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venerdì 2 febbraio 2024

Lettere Camune I. Caro Babbo Nat@

Caro Babbo Nat@,

ti dispiacerebbe togliere quel tuo grosso culone da Gesù Bambino? Sei diventato così ingombrante e ossessivo coi tuoi sacchi stracolmi di pacchi da occupare tutta la mangiatoia di Betlemme, tutta la Grotta e oltre ed si fa veramente fatica a vedere e sentire il miracolo del Natale di Nostro Signore. Lo so che tu non esisti, che sei una creazione pubblicitaria americana di una nota multinazionale, ma confido che, scrivendo ad un personaggio immaginario, tutti coloro che si sentano a vario titolo coinvolti intervengano per rispedirti da dove sei venuto. Potrebbero intervenire assistenti sociali a tutela dei diritti del Divino Bambino, nazionalisti scandalizzati dall'egemonia culturale del paese dove ti hanno inventato (che non è la Finlandia!) e, perchè no, i cristiani di ogni confessione e orientamento, tutti inclusi. Io non accetto che mio figlio metta sullo stesso piano te, che non esisti, e il Cristo che si è davvero incarnato nel Divino Bambino Gesù. Lo so che qualcuno resterà scioccato da queste dichiarazioni... ma se i vostri genitori non hanno avuto il coraggio tocca a me dirvelo con chiarezza! In Catalogna nel ricco presepe inventato da S.Francesco aggiungono anche il provocatorio Cagador Ofizial, discretamente di lato. Ma tu nel presepe non puoi trovare posto perchè sei troppo ciccione! Dovresti almeno fare qualche anno di cura dimagrante.... come dovrei fare anch'io d'altronde. Ma sai la differenza tra noi due non sta nella stazza, ma nel fatto che io mi inginocchio davanti al mio Signore e mai davanti a nessun altro e tu ti ci siedi sopra occultandolo! Tu mangi tutti i risparmi di famiglie e bambini per comprare doni che non durano, mentre Gesù Bambino è venuto a portate direttamente dal Cielo quelli che durano per sempre e non costano nemmeno 1 euro. L'Amore è gratis, sempre, se non si chiama in un altro modo.

Certo che se ci rincitrulliamo di pannettone, shopping compulsivo, ansia da prestazione per i regali, mentre sghignazziamo a vedere serie tv di quell'azienda di quel paese che ha inventato Babbo Nat@ e che ha avuto la provocatoria, e quindi luciferica idea, di girarne una nella città dove vivo intitolandola addirittura "Io odxx il Nat@" ... beh non potremo certo cogliere la sublime Pace che spira nei giorni di Natale, non potremo contemplare l'armonia della Sacra Famiglia e quando l'Angelo verrà a chiamarci noi magari risponderemo distrattamente: "sì sì... ora finisco la partita alle brawlstars e dopo..." e quel dopo non viene mai. C'è persino qualcuno che fa circolari a scuola per vietare i festeggiamenti del Natale... roba da matti! Ora ci tocca aspettare l'anno prossimo per prepararci! Dai vecchio Babbo levati un po' di torno! A casa mia a Bienno in Valcamonica non sei mai venuto: il 13 .12 veniva Santa Lucia col suo asinello e al 24.12 la sera suonava una campanello che annunciava la nascita di Gesù Bambino che portava, anche, i doni ai bambini, dopo una rigorosa giornata e serata in famiglia tra preparativi, cena, giochi. Dopo i regali per i più grandicelli messa di mezzanotte e poi brindisi con gli amici. C'era una grande saggezza in tutto ciò che riconosco solo ora che non scrivo più le letterine.

Ho saputo che quaggiù dove vivo ora erano i Re Magi a portare i doni perchè Natale, era evidente a tutti, era la festa della Famiglia, dove ci si riconciliava, dove si cercava di lasciar andare le vecchie ruggini, dove si andava a messa insieme e si dava la pace e la mano anche a chi non ti andava a genio. Cristianesimo puro. Io da quest'anno ho deciso che darò i regali solo all'Epifania, impegnandomi invece con dedizione a passare un giorno e una notte in armonia con la mia famiglia. Però oltre alla dieta credo proprio che serva durante le feste anche un digiuno... digitale. Smettiamo di chinare il capo sui nostri cellulari, utilissimi ma freddi, che ostacolano il nostro sguardo amorevole. A forza di guardare notifiche e messaggini in ogni dove... non vorrei perdessimo l'occasione di diventare buoni samaritani davanti al nostro prossimo che soffre lungo la strada.

Quindi Babbo ti aspetto al campo di rugby per iniziare a lottare contro quel pancione, so bene che non sarà facile ma... com'era quell'equivoco motto "less is more"?! Te lo dico nella tua lingua così lo capisci meglio!

In fede,
Francisco Panteghini

martedì 25 aprile 2023

Si vis pacem para bellum?

Luoghi comuni
Si vis pacem para bellum?

In questo periodo è difficile non parlare di guerra, purtroppo, e spesso viene citata la frase latina “Si vis pacem para bellum”. La traduzione è “se vuoi la pace, prepara la guerra” ed è attribuita allo scrittore romano Publius Flavius Vegetius Renatus, pare vissuto sotto l'imperatore Teodosio nel IV sec. d.C. quello che, per capirci, rese il cristianesimo unica religione ufficiale con apposito editto (Tessalonica 380 d.C.). Pare che Vegetius gli abbia dedicato il suo trattato sulla guerra, riscoperto dagli umanisti alla fine del 1400.

Eppure questa frase avrebbe potuta dirla il pagano Augusto quattro secoli prima perché esemplifica l'unica forma di “pace” concepita dall'imperialismo romano: la superiorità militare. Nella vita privata come in quella di stato l'unica garanzia all'assenza di conflitti è disporre di una forza superiore e usarla spietatamente quando è opportuno. L'imperatore Augusto aveva proclamato la “pax romana” a cui aveva intitolato un tempio, l'Ara Pacis a Roma, nel 9 d.C.

Quando l'imperatore era in guerra le porte del tempio venivano chiuse, quando festeggiava a Roma le vittorie erano aperte. “Pace” dunque come intervallo tra le guerre, che in italiano si dice “tregua”. Per i Cristiani invece la Pace è innanzitutto quella interiore, vero dono di Dio, da cui poi scaturisce un'attitudine al bene che si fa operosa costruzione di relazioni armoniose e quindi pacifiche con gli altri. La Pace non è il contrario della guerra, non è vita passiva ma continua tensione a creare qualcosa di buono e giusto da condividere con gli altri. Allo stesso modo la Luce non è il contrario delle tenebre, ma semplicemente la sua assenza. La guerra dunque manifesta la mancanza di Pace ed è responsabilità di ciascuno di noi costruirla ogni giorno, partendo dalla verità e dalla giustizia.