottopone ad aspre prove fisiche e ad un pessimo rancio. Manca del tutto la formazione religiosa, i doveri quotidiani della preghiera e i simboli della luminosa fede di stampo giovanneo dei Templari. Mancano le letture sacre durante i pasti ed è onnipresente il crocifisso con Gesù esanime. Su questa forte insistenza del dolore e l'autopunizione nel culto va fatta una importante premessa: la fede templare, influenzata da quella cistercense, adorava il Cristo Pantocratore, Signore dell'Universo sceso in terra per riportare a sè i suoi figli dispersi, dando loro l'opportunità di divertare fratelli e di elevarsi fino a fare cose ancora maggiori di lui in terra. La croce fa solo parte del percorso e nelle chiese templari stava su un lato, tappa del persorso salvifico, tappa che ogni uomo deve affrontare e superare, come è scritto nel vangelo "Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua."(Matteo 16,24). Al centro dell'iconografia templare c'era, sarete sorpresi, la Madonna col Bambino e in seconda battuta Maria Maddalena. Due Donne simbolo dell'Anima che si converte (la Maddalena) fino alla purificazione completa (Maria anima cosciente e intoccabile dal peccato) e genera lo Spirito (il Bambino).
Landry invece riceve con gli altri novizi un addestramente militare che nella regola viene dato per scontato. Ovvero aderiscono all'ordine uomini già addestrati alle armi, cavalieri fatti. Era fatto esplicito divieto di ammettere all'Ordine ragazzi: chi aderiva doveva essere già un combattente abile e pronto alla lotta. Inoltre potevano essere accettati cavalieri (e relativi scudieri) con voti temporanei, anche uomini sposati potevano partecipare per un periodo al servizio militare templare per poi tornare alla vita mondana. Ma solo i veri templari, con voti perenni potevano vestire la veste bianca e fare carriera nell'Ordine. Bene qui finisce questa recensione schietta di Knigtfall: sono soddisfatto di aver spezzato una lancia a favore di quegli uomini pieni di fede e di saggio senso pratico.

#knightfall #templari #cavalierideltempio #netflix #serie #cavalieri #Tempio #Landry

lunedì 3 luglio 2017

Con l'energia di S.Giovanni il Battista

Il 24 giugno abbiamo festeggiato la ricorrenza di S.Giovanni il Battista, un giorno particolare quest'anno perchè coincideva con la luna nuova (inizio di nuovi cicli) in cancro con sole in cancro. Una occasione di portare il massimo di ordine e chiarezza (è l'impulso di Giovanni, ispirato all'adesione profonda alle Leggi Universali) nei propri retaggi, nella propria sensitività, nel rapporto con la Madre, per ritrovare il senso profondo del compito con cui siamo nati, la nostra peculiare vocazione. Dobbiamo continuamente ricordare che siamo Esseri Spirituali che fanno esperienze Materiali per evolvere, fino a che "saremo come gli angeli", ovvero pura energia d'amore e potere creativo in accordo con le Leggi Universali.
La festa di S.Giovanni, subito dopo il Solstizio d'Estate, si collega con la festa di Giovanni evangelista in autunno, anch'essa poco dopo l'appuntamento astronomico dell'equinozio (e anticipano e preparano col loro ritmo il Natale, pochi giorni dopo il Solstizio d'Inverno). Una corrispondenza tra i due Giovanni è quindi inserita nel ciclo dell'anno. Giovanni proveniva da un retaggio sacerdotale elevato del popolo ebraico, suo padre Zaccaria celebrava periodicamente nel tempio di Gerusalemme. La sua nascita, in modo simile a quella di Gesù, arrivò inaspettata e annunciata da un angelo all'anziana madre Elisabetta che non aveva concepito figli. Sua madre è cugina di Maria, dunque Giovanni è cugino di Gesù, la cui genealogia (o meglio 2 genealogie discordanti a dire il vero) è riportata nel vangelo collegandolo a re Davide. Il nome Giovanni significa "dono del Signore", arrivando inaspettato.
Il padre venne avvisato da un angelo dell'avvenimento miracoloso ma restò incredulo e venne punito perdendo la voce fino alla nascita. Al vecchio gran sacerdote le guide del popolo ebraico tolgono la parola e si preparano a darla, affilata come una spada, a suo figlio. Giovanni viene istruito per prendere un giorno il ruolo di gran sacerdote ma ad un certo punto sente questa vita insoddisfacente, si libera di tutte le convenzioni e i compromessi della vita sociale, rinuncia a sposarsi come previso e si ritira nel deserto come un asceta (Matteo scrive "portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico"). Lì matura forze nuove e sente di avere un compito: di preparare la strada alla venuta del Messia, di offrire agli ebrei l'occasione di convertirsi, di tornare a vivere profondamente in armonia con la Legge Divina, cosa che più di ogni altra Giovanni aspira a incarnare, a costo di mortificare il suo corpo, la sua posizione, la sua stessa vita. Su questa profonda convinzione costruisce la sua predicazione pacifica ma dai toni apocalittici, ricollegandosi alla migliore tradizione profetica ebraica.
Seguiamo la presentazione che l'evangelista Giovanni, l'Aquila dei quattro canonici, offre del Battista. Lo troviamo già al versetto 6 del famoso Prologo ("In Principio era il Verbo-Logos..."), subito dopo la descrizione del Logos, il Pensiero Amorevole Creativo che si manifesterà in Gesù quando coprenderà di essere il Cristo. "[6]Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni.". Dunque Giovanni ha una missione divina, legata alla venuta del Logos, se non capiamo Giovanni sarà arduo capire e seguire Gesù. "[7]Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui" Lui è il mezzo per arrivare alla vera fede, alla luce del Logos la cui manifestazione visibile, come ci ricorda s.Francesco nel Cantico di Frate Sole, è proprio il Sole con la luce e il calore che generano la vita sul nostro pianeta. E poi l'aquila Giovanni precisa che "[8]Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce." Dunque non bisogna confondere tra Giovanni, emblema della migliore tradizione sacra ebraica, con il messaggio nuovo e universale portato da Gesù. Lui aveva il compito di rendere evidente il riconoscimento del Messia per chi fosse pronto ad accoglierlo.
Ecco che si compie la missione "[15]Giovanni gli rende testimonianza (a Gesù Cristo) e grida: «Ecco l'uomo di cui io dissi: Colui che viene dopo di me mi è passato avanti, perché era prima di me». Qui Giovanni fa riferimento non alla nascita nella carne, dato che lui è di pochi mesi più vecchio di Gesù, ma al ruolo spirituale dello Spirito che si incarnò in Gesù Cristo e che aveva partecipato alla creazione fin dall'inizio. Giovanni raccoglie un gran seguito di persone che prepara con un aspro battesimo nel Giordano per fare ricordare a più persone possibile la propria essenza spirituale. I sacerdoti di Gerusalemme, preoccupati dal suo successo gli chiedono se sia lui il Messia: "[20]«Io non sono il Cristo».[23] «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, come disse il profeta Isaia». [24]Essi erano stati mandati da parte dei farisei. [25]Lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?»." Per i seguaci del Tempio vale solo il principio di autorità gerarchica umana, vogliono sapere quanto in alto è Giovanni. Ma lui parla un linguaggio nuovo, profetico e sempre coerente con la sua missione.
"[26]Giovanni rispose loro: «Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, [27]uno che viene dopo di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio del sandalo». [28]Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando." Dire ai sacerdoti del suo tempo che non conoscono la loro origine nè i fondamenti della natura umana, il principio spirituale che ha partecipato alla creazione suona come una profonda delegittimazione, che Gesù portrà avanti in modo ancora più chiaro definendoli "ciechi che guidano altri ciechi". Giovanni usa le qualità dell'elemento acqua, espressione della vita, per togliere la durezza dai cuori degli ebrei, seguaci di una religione sempre più esteriore e piena di precetti ormai lontana delle verità che molti profetti e lo stesso Mosè riuscirono a carpire al Divino per trasmetterle ad un intero popolo e non a un gruppo ristretto di iniziati.
Matteo (cap. 3) chiarisce meglio la predicazione di Giovanni Battista: [2] «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!».[7]Vedendo però molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha suggerito di sottrarvi all'ira imminente? [8]Fate dunque frutti degni di conversione, [9]e non crediate di poter dire fra voi: Abbiamo Abramo per padre. Vi dico che Dio può far sorgere figli di Abramo da queste pietre. [10]Già la scure è posta alla radice degli alberi: ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. [11]Io vi battezzo con acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più potente di me e io non son degno neanche di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito santo e fuoco». E Luca (cap. 3)spiega ancora "la parola di Dio scese su Giovanni nel deserto. [3]Ed egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati (...)[10]Le folle lo interrogavano: «Che cosa dobbiamo fare?». [11]Rispondeva: «Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto». [12]Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare, e gli chiesero: «Maestro, che dobbiamo fare?». [13]Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». [14]Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi che dobbiamo fare?». Rispose: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno, contentatevi delle vostre paghe». [18]Con molte altre esortazioni annunziava al popolo la buona novella.
La predicazione di Giovanni è basata sulla Giustizia, sullo sforzo personale a essere giusti, a rispettare gli accordi presi, a non farsi deviare dal proprio interesse personale o dalle proprie passioni. Luca cita il profeta Isaia per spiegare la sua funzione "Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore,raddrizzate i suoi sentieri! [5]Ogni burrone sia riempito, ogni monte e ogni colle sia abbassato; i passi tortuosi siano diritti; i luoghi impervi spianati. [6]Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!" Se ci addentriamo in una doverosa lettura interiore di questi passi e riportiamo dentro ciascuno l'impulso all'ordine troviamo i burroni delle passioni insane, i monti dell'orgoglio, le colline del compromesso e pensieri deviati dal nostro personale interesse o errate convinzioni. Tutti possono accogliere la salvezza divina, racchiusa nella relazione col proprio Io profondo, spirituale ma devono prepararsi: Giovanni, il precursore, rappresenta proprio questa possibilità di cambiare se stessi, di forgiare nuovi pensieri e abitudini, lavorare sulla propria personalità seguendo il senso di giustizia e accrescendolo con azioni conseguenti.
Veniamo all'incontro con Gesù (Giovanni): "[29]Il giorno dopo, Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: «Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! [30]Ecco colui del quale io dissi: Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me. [31]Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare con acqua perché egli fosse fatto conoscere a Israele». [32]Giovanni rese testimonianza dicendo: «Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui. [33]Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua mi aveva detto: L'uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo. [34]E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio»." Ecco realizzata la missione di Giovanni, ai discepoli che ha raccolto attorno a sè offre il senso della sua stessa vita: fare in modo che più persone possibile siano pronte ad accogliere il vero Messia. Se Giovanni ha usato l'acqua per purificare e preparare Gesù userà l'elemento aria-luce, la Parola per elevare le anime di chi lo accoglie e preparare la nuova età dello Spirito che porterà il Fuoco (Pentecoste). Giovanni è stata la "voce" che grida nel deserto, nella mancanza di punti di riferimento certi di una religione ormai lontana dal vero Dio, Gesù è la Parola che nutre e offre in abbondanza comprensione spirituale, libertà e pace interiore.
I primi discepoli di Gesù sono quelli di Giovanni che sono diventati liberi al punto da riuscire a staccarsi dal vecchio maestro per riconoscere il vero Maestro che si presenta e parla in modo completamente diverso. Eppure lo seguono fiduciosi, mossi da un impulso del cuore. "[40]Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e avevano seguito Gesù, era Andrea, fratello di Simon Pietro. [41]Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)»" Anche in questo saper lasciar andare i suoi discepoli verso il nuovo maestro si rivela la grandezza di Giovanni, che però non diventerà discepolo di Gesù. Questo punto mi ha sempre lasciato interdetto: accidenti passi la vita a preparargli la strada e quando arriva porti gli altri a lui e tu te ne vai quando potresti ricevere più degli altri comprensione e amore. Ma Giovanni, il vero Precursore, continua fino alla morte la sua missione, dare testimonianza alla Verità. Un altro Giovanni sarà accanto a Gesù diventnado "il discepolo che lui amava". Per Rudolf Steiner Giovanni Battista e Giovanni Evangelista portano lo stesso Spirito, prima e dopo l'insegnamento pienamente compreso e praticato del Cristo, ipotesi affascinante e ispirativa. Di certo l'apostolo Giovanni ha compreso la grandezza, quasi tragica, del Battista e ha saputo andare oltre, unico apostolo a seguire Gesù fino alla Croce.
Vediamo come porta avanti la sua Missione Divina Giovanni: "[22]Dopo queste cose (le nozze di Cana), Gesù andò con i suoi discepoli nella regione della Giudea; e là si trattenne con loro, e battezzava. [23]Anche Giovanni battezzava a Ennòn, vicino a Salìm, perché c'era là molta acqua; e la gente andava a farsi battezzare. [24]Giovanni, infatti, non era stato ancora imprigionato. [25]Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo la purificazione. [26]Andarono perciò da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall'altra parte del Giordano, e al quale hai reso testimonianza, ecco sta battezzando e tutti accorrono a lui». [27]Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stato dato dal cielo. [28]Voi stessi mi siete testimoni che ho detto: Non sono io il Cristo, ma io sono stato mandato innanzi a lui. [29]Chi possiede la sposa è lo sposo; ma l'amico dello sposo, che è presente e l'ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è compiuta. [30]Egli deve crescere e io invece diminuire." Giovanni non vuole essere elemento di divisione, desidera che i suoi discepoli riconoscano Gesù Cristo e sa che solo ritirandosi in modo definitivo potrà lasciare posto a Gesù evitando pericolosi contrasti tra chi non è ancora capace di discernere liberamente e ha deciso di affidarsi a lui come autorità di riferimento. Ma la sua anima è serena, lui è l'amico dello sposo che gioisce nel sentire, da lontano, la voce dell'amico venuto a reclamare la sua sposa, l'umanità intera. Giovanni ha compreso il nucelo essenziale della missione di Gesù: "[31]Chi viene dall'alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla della terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. [32]Egli attesta ciò che ha visto e udito (...) [34]Infatti colui che Dio ha mandato proferisce le parole di Dio e dà lo Spirito senza misura. [35]Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. [36]Chi crede nel Figlio ha la vita eterna;(...)».
Giovanni con la sua predicazione veritiera non risparmia nessuno, nemmeno che governa e infatti fu arrestato per aver osato attaccare pubblicamente Erode per aver sposato la moglie del fratello, l'intraprendnete Erodiade. E qui Gesù capisce che è arrivato il suo momento (vangelo di Marco)"[14]Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: [15]«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo»". Sempre Marco (cap 6) racconta la fine di Giovanni: "[18]Giovanni diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere la moglie di tuo fratello». [19]Per questo Erodìade gli portava rancore e avrebbe voluto farlo uccidere, ma non poteva, [20]perché Erode temeva Giovanni, sapendolo giusto e santo, e vigilava su di lui; e anche se nell'ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri." Erode tentenna, sente che Giovanni dice il vero ma messo alla prova cederà alle seduzioni e astuzie della moglie, ma anche per la paura di perdere la faccia davanti ai potenti del tempo.
"[21]Venne però il giorno propizio, quando Erode per il suo compleanno fece un banchetto per i grandi della sua corte, gli ufficiali e i notabili della Galilea. [22]Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla ragazza: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». [23]E le fece questo giuramento: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». [24]La ragazza uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». [25]Ed entrata di corsa dal re fece la richiesta dicendo: «Voglio che tu mi dia subito su un vassoio la testa di Giovanni il Battista». [26]Il re divenne triste; tuttavia, a motivo del giuramento e dei commensali, non volle opporle un rifiuto. [27]Subito il re mandò una guardia con l'ordine che gli fosse portata la testa. [28]La guardia andò, lo decapitò in prigione e portò la testa su un vassoio, la diede alla ragazza e la ragazza la diede a sua madre."
La morte per decapitazione ha una potente lettura simbolica: Giovanni ha spinto al limite le sue possibilità di comprensione e uso delle sue capacità senza però riempire le sue parole di misericordia. L'unico modo per andare oltre è proprio "perdere la testa" e ricollegarsi al cuore. Il rischio di diventare giudicanti e irrigidirsi è sempre presente. Abbiamo il diritto di analizzare il nostro comportamento e di compararlo a ciò che abbiamo compreso delle leggi universali ma non abbiamo il diritto di giudicare gli altri. Alla morte di Giovanni corrisponde la piena manifestazione della missione di Gesù Cristo, con il suo comandamento nuovo: amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi. Potremmo anche paragonare Giovanni come un maestro nell'uso del III chakra, il plesso solare, della forza di volontà e di magnetismo nelle relazioni con gli altri che prepara il posto al Maestro per eccellenza il IV chakra, il cuore, il punto di equilibrio tra alto e basso e di comprensione intima delle Leggi Universali riscaldate dall'Amore puro e disinteressato.
Matteo rivela come Gesù avesse chiaro il ruolo preparatorio e indispensabile del Battista. Scrive (cap. 11): "Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «(...) che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, anche più di un profeta. [10]Egli è colui, del quale sta scritto: Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero che preparerà la tua via davanti a te." Nel linguaggio ebraico sacro i messaggeri per eccellenza erano gli Angeli. Rudolf Steiner afferma che in Giovanni si manifestasse lo stesso impulso dell'Arcangelo Michele, l'entità che ha il compito di mantenere l'ordine cosmico e riportare in equilibrio le forze oscure e guida particolare del popolo ebraico in quell'epoca, mentre oggi, sempre secondo Steiner, è assurto a guida dell'Umanità per spronarla oltre la sua epoca più oscura. Auguro a tutti una buona estate, piena di energia del Precursore per portare ordine e determinazione in noi stessi a incarnare il compito che siamo venuti a svolgere qui e ora, senza tergiversare. Con queste forze potremo aprirci alla Sapienza e all'Amore.